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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità giovedì 27 giugno 2019 ore 11:03

Emergenze subacquee, l'importanza della formazione

Il corso di formazione promosso dal Circolo Teseo Tesei

Proseguono le attività formative del corso promosso dal Circolo Teseo Tesei e rivolto agli operatori per la gestione delle emergenze subacquee



PORTOFERRAIO — Si è svolto presso il Circolo Subacquei Teseo Tesei di Portoferraio il secondo incontro sulla gestione delle emergenze subacquee, come spiega in una nota il Circolo.

Per formare gli operatori del settore nel dare il loro contributo nei casi di emergenza, sono intervenuti il dottor Guido Campanati, specializzato in medicina iperbarica e la dottoressa Elisabetta Bollani, medico neurologo, entrambi in opera all’ospedale di Portoferraio. 

"Questa serata - spiegano dal Circolo Tesei- è stata il seguito di un’iniziativa partita lo scorso anno, con il quale si è iniziato un percorso formativo e di approfondimento con tutti gli operatori del settore. Presenti i diving appartenenti al Ced (Consorzio Elbano Diving) e altri centri immersioni".

All'incontro formativo è intervenuta anche la Capitaneria di Porto di Portoferraio nella persona del Comandante, Capitano di Fregata, Agostino Petrillo e del delegato di Spiaggia di Rio Marina Frastolla, precisando l’importanza delle misure di sicurezza in mare e ricordando le norme indicate nell’ordinanza n.54 del 2009, con preghiera di ricevere indicazioni nel caso in cui i sub avessero integrazioni o modifiche utili da inserire nella stessa.

Il Comandante Petrillo, come si legge nella nota del Circolo Tesei, ha parlato in particolare delle modalità che deve avere l’unità di appoggio alle immersioni, ovvero:

-  deve essere idonea;

-  deve essere presidiata da personale competente (operatori Blsd e Oxigen provider);

- devono essere presenti strumenti per la comunicazione, quali Vhf (canale 16) e cellulari. Il numero di emergenza in mare 1530 adesso aggancia la cellula della Capitaneria di Porto più vicina, mettendo in contatto l’unità in difficoltà in modo molto più rapido rispetto agli anni passati.

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"Naturalmente- aggiungono da Circolo Tesei - il Comandante della Capitaneria ha concluso evidenziando l’importanza del rispetto per il mare, che tutti noi condividiamo.Si è parlato in modo specifico degli effetti delle microbolle a livello cellulare e molecolare e dei principali fattori di rischio che possono predisporre il subacqueo verso una malattia da decompressione, come per es. quelli ambientali (condizioni meteo/marine avverse, profondità eccessiva, acqua fredda) e quelli legati all’attrezzatura (avaria/malfunzionamento, esaurimento aria, attrezzature inadeguate)".

Fra gli argomenti trattati anche i fattori che riguardano il benessere (disidratazione, il freddo, obesità, diabete, fumo, uso di contraccettivi orali, ematocrito alto, dieta squilibrata, scarsa forma fisica ed esperienza, stress, imprudenza, difetti cardiaci).

"A proposito dei difetti cardiaci, - spiegano dal Circolo Tesei - si è parlato inoltre della pervietà del forame ovale (PFO), che è conseguente alla mancata saldatura del setto interatriale: in pratica l’atrio destro del cuore comunica con il sinistro e questo può provocare un passaggio di bolle o eventuali trombi dal sistema venoso a quello arterioso fino a portare ad una patologia da decompressione. I medici hanno spiegato molto bene la sua formazione, i rischi e gli esami da fare nel caso in cui si sospetti di avere il PFO".

Nella seconda parte della serata si è parlato delle procedure di emergenza da attuare, secondo linee guida stabilite. I medici hanno molto insistito sul fatto che è fondamentale effettuare periodicamente la simulazione, in modo da essere coordinati e preparati nel caso di un ipotetico incidente subacqueo.

In allegato le schede di valutazione del paziente formulate dal Circolo Teseo Tesei in collaborazione con i medici intervenuti.

La serata si è così conclusa con soddisfazione del Circolo Subacquei Teseo Tesei, che continuerà questa serie di incontri per la formazione e l’approfondimento per migliorare il “Sistema Integrato Elba”, affinché tutti i componenti possano agire al meglio e in sicurezza.



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