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Politica martedì 02 giugno 2020 ore 13:24

Comune unico, "il Consiglio discuta subito la nostra proposta"

Rio Vista dal mare
Foto di repertorio

Dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale Giani rese a QUInews, il Comitato "Elba in Comune" chiede "subito" la discussione in aula



PORTOFERRAIO — Prosegue il dibattito sulla questione dell'unità amministrativa dell'Elba e sulle opportunità del Comune unico. Infatti l'imprenditore Stefano Martinenghi, a nome del Comitato "Elba in Comune", che ha depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per il Comune unico dell'isola d'Elba, ha reso noto il testo di una lettera inviata al Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, dopo le sue dichiarazioni rilasciate in una intervista su QUInews Elba (leggi qui l'articolo).

La lettera inviata al presidente Giani inizia con il ringraziamento "per avere accolto la nostra richiesta di incontro e per avere condiviso le nostre ragioni in merito all’opportunità, come Lei ha dichiarato alla stampa (QUInews n.d.r.): 'che questa iniziativa sia tenuta lontana dalla sfera politica e non venga strumentalizzata da un partito o dall’altro perché quando questo è avvenuto ha portato effetti negativi' Parole che confermano la Sua lungimiranza e l’impressione di serietà da Lei suscitata all’Elba nel Suo intervento al convegno del BTS (Borsa del Turismo Sportivo) svoltosi lo scorso settembre a Portoferraio". 

Il Comitato inoltre aggiunge che "tuttavia Lei ha dichiarato anche che: 'la discussione slitterà in ogni caso al prossimo consiglio regionale eletto, perché fra circa un mese e mezzo il Consiglio entrerà nella fase di gestione ordinaria con l’imminenza delle elezioni regionali….in ogni caso, per quanto di mia competenza sarò il garante del percorso'.  Dichiarazioni rassicuranti che però non sembrano tenere conto della gravità della situazione Elbana e dell’urgenza di procedere alla istituzione del Comune unico. In preparazione dell’incontro reputo dunque opportuno introdurne i temi. Il punto più importante – che sorprendentemente i politici Elbani continuano a ignorare nei loro interventi sul tema - è che il Comune dell’Isola d’Elba è l’unico ente che avrà la dimensione minima di 30.000 abitanti richiesta per accedere ai milioni di Euro messi a disposizione dell’Unione Europea per investimenti infrastrutturali (Fesr)".

Cartina dell'isola d'Elba

Il Comitato nella lettera al presidente Giani inoltre sottolinea che "Come Lei sa bene, si tratta di finanziamenti prevalentemente a fondo perduto, senza i quali l’Elba non potrà risollevarsi dalla crisi nella quale è sprofondata per il Covid-19 né dotarsi delle infrastrutture turistiche che ci mancano per competere nel mondo (In primis un aeroporto di categoria 3C con pista da 1.800 metri).  Basterebbe questa considerazione per chiudere ogni questione. Chi scrive nel 2012 fu tra gli oppositori della prima proposta di legge, perché la trasformazione dei Comuni in Municipi era solo un’ipotesi, perché nessuno spiegò l’importanza decisiva dei 30.000 abitanti per ottenere i finanziamenti Europei, e perché non conteneva gli istituti a garanzia della comunità Elbana previsti nella proposta di legge a Lei sottoposta: comitato dei sindaci, conferenza dei servizi, referendum consultivi per tutti gli atti rilevanti per il territorio e la comunità.  Anche la maggioranza dei Sindaci allora si oppose (forse anche per il timore di perdere la poltrona) così nel 2013 i No prevalsero per soli 2.457 voti. Sono passati otto anni, è sopravvenuta la crisi, molti hanno cambiato idea e la nostra proposta ha recepito tutte le istanze della comunità elbana". 

Per questo motivo viene spiegato che "con la capillare organizzazione sul territorio prevista con l’apertura del comitato promotore a chiunque vorrà impegnarsi, senza distinzioni di appartenenza, nel prossimo referendum i SI prevarranno sui no. Di questo può esserne certo". 

