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Attualità mercoledì 08 agosto 2018 ore 15:59

Elba: "comandano i cinghiali, anche in spiaggia"

Un cinghiale fotografato in spiaggia (immagini di repertorio)

La rabbia di Coldiretti contro le decisioni adottate dalla Regione sulle nuove mappature. "Non rispettate esigenze degli agricoltori e dei residenti"



PORTOFERRAIO — "All’Isola d’Elba – ed anche in spiaggia – ormai comandano i cinghiali". C'è rabbia nel comunicato diffuso da Coldiretti, di fronte soprattutto alle nuove evoluzioni normative sulla caccia agli ungulati.

"A ratificare il dominio della specie, alcuni giorni fa - scrive Coldiretti -  è stata la Regione Toscana che ha deciso, nonostante le sollecitazioni e la contrarietà delle aziende agricole che da anni subiscono danni alle coltivazioni, di lasciare tutto come è. L’Isola d’Elba è e resta una zona vocata al cinghiale nonostante si tratti di una specie importata negli anni ’70 cresciuta a dismisura, come nel resto della Toscana, e purtroppo colpevole di razzie nei campi e di molti episodi che hanno messo a rischio la sicurezza di residenti e turisti".

“Qui comandano i cinghiali – spiega Guido Allori, Presidente di sezione di Coldiretti – gli agricoltori ed i residenti vengono in secondo piano. Le revisioni apportate alla nuova mappatura della Regione Toscana dimenticano le imprese agricole e turistiche che in questi anni hanno pagato un prezzo altissimo a causa della presenza fuori controllo di orde di cinghiali che si spingono fino agli abitati, fino in spiaggia tra i bagnanti e le dune”.

"La Regione Toscana - scrive ancora Coldiretti -  ha deciso di lasciare tutto come è attualmente perché nelle aree non vocate non ci sarebbero, a detta dei relatori della commissione, gli strumenti efficaci di rimozione della specie. Ma ha fatto anche di più: sono state considerate non soggette a danni, alcune tipologie di coltivazione che subiscono spesso danneggiamenti o non possono essere regolarmente coltivate a causa di una consistente presenza degli ungulati (prati stabili, oliveti, colture temporanee associate a colture permanenti, pascoli naturali)".

“Le richieste delle imprese agricole – spiega Allori a nome degli agricoltori – sono state disattese. Registriamo troppe incongruenze ed il solito valzer delle responsabilità per non cambiare niente e lasciare tutto come era prima. Qui vige ora la dittatura del cinghiale. Quando leggo che non ci sono gli strumenti di prelievo efficace mi viene da ridere: è un assist ai cacciatori che qui troveranno sempre esemplari da cacciare. Nel frattempo – conclude – l’agricoltura ed il turismo, che creano occupazione e reddito sull’isola, continuano a soffrire e chiudere anche a causa della presenza di una specie invasiva che distrugge coltivazioni e produce rischi anche per la salute e la sicurezza”.


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