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Cronaca giovedì 27 giugno 2019 ore 13:08

"Operazione Brassard", testimone replica ad Anpi

La liberazione dell'Elba in un cinegiornale americano del 1944

Una testimone dei fatti avvenuti nel 1944 all'Elba, oggi 89enne, interviene per raccontare quanto è accaduto durante l'operazione Brassard



PORTOFERRAIO — Dopo la pubblicazione dell'appello dell'Anpi Elba, rivolto al sindaco di Portoferraio, per dichiarare il porto aperto per l'ingresso della nave Sea Watch 3 con a bordo 42 migranti (leggi qui l'articolo), ci ha scritto una nostra lettrice.

"L’articolo dell’ Anpi necessita di alcune precisazioni importanti - ci ha scritto la lettrice - da parte di chi a quel tempo c’era e leggendo questo articolo rimane esterrefatta. Mia madre Anna Nannini, oggi di 89 anni mi chiede, dopo aver letto l’ articolo, di raccontare la realtà!"

Ecco il racconto nelle parole di Anna Nannini relative al 1944 e all'operazione Brassard per liberare l'isola d'Elba dalle truppe tedesche.

Per uno sfizio dei francesi, che dopo l’ armistizio alla Germania volevano sembrare ancora potenti, diedero atto all’ inutile operazione 'Brassard'. 

L’ Elba era vicina alla liberazione, da parte degli alleati. Una mattina 16 giugno 1944 un soldato di colore, armato fino ai denti, venne a prendere mio padre e mio zio, che non vidi più per 4 giorni; un altro, urlando frasi per me incomprensibili strattonava e spingeva me mia madre e mia zia costringendoci a seguirlo.

Ci portò davanti ad un tenente francese che parlava italiano il quale, vedendo ragazzine e giovani donne...forse impietosito...ci disse di nasconderci perché nei prossimi giorni sarebbe successo di tutto. 

Così facemmo e cercammo rifugio a casa di anziani parenti. 

Nei giorni seguenti i senegalesi e altre truppe assoldate dalla Francia, ebbero per 48 ore la libertà di fare ciò che volevano...
Furono giorni di terrore...con uccisioni, stupri e ruberie...
Qual è il debito dell’ Elba?"

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