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Toscani in TV venerdì 20 agosto 2021 ore 12:25

Elbani doc e di adozione a Linea Verde

Sono sempre di più le persone dell'Elba che con la loro passione creano sull'isola realtà produttive capaci di esaltarne la naturale bellezza



PORTOFERRAIO — L'isola d'Elba ancora protagonista a “Linea Verde Estate”, il programma condotto da Marco Bianchi e Angela Rafanelli, per Rai1. Nella puntata in onda ieri (replica della scorsa stagione) si presentano le bellezze del territorio elbano, le sue curiose realtà e le specialità enogastronomiche come la prelibata “tonnina” oggi consumata ai tavoli degli aperitivi e dei ristoranti dell’isola: “Nata come piatto estremamente povero, ricavato dagli scarti della lavorazione del tonno messi in salamoia” - spiega ai telespettatori l’imprenditore Luca Saglimbeni - “la tonnina veniva usata come pagamento dei ‘tonnarotti’, i giovani mozzi di aiuto sulle imbarcazioni dei pescatori.” Re dello street food anche il polpo, preparato dal ‘polpaio’ Alessandro Tavanti sulla sua ape, con solo sale, zenzero e peperoncino ad esaltare la naturale bontà come facevano una volta.

Ma il primo grande promotore turistico dell’Elba è stato proprio Napoleone che come racconta l’architetto Leonello Balestrini, plasmò l’isola insieme alla sorella Paolina trasformandola in un piccolo regno pronto ad accogliere da lì in poi chi ne volesse scoprire le meraviglie: “Ricrea la Parigi perduta a Portoferraio, organizza cene e balli a cui partecipano le importanti autorità della zona ma poi si ritira nella dimora di San Martino per godere della tranquillità della campagna”.

E dopo aver degustato la tonnina al porto di Portoferraio, i due conduttori si sono spostati alla scoperta di altre meraviglie elbane: Angela è salita con la guida Stefano Luzzetti sul Monte Capanne, che con i suoi quasi 1000m è la cima più alta dell’isola da cui la vista spazia su tutto l’arcipelago toscano e sulla Corsica. Stefano accompagna Angela attraverso le vie del granito e dei pastori sotto l’ombra del Capanne, dove ancora esistono i ‘caprili’, costituiti dai ‘grottini’, ossia degli ‘igloo di roccia’ a fianco di recinti ‘i chiusi’ anch’essi rocciosi, dove stazionavano le pecore o le capre mentre il pastore si riposava al fresco. Oggi gli allevatori non li usano più ma come Vincenzo Bono e Paola Della Rosa al Buraccio allevano con passione più di 80 capre e producono latte e latticini oltre a gestire un agricampeggio. E’ Vincenzo a lasciare che Marco sperimenti la ricetta del loro gustoso e sano gelato col latte di capra appena munto.

Anche Sara Esposito, nome già noto alla nostra rubrica Toscani in Tv, si occupa di allevamento. Arrivata dalla Campania a Lacona, ha avviato quest’attività cambiando stile di vita e dedicandosi anima e corpo alle sue pecore da cui la produzione dei formaggi, la filatura della lana e le molte attività laboratoriali. Di permacoltura si occupa invece l’imprenditore agricolo Davide Fabbri che a Capoliveri gestisce la sua azienda secondo il principio che ‘il campo si coltiva da solo’. Si tratta di un insieme di pratiche mirate per progettare e gestire paesaggi antropizzati che soddisfino i bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia e al contempo presentino la resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali. 

Tra i preziosi frutti, delle fragoline di bosco che sono la base di una ricetta eccezionale della maestra cioccolatiera Paola Francesca Bertani che le usa per realizzare dei cioccolatini vincitori di importanti riconoscimenti mondiali nel campo. Altro imprenditore, Dimitri Galletti, elbano doc, innamorato della sua terra, si dedica alla coltivazione del grano e in particolare della specie Senatore Cappelli, un grano duro particolarmente pregiato e digeribile con cui produce anche una pasta per l’occasione condita da una appetitosa ricetta alla palamita dallo chef Massimo Poli

Non poteva poi mancare un giro in kayak lungo la costa elbana con la guida ambientale Giacomo Luperini. L’ultima parte della trasmissione si sposta nel lato minerario dell’isola dove Filippo Boreali racconta la sua storia, quando a nel 1960 a soli 18 anni entrò nella miniera dopo 3 anni di scuola mineraria fatta a Rio Marina in quanto figlio di minatore. Rimase in miniera per 27 anni, al buio, la polvere, nel pericolo delle esplosioni a lavorare a cottimo. E con il suo racconto si chiude questa carrellata su personaggi storici e contemporanei che continuano con il loro lavoro a rendere eccezionale l’Isola d’Elba.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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