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domenica 08 dicembre 2019

Attualità domenica 22 settembre 2019 ore 08:00

Forte St. Cloud, "Quella convenzione va corretta"

Lavori in corso nella zona (foto di Italia Nostra)

Pubblichiamo una segnalazione ricevuta su alcune anomalie che riguarderebbero la convenzione firmata tra la giunta Ferrari e la proprietà dell'area



PORTOFERRAIO — "Nei giorni scorsi il Comune di Portoferraio, intervenendo nella polemica montante a proposito delle ruspe in zona Forte Saint Cloud (si veda gli articoli correlati sotto) ha senza dubbio rasserenato i cittadini riguardo alla presunta distruzione di memorie archeologiche. Non ha però fatto cenno alla disastrosa situazione in cui si trova tutta quell’area, una delle peggiori eredità dell’amministrazione Ferrari", così si legge in una nota di un cittadino, che interviene per chiedere all'amministrazione comunale che siano fatte le opportune modifiche alla convenzione stipulata fra il Comune di Portoferraio e la proprietà dell'area della collina dove sorge anche ciò che rimane del Forte Saint Cloud.

"Secondo il Piano dei porti approvato nel 2012 e tuttora in vigore - s legge infatti nell'intervento - chi avesse intrapreso il restauro dell’area della vecchia Centrale Enel avrebbe dovuto cedere gratuitamente al Comune l’area perimetrata come parco del forte Saint Cloud, dove avrebbe potuto effettuare solo attività di restauro dei beni culturali. Da una parte, quindi, non gli era permesso costruire alcunché, dall’altra avrebbe dovuto cedere all’interno della Centrale uno spazio di 70 metri quadri per punto di informazione del Parco"

"Inspiegabilmente, però, - si legge ancora nell'intervento - sembra che la convenzione redatta dall’arch. Parigi sia di tutt’altro tenore. Se il Piano prevedeva che in quel terreno non era possibile costruire niente ecco che spunta invece un progetto (approvato) a firma di un noto architetto elbano, per un ristorante che imita, in scala ridotta, la sagoma della vecchia Centrale. La proprietà dell’area-parco da parte del Comune non viene messa in discussione, ma il Comune la cede gratuitamente per 99 anni (!) a chi glie l’ha conferita, senza passare dal Consiglio Comunale che, riteniamo, sarebbe stato l’unico organo autorizzato dalla legge a sottrarre per un secolo un bene pubblico alla disponibilità dei cittadini". 

"Quanto all’area di 70 metri quadri che doveva servire da punto informazioni viene 'permutata' con un’altra, - si legge ncora - sicuramente di minore valore, cui si aggiungono xxmila euro a forfait (che non si sa se siano stati riscossi o meno, ma sarebbe meglio che venisse reso noto dall’amministrazione), e tanti saluti al punto informazioni pubblico. L’atto in questione, che non è mai stato portato in Consiglio Comunale, è comunque ancora in vigore. Per quanto la proprietà abbia dichiarato (pare) di non avere intenzione di costruire alcunché, si tratta palesemente di una situazione assurda perché il Comune, proprietario dell’area, resterebbe comunque responsabile di quanto il soggetto che la detiene per 99 anni possa farvi". 

"Poiché, a quanto si dice, - si conclude l'intervento - vi sono buoni rapporti tra i nuovi proprietari della Centrale e il Comune, credo sarebbe necessario annullare questa convenzione non rispettosa degli indirizzi di piano e sostituirla con una coerente con le norme vigenti e debitamente approvata dal Consiglio Comunale".



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