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Attualità giovedì 02 febbraio 2017 ore 11:02

Proposte di Legambiente per Mola e Le Prade

​Mola e le Prade, paradisi perduti non ancora ritrovati, Legambiente lancia l'allarme e propone alcune soluzioni per la salvaguardia ambientale



PORTOFERRAIO — Il 2 febbraio 2011, in occasione della Giornata mondiale delle zone umide, Legambiente Arcipelago Toscano scrisse all’assessore all’ambiente della Regione Toscana, a quello ai parchi della Provincia di Livorno, al sindaco di Portoferraio ed al presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per porre alla loro attenzione la situazione della zona umida dello Schiopparello-Le Prade e delle altre residue nell’area costiera di Portoferraio.

Allora Legambiente scriveva: "La gestione e difesa della Zona umida delle Schiopparello-Le Prade, la maggiore delle uniche due di una certa dimensione rimaste all’Elba (l’altra è Mola nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano) che si estende per circa 4 ettari nella costa del Comune di Portoferraio, dovrebbe però maggiormente interessare la Regione Toscana e la Provincia di Livorno.

Legambiente Arcipelago ricordava anche a Regione, Provincia e Comune che: "In molte pubblicazioni scientifiche ed ornitologiche viene sottolineata l’importanza delle Zone umide residue dell’Elba per l’avifauna nidificante e per quella migratoria e svernante, come attestano gli eccezionali avvistamenti negli anni passati di gru, smerghi e nitticore". 

Quindi il cigno Verde isolano chiedeva: "Immediati interventi di salvaguardia per fare in modo che simili episodi non accadano più e di recupero e valorizzazione della Zona umida di Schiopparello-Le Prade che, si ricorda, negli anni passati è stata oggetto anche di incendi dolosi".

Un appello caduto nel vuoto, se la stessa associazione oggi scrive: "Le due più grandi Zone umide dell’Isola d’Elba scontano una mancanza di gestione e vera tutela: ingresso non autorizzato di auto e alaggio di imbarcazioni, ormeggio disordinato e immediatamente sotto costa, inquinamento dei fossi, abbandono di rifiuti, disturbo continuo della fauna selvatica, pesca di frodo, taglio scriteriato di vegetazione, accensione di fuochi per grigliate, incendi dolosi".

Le proposte di Legambiente per Schiopparello- Le Prade e Mola: "Chiediamo che tra le due Zone umide residue dell’Elba venga creata un area di collegamento ecologico funzionale – prevista dalla Legge Regionale – e che l’intera area costiera da San Giovanni alle Prade e il retroterra non urbanizzato fino al Volterraio entrino a far parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano".

Per le Prade: "Sono necessari interventi per contrastare l’erosione costiera e per evitare che progetti impattanti come un possibile ampliamento del porto di San Giovanni aumentino tali impatti. Le Prade vanno immediatamente trasformate in un’Oasi/Riserva in vista di un loro inserimento nel Parco Nazionale"

Per Mola: "E' necessario chiudere immediatamente l’accesso alle auto al piazzale di fronte alla Zona Umida e vietare l’alaggio delle barche nella stessa area, creando anche un’area di rispetto marina di fronte a una spiaggia che, non essendovi divieti, risulta comunque balneabile".

Per entrambe le Zone umide: "E' necessario valutare l’impatto dei pesticidi usati nei dintorni sulle due aree e indirizzare le aziende agricole (ma anche il Campo da Golf) verso una loro drastica riduzione".



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