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Cultura martedì 18 maggio 2021 ore 18:17

Rifioriscono i musei napoleonici elbani

Il giardino del Museo napoleonico Villa dei Mulini

Sono stati eseguiti interventi nei giardini e le aree verdi delle due ville di Napoleone. Scoperte anche grotte e manufatti durante gli interventi



PORTOFERRAIO — Sono conclusi alcuni lavori di ripristino delle aree verdi, giardini, facciate e spazi aperti dei due musei napoleonici elbani.

Come si legge in una nota, il lungo periodo di chiusura dei musei nazionali delle residenze napoleoniche dell'isola d'Elba  che fanno capo alla Direzione regionale Musei della Toscana, ha permesso di portare avanti alcuni lavori di manutenzione e di ripristino. 

Gli interventi, coordinati dai funzionari tecnici Luca Gullì e Paolo Galeotti, hanno interessato prevalentemente le aree verdi, i giardini e l’insieme degli spazi aperti che circondano le Ville e che rappresentano una parte molto preziosa e godibile dei due musei.


Nella Palazzina dei Mulini è stato risistemato e arricchito il giardino murato con nuove piante di rose fiorenti e spalliere di agrumi eliminando gli arbusti e le erbe infestanti. L’opera di "bonifica" ha permesso il ritrovamento e l’agibilità dei percorsi e delle sedute del giardino murato adiacente a Forte Stella, da tempo in stato di degrado; inoltre, si è da poco avviato il ripristino di intonaci e paramenti sul fronte-mare del teatrino. 

Oltre al restauro degli infissi e dei serramenti, è stata predisposta una nuova illuminazione nel locale della caffetteria.

Nella Villa di San Martino sono stati riaperti, ridisegnati e adeguatamente risistemati i percorsi interni del parco, con il rifacimento delle recinzioni. Molto suggestiva è la nuova illuminazione notturna della facciata esterna della Villa.

Tra gli altri lavori imminenti, sono in programma, a cura della Soprintendenza ABAP di Pisa e Livorno, la posa di una nuova pavimentazione nella terrazza monumentale e il ripristino complessivo della Galleria Demidoff. 

Particolarmente importante è la risistemazione della serra, ricca di fascino, realizzata agli inizi del '900 da Adolfo Coppedè, per la coltivazione delle piante tropicali, sul modello del Tepidario costruito al Giardino dell'Orticultura a Firenze nel 1880, su progetto dellrchitetto Giacomo Roster.

La serra in ferro e vetro è caratterizzata da "tegole" di vetro che si sovrappongono in modo tale da non far filtrare la pioggia nella serra. Al suo interno è ben visibile l'originale impianto di riscaldamento con le tubazioni ad anelli radianti e con la caldaia a legna, posta all'interno del terrapieno a ridosso della serra.

Anche nel parco di questa Villa sono state piantate nuove rose e piante rifiorenti; la messa in sicurezza del grande viale di ingresso e del parco ha consentito il ritrovamento di scalinate, grotte e di altri manufatti.

Dalla direzione museale Toscana spiegano che "Si tratta di lavori necessari non soltanto per la messa in sicurezza delle Ville napoleoniche ma anche per l’abbellimento, il recupero e la valorizzazione di due residenze preziose e uniche del nostro patrimonio storico artistico nuovamente riaperte al pubblico".


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