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sabato 17 agosto 2019

Attualità venerdì 25 agosto 2017 ore 23:55

Elban Pride per rilanciare il turismo

Il segno negativo sui movimenti passeggeri in Luglio deve far riflettere sulla gestione. Serve un cambio di passo a partire dalle associazioni



PORTOFERRAIO — I numeri sono impietosi. Sia che abbiano segno positivo o segno negativo. Sempre.

Le analisi sono invece sempre più soggettive e peggio ancora diventano oggettive quanto più l’analista è “autorevole” ed ha capacità comunicative. Gli italiani dopo anni di Berlusconi e Renzi ne sanno qualcosa.

La premessa è pertanto preventiva per i commenti degli opinion leader locali sui dati ufficiali relativi al traffico marittimo fra l’Isola d’Elba e Piombino nel trascorso mese di luglio.

Ben vengano e QUInews Elba continuerà ad ospitarli volentieri augurandosi che non siano parole già sentite.

Zero virgola o punti percentuali in più o in meno non sono infatti il focus del problema.

Il focus è ”L’isola d’Elba gestisce o subisce il turismo ?” Negli ultimi decenni sembra proprio che lo subisca dietro vari alibi da sbandierare di volta in volta: caro traghetti, infrastrutture vecchie, standard alberghiero deludente rispetto alle attese, servizi inadeguati, amministrazioni pubbliche distanti dal tessuto socioeconomico ecc..

Tutto vero, tutto opinabile, ma il punto è che l’Elba deve ritrovare il coraggio di essere se stessa con quella magia che nasce dalle caratteristiche contraddittorie che sono uniche ed esclusive di un' isola vera fatta di una comunità che ama la propria terra ed il proprio mare senza interessi di bottega.

Una comunità che deve difendere l’approdo e l’ormeggio per un vecchio gozzo, che deve valorizzare l’arcipelago (uno dei pochi al mondo che non ha collegamenti tra le isole) che deve premiare e non penalizzare i non residenti frequentatori abituali. Una comunità che non deve permettere che l’isola venga stravolta da beach party, baie bianche, cirinquito e ristoranti ed hotel blasonati che spacciano pesce congelato per pesce fresco a danno delle trattorie.

Le associazioni di categoria, albergatori in primo luogo, se veramente vogliono essere rappresentative possono guidare un vero e proprio Elban Pride , un moto di orgoglio elbano, magari incoraggiando i vecchi a lasciare spazio a quei giovani elbani che sanno essere moderni e visionari nel rispetto della tradizione.

Marco Migli
© Riproduzione riservata



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