Spettacoli Giovedì 17 Settembre 2026 ore 11:16
Renato Cioni, torna la voce dell’Elba nel mondo

Venerdì 18 al Cinema Nello Santi il docufilm sul tenore di Portoferraio, tra i ricordi della figlia Cristina e la sua voce. Ingresso libero
PORTOFERRAIO — Renato Cioni, la voce dell'Elba nel mondo risuona ancora, e venerdì 18 Settembre torna a farlo proprio dove tutto è cominciato: a Portoferraio, la città che lo vide nascere e che non ha mai smesso di custodirne la memoria.
Figlio di un pescatore, Cioni non ereditò da nessuno il dono del canto: lo scoprì da sé, e da sé lo affinò con una formazione irregolare, fatta di conservatori lasciati e ripresi — Firenze, Torino — e di lezioni private a Roma con Renato Gigli, mai abbastanza lunghe da imbrigliare una voce che, forse proprio per questo, conservò sempre qualcosa di istintivo e non addomesticato.
Fu quella naturalezza, più che una tecnica da manuale, a conquistare pubblico e critica fin dagli esordi.Il debutto ufficiale arrivò nel 1956 a Spoleto, come Edgardo nella Lucia di Lammermoor, dopo la vittoria di un concorso internazionale bandito dal Teatro dell'Opera di Roma. Nello stesso anno, una produzione televisiva di Madama Butterfly al fianco di un'altra esordiente, Anna Moffo, lo consegnò d'un tratto alla notorietà. Da lì il crescendo fu rapido: Roma, Napoli, Palermo, Venezia, Genova, e nel 1961 il debutto alla Scala come Pinkerton, sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni. Fu il 1964 l'anno che consegnò Cioni alla leggenda: al Covent Garden di Londra vestì i panni di Cavaradossi in una Tosca entrata nella storia del teatro musicale, accanto a Maria Callas e Tito Gobbi, per la regia di Franco Zeffirelli. Proprio Zeffirelli gli aprì la strada a un sodalizio artistico importante, quello con Joan Sutherland, con cui incise per la Decca, nel 1961, Lucia di Lammermoor e Rigoletto — dischi che avrebbero fatto conoscere quella voce elbana ben oltre i confini italiani.Non mancarono i momenti meno solenni, quelli che restituiscono la statura umana di un artista prima ancora che professionale.

Nel 1961, durante una tournée a Edimburgo con il Teatro San Carlo di Napoli per Luisa Miller, un applauso che Cioni ritenne tutto per sé scatenò un diverbio con il basso Paolo Washington: la lite finì a pugni dietro le quinte, e il tenore terminò lo spettacolo con il naso rotto, in un episodio che i cronisti dell'epoca battezzarono, non senza ironia, "la rissa del King's Theatre".
Portoferraio, però, non lo perse mai davvero. Con gli anni Cioni tornò a vivere sull'isola, dove si dedicò con dedizione all'insegnamento del canto, trasmettendo a nuove generazioni quello che lui stesso aveva imparato più sul palco che sui banchi di conservatorio. Continuò a esibirsi in pubblico fino a un'età avanzata, e nel 2012 sedette persino in giuria in un talent show televisivo dedicato alle voci emergenti.
Si spense a Portoferraio nel 2014, ed è sepolto nel Duomo della sua città natale: un cerchio che si chiude nello stesso luogo in cui tutto era cominciato.
A raccontare questa doppia natura — l'elbano che resta tale anche quando il mondo lo applaude, e il divo internazionale che non dimentica mai il porto da cui è partito — è il docufilm "Renato Cioni – La voce dell'Elba", scritto e diretto dal regista elbano Stefano Muti, prodotto da Popcult Srl in collaborazione con Cosmomedia e con il sostegno del G.A.T. – Gestione Associata del Turismo dell'Isola d'Elba.
Girato interamente sull'isola tra il Settembre 2024 e la primavera 2025, il film ripercorre le origini e la carriera del tenore partendo dalla primissima esibizione canora in famiglia per arrivare ai grandi palcoscenici internazionali, tra location come il centro storico di Portoferraio, il Teatro dei Vigilanti – Renato Cioni, l'Accademia del Bello di Paolo Ferruzzi a Poggio e lo studio dello scultore Luciano Regoli, dove è stata realizzata una statua in onore del tenore.
A guidare il racconto è la figlia Cristina Cioni — cantante lei stessa, e coprotagonista del film — i cui ricordi si intrecciano a immagini d'archivio e a frammenti di un'intervista rilasciata da Renato Cioni prima della scomparsa. Presentato in anteprima al Messina Opera Film Festival lo scorso 2 Dicembre e già proiettato a Portoferraio a Gennaio, il documentario torna ora a incontrare il pubblico dell'isola con un nuovo appuntamento.
La proiezione si terrà, domani, venerdì 18 Settembre, alle ore 21,30, al Cinema Nello Santi – Centro Congressuale De Laugier di Portoferraio, con ingresso gratuito e un’invito speciale arriva via social del regista: "Sarò presente in sala – scrive Stefano Muti - e mi farà piacere condividere questa serata con voi." Da non perdere.
Letizia Cini
© Riproduzione riservata
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