Attualità Giovedì 26 Marzo 2026 ore 14:00
Sanità, i dubbi di Elba Salute

Il Comitato di cittadini ha partecipato all'incontro con l'assessora regionale alla Sanità Monia Monni
PORTOFERRAIO — "Con sei milioni di euro l’anno si potrebbe costruire una sanità diversa: più efficiente, più equa e soprattutto stabile. È questo il messaggio che abbiamo portato il 25 Marzo al convegno sulla sanità elbana, dove la Regione ha confermato anche per quest’anno un finanziamento importante, destinato però a un modello che continua a sollevare forti dubbi".
Lo dichiara in una nota Francesco Semeraro, portavoce del Comitato Elba Salute, dopo l'incontro di ieri con l'assessora regionale Monia Monni e i vertici dell'Asl.
"Parliamo del progetto che richiama sull’isola medici esterni per brevi periodi, - prosegue Semeraro - spesso una sola settimana, con contratti ben remunerati, vitto, alloggio e altri benefit. Un’operazione costosa, che nelle intenzioni dovrebbe supportare i pochi medici stanziali rimasti".
"Ma la realtà racconta altro. - aggiunge Semeraro - Da due anni questo sistema è attivo e, invece di ridurre le liste d’attesa, le ha viste allungarsi: da mesi ad anni. Le agende restano chiuse, i cittadini aspettano, e il servizio non migliora. Nel frattempo si continua a ignorare una criticità gravissima: la carenza di infermieri e oss, ormai prossima a livelli insostenibili. Nel nostro ospedale ne mancano almeno trenta".
"A differenza dei medici “itineranti”, queste figure fondamentali non ricevono alcun incentivo, né economico né organizzativo. Eppure sono proprio loro, insieme ai medici stanziali, a garantire ogni giorno la continuità dell’assistenza. - prosegue Semeraro - C’è poi un altro aspetto che non può essere sottovalutato: il rapporto medico-paziente. Chi viene operato o visitato da professionisti presenti per pochi giorni, il giorno dopo non li trova più. Manca un riferimento, manca continuità, manca fiducia. Tutto ciò che invece garantiscono i medici che vivono e lavorano stabilmente sul territorio, reperibili giorno e notte".
"Il rischio è evidente: continuare su questa strada significa indebolire sempre di più la sanità locale. E se un domani questi finanziamenti venissero meno, l’Elba si troverebbe senza medici e senza un sistema strutturato in grado di reggere.Con le stesse risorse si potrebbe fare una scelta diversa: investire sulla stabilità. Incentivi concreti, formazione, sostegno alle famiglie, aiuti per la casa. Sei milioni di euro potrebbero diventare un vero piano di rilancio per medici, infermieri e operatori sanitari che scelgono di restare. - conclude Semeraro - Inoltre, resta irrisolto il nodo delle specialistiche più delicate: cardiologia, endocrinologia, geriatria. Proprio in questi ambiti non si registra un afflusso di medici itineranti, mentre si continua a coprire prevalentemente servizi ordinari. Infine, forti perplessità riguardano anche la cosiddetta Casa di Comunità, annunciata da oltre dodici anni e ancora non operativa. La sua collocazione, a pochi metri dal pronto soccorso, rischia di renderla inefficace: i cittadini continueranno a rivolgersi al pronto soccorso, dove ottengono risposte immediate, esami e diagnosi, mentre altrove restano attese e prescrizioni. La sanità elbana non ha bisogno di soluzioni temporanee, ma di una visione. Non servono interventi spot, ma una strategia che metta al centro stabilità, continuità e dignità del servizio. Sei milioni di euro l’anno possono essere un’occasione straordinaria. O un’occasione persa".
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