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Attualità venerdì 23 marzo 2018 ore 18:45

Il ricordo di Ilario Zambelli

Ilario Zambelli

Il marinaio elbano medaglia d'oro al valor militare fu trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine. Il ricordo di Danilo Alessi



PORTOFERRAIO — Il 24 Marzo ricorre il 74mo anniversario del sacrificio di Ilario Zambelli, Medaglia d’oro al valor Militare alla memoria, trucidato con altri trecentotrentacinque civili e militari dalla barbarie nazifascista.

Chi era Ilario Zambelli?

Nato a Rio Elba il 2 luglio del 1909, si trasferì poi a Portoferraio dove conseguì la licenza tecnica e trovò impiego presso il locale Ufficio telegrafico. Arruolato in Marina nel 1929 per l’obbligo di leva ed assegnato alla categoria Semaforisti, nel giugno dell’anno successivo ottenne la promozione a Sottocapo e il congedo per fine ferma. Richiamato nel 1935 per esigenze di carattere eccezionale, prestò servizio a Portoferraio e a Piombino fino al novembre del 1940 quando, promosso Sergente, venne trasferito a Roma al Ministero della Marina. Nel febbraio del 1942 venne promosso a 2° Capo Segnalatore e all’armistizio dell’8 settembre 1943, dopo aver rifiutato ogni forma di collaborazione con l’occupante tedesco, partecipò alla lotta clandestina entrando in formazioni partigiane dipendenti dal Fronte Clandestino di Resistenza della Marina Militare, con compiti di collegamento. Arrestato, fu sottoposto a sevizie e torture per poi essere barbaramente ucciso il 24 marzo del 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Nel giugno del 1951 fu decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, massima onorificenza italiana, con la seguente menzione: “Sottufficiale di elevate doti morali e professionali, fin dall’inizio della lotta antitedesca partecipava ai combattimenti per la difesa della Capitale. Entrava quindi in formazione partigiana dipendente dal fronte clandestino di Resistenza della Marina, esplicando preziosa attività informativa e di collegamento e prodigandosi nell’assistenza a personale militare. Arrestato dai nazi-fascisti, sopportava stoicamente ripetuti maltrattamenti e sevizie intese a strappargli il segreto dell’organizzazione a cui apparteneva. Piegato nel fisico, ma non nella fede, non forni all’ira nemica nessuna notizia, preferendo attendere coraggiosamente la morte. Prelevato sanguinante dal carcere, cadeva con altri eroici compagni alle Fosse Ardeatine.

Territorio Nazionale occupato dal nemico, 8 settembre 1943 – 24 marzo 1944”

Recentemente a suo nome è stato dedicato il Circolo Sottufficiali della Marina Militare di Chianciano

A cura del Comune di Portoferraio e del Comitato Provinciale per il 30° della Resistenza e della Liberazione, il 25 Aprile del 1975, nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza di tutte le autorità civili e militari della provincia di Livorno, fu inaugurato un monumento ad opera dell’artista Italo Bolano con una stele che lo ricorda nel prato antistante l’area dell’alto fondale.

Credo che sarebbe doveroso che anche gli amministratori di oggi, nell’anniversario del sacrificio di Ilario, deponessero almeno un fiore per onorare la memoria di un uomo, militare e partigiano, che ha sacrificato la propria vita perché la nostra fosse migliore e che ha così reso onore alla Patria e all’ Isola di cui è figlio.

Danilo Alessi

Portoferraio, 22 marzo 2018  



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