Cronaca Sabato 08 Agosto 2026 ore 13:25
Rissa fra detenuti, situazione preoccupante

Ancora caos nel carcere elbano dove ai problemi strutturali e di mancanza di personale si aggiunge un importante sovraffollamento dei detenuti
PORTO AZZURRO — Ancora violenza e disordini nel carcere di Porto Azzurro, dove ieri pomeriggio verso le 17 circa trenta detenuti sono stati coinvolti in una violenta colluttazione all’interno di un reparto aperto. In base alle informazioni raccolte, alcuni detenuti avrebbero utilizzato delle bombolette di gas da campeggio, quelle in dotazione per i fornelli, provocando tre fiammate di dimensioni molto grandi, inoltre ci sarebbe stato uno scontro violento fra detenuti con un ferito e successivamente altri detenuti avrebbero tentato di gettare olio bollente contro altri due compagni. Ci sarebbero poi stati altri feriti lievi ma all'interno del carcere è presente un presidio medico.
Per riportare la situazione sotto controllo è stato necessario l’intervento massiccio della Polizia penitenziaria, compreso personale libero dal servizio. Intanto il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe lancia l’ennesimo allarme e chiede all’Amministrazione penitenziaria interventi immediati.
“La situazione, per il numero delle persone coinvolte e per la difficoltà di gestione, avrebbe potuto degenerare rapidamente", dicono dal Sappe, che da successivi controlli all'interno del carcere sono stati trovati "numerosi oggetti non consentiti e potenzialmente utilizzabili come strumenti atti ad offendere".
“Non siamo più di fronte a episodi isolati – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe – ma a una situazione che presenta caratteristiche di vera emergenza. A Porto Azzurro la violenza nei reparti si ripete con una frequenza allarmante e continua a mettere sotto pressione donne e uomini della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno sono chiamati a garantire ordine e sicurezza in condizioni operative sempre più difficili".
Per il Sappe "Porto Azzurro non può essere trattato come un contenitore nel quale trasferire indiscriminatamente detenuti provenienti dagli istituti circondariali senza una seria valutazione della compatibilità con la struttura, con il modello organizzativo e con le effettive capacità gestionali. La composizione della popolazione detenuta incide direttamente sulla sicurezza”.
Il Sappe chiede quindi interventi urgenti al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria sottolineando i rischi sempre più frequenti di una situazione difficilmente gestibile.
Se un tempo infatti il carcere elbano era un modello per la sua organizzazione, ora invece sia il sovraffollamento dei detenuti (414 per una capienza di 334), sia la tipologia di detenuti (ci sono molti stranieri, persone con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza) che la fatiscenza della struttura e il grande caldo rendono la struttura ad alto rischio.
Una situazione denunciata più volte oltre che dai vari sindacati di Polizia penitenziaria, anche dalla garante dei detenuti Raimonda Lobina (si vedano gli articoli correlati sotto).
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