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Attualità venerdì 22 gennaio 2016 ore 16:17

Parassita sudamericano scoperto a Montecristo

Gli scienziati che osservano Montecristo hanno scoperto una nuova famiglia di nematodi del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano



PORTOFERRAIO — I nematodi costituiscono uno dei gruppi animali che ha avuto più successo nella storia della vita sulla terra. Oggi questi organismi vivono quasi in ogni nicchia ecologica e sono tra i più abbondanti animali pluricellulari del nostro pianeta. Hanno forma vermiforme e comprendono alcune centinaia di migliaia di specie, sia a vita libera che parassiti di animali (uomo compreso) e di piante. 

Le specie che abitano nel suolo sono per lo più piccole, vivono nelle pellicole d’acqua che rivestono le particelle di terra e detriti e si nutrono a spese di un’ampia gamma di substrati, inclusi altri nematodi e insetti.

Nonostante rappresentino la frazione maggiore di biomassa nei suoli, in pochi conoscono questi animali, che rappresentano quindi un immenso lato oscuro della biodiversità. Nuove specie vengono continuamente descritte negli ambienti più disparati dai pochi studiosi e esperti del settore, ma esclusi i nematodi di interesse agrario, forestale o quelli importanti per la salute umana, le conoscenze per questo gruppo di invertebrati rimangono scarsissime.

Recentemente, proprio nell’isola emblema del Parco, la celeberrima Montecristo, riserva integrale e scrigno di biodiversità, è stato trovato casualmente, durante un campionamento per il progetto un nematode appartenente alla specie Oscheius tipulae. 

Questa specie ha un distribuzione molto vasta, Italia compresa, ma dalle analisi molecolari il nematode trovato a Montecristo è praticamente identico a un ceppo del Sud America e deve quindi essere considerato come un ceppo alieno.

Molte le domande a cui i ricercatori del CREA-ABP Entomologia di Firenze in collaborazione con il Dipartimento di Biologia, la NEMO srl, il Corpo Forestale dello Stato e altri istituti hanno cercato di rispondere: com’è arrivato? Ha un impatto particolare sulla fauna dell’Isola? Quante altre specie aliene di nematodi saranno presenti, se, con pochi campioni di terra analizzati si scopre subito l’alieno? E gli altri nematodi? E gli insetti che questo patogeno potrebbe attaccare, fanno parte del lato luminoso della diversità per cui Montecristo è tanto famosa? E cosa dire degli effetti a cascata che questo, come altri patogeni alieni e dannosi per gli insetti, potrebbero causare a tutti gli organismi che di insetti si nutrono.

Il Parco ha già dovuto affrontare il problema delle specie aliene e progetti e finanziamenti sono stati stanziati per eliminare ratti e piante invasive. Le isole infatti sono tra gli ambienti più vulnerabili al fenomeno delle invasioni biologiche e oltre ad azioni concrete vanno intraprese azioni di divulgazione.

"Per adesso possiamo solo dire che molto probabilmente il nematode è arrivato con la terra delle piante - spiegano dal Parco - come già tanti insetti in passato. Questi animali possono arrivare anche con altre vie, le più impensabili, come ad esempio il fango attaccato alle scarpe e per questo una corretta informazione ed educazione ambientale di chi va in visita in aree tanto delicate del Parco, appare come un elemento di fondamentale importanza".

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