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Attualità Domenica 25 Gennaio 2026 ore 11:20

Portoferraio celebra il Giorno della Memoria

Campo di sterminio di Auschwitz

Ecco le iniziative in programma per non dimenticare le vittime dell'Olocausto organizzate per gli studenti e per i cittadini



PORTOFERRAIO — Martedì 27 Gennaio il Comune di Portoferraio celebra il Giorno della Memoria “per non dimenticare le vittime dell’Olocausto” .

Lo fa sapere l'amministrazione comunale di Portoferraio attraverso una nota in cui spiega che la Repubblica italiana – ricorda la Legge 20 luglio2000 n°211 – riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei,  gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Il programma

Alle ore 9,30 si terrà la deposizione di un mazzo di fiori rispettivamente presso il Cimitero ebraico e l’ingresso del ghetto ebraico in corrispondenza dei relativi pannelli commemorativi.

Alle 12 presso la Sala “Nello Santi” del Centro Congressuale De Laugier, si terrà la proiezione, riservata ai ragazzi della seconda e della terza media, del film del 2024 “Wonder White Bird”, del regista Marc Foster, Basato sulla graphic novel di R.J. Palacio, il film racconta la storia di Sara, una ragazza ebrea nascosta da un compagno di classe e dalla sua famiglia nella Francia occupata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, ponendo l'accento sul tema del coraggio e della gentilezza. 

Dalle ore 16,30 alle 18,30 il Centro Giovani di Portoferraio ospiterà un incontro di approfondimento e riflessione dedicato agli studenti delle scuole superiori, dal titolo “Genocidio: dal primo all'ultimo”. L’evento intende accendere i riflettori sul tema del genocidio, partendo da quello dei Nativi Americani, passando per lo sterminio di Rom, Sinti e degli Ebrei, fino ad arrivare ad oggi. Un incontro per comprendere le dinamiche della colonizzazione europea e le radici della violenza sistemica che ha segnato la storia moderna e contemporanea.

Attraverso un percorso storico e critico, il professor Franco Vite guiderà i partecipanti in una riflessione sul significato della memoria, sull’importanza del riconoscimento delle responsabilità storiche e sul valore della consapevolezza come strumento per costruire una società più giusta e inclusiva. L’incontro è rivolto in particolare ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori, ma aperto a tutta la cittadinanza interessata.

La storia

Portoferraio, come ogni anno,  ricorda in questa occasione  la comunità ebraica, che ha lasciato segni della sua presenza anche nel capoluogo elbano.

I primi ebrei si stabilirono a Portoferraio all’inizio del XVII secolo, in seguito all’editto di Cosimo I de Medici che nel 1556 concesse particolari privilegi a tutti coloro che venissero ad abitare a Cosmopoli. Come scrisse Alfonso Preziosi nel volume “Fermenti patriottici, religiosi e sociali all’Isola d’Elba” , ‘in genere gli Ebrei trovarono all’Elba un’oasi di pace sotto la protezione dei privilegi dei Medici e dei Lorena, svolgendo la loro attività commerciale con i porti dell’Oriente’.

La prima sinagoga fu costruita tra il 1631 e il 1632 e il numero iniziale era poco superiore alle