Nella lettera al presidente Giani vengono poi indicati tre pilastri della proposta di legge: il primo riguarda i milioni di euro dell’Europa per investimenti in infrastrutture messi a disposizione dei Comuni con più di 30.000 abitanti come l’Elba; il secondo è la trasformazione dei sette comuni in Municipalità (L. n.267/2000 T.U.E.L. art. 16) per mantenere i Municipi vicino ai cittadini con i servizi essenziali mentre il terzo pilastro riguarda l’obbligo di referendum consultivi introdotto nello statuto comunale (T.U. L.R.T. artt. 56-68), che trasformeranno il Comune dell’Elba in un esempio di democrazia diretta dei cittadini.

Vengono poi elencato 10 benefici di un eventuale Comune unico dell'Elba che sono dettagliati sul sito del comitato e che riguardano: la possibilità di attingere ai finanziamenti Europei per ammodernare l’Elba con nuove infrastrutture (ospedale, aeroporto, strutture ricettive, ecc.); la trasformazione dei Comuni in municipalità informatizzate per mantenere i servizi essenziali vicino ai cittadini; un nuovo ciclo di investimenti e sviluppo, con crescita del Pil locale, con più occupazione e benessere sociale; un ospedale più attrezzato e autonomo, con terapia intensiva per la terza isola Italiana che decuplica le presenze in estate; un aeroporto con pista da 1.800 metri per aerei da 120-159 passeggeri per aprire l’Elba al mondo e a una stagione di 8 mesi; un Comune secondo solo a Firenze in Toscana per presenze turistiche (dati Irpet); un Comune più autorevole e con le competenze per farsi ascoltare dalle Istituzioni (come la Costa degli Etruschi); un Comune con le risorse per rilanciare nel mondo il brand “Isola d’Elba”;  finanziamenti per recuperare alla viticoltura;  un modello di democrazia diretta con i referendum e una nuova classe politica con una visione politica unitaria Elbana.

Secondo il comitato Elba in Comune quindi "Il Comune unico fornirà all’Elba le risorse per fare un balzo in avanti e stringere un nuovo rapporto di collaborazione con le Istituzioni, in primis con la Regione. Il nostro auspicio è dunque che Lei abbandoni le pur comprensibili cautele e si faccia promotore della causa Elbana facendo mettere subito all’ordine del giorno del Consiglio Regionale la nostra proposta di legge. Dal momento che, a modesto parere dello scrivente, non si tratta di un’atto di gestione straordinaria. Sarebbe anche un atto di riconoscimento nei confronti del Governatore Rossi, che fu il primo ad impegnarsi per il Comune dell’Isola d’Elba nel 2012, con il risultato che dal deposito dell’istanza alla decretazione della data del referendum passarono solo 106 giorni", spiegando che se ciò avvenisse " a metà settembre lo stesso Rossi potrebbe firmare il decreto di fissazione del referendum per la prossima primavera 2021, concludendo in bellezza il proprio mandato". 

"C’è infine un’ultima considerazione che mi permetto di fare, - aggiunge Martinenghi nella lettera al presidente Giani - per 'colpa' dei miei lontani trascorsi politici (mi dimisi dalla politica nel 2007, senza avere mai occupato 'poltrone'). E’ noto che alle elezioni amministrative i cittadini guardano più alla qualità personale dei candidati che ai partiti, a prescindere dalla propria appartenenza politica". 

"Ora, - si legge infine nella lettera - non c’è dubbio che se Lei riuscisse a far fissare la data del referendum prima dello scioglimento del Consiglio Regionale sarebbe una 'prova d’amore' nei confronti dell’Elba che non sarebbe dimenticata dagli elettori Elbani e in politica i voti sottratti all’avversario valgono doppio". 

Infine nella lettera Martinenghi fa anche un riferimento politico a quanto accaduto nel passato spiegano che "Per quanto piccola l’Elba esprime pur sempre 25.000 voti, gli stessi 25.000 voti che mancarono a Berlusconi nel 2006 a causa del mancato accordo con il piccolo movimento veneto dell’imprenditore Panto, senza i quali perse le elezioni nazionali, non regionali. Diede retta ai consigli sbagliati e quello fu il risultato. Una lezione che non ho mai dimenticato, perchè a quella campagna elettorale partecipai in prima linea come dirigente toscano e nazionale di Forza Italia. Ma questo è il passato. Il presente è con gli amici di destra e di sinistra riuniti nel comitato promotore per il bene dell’Elba".



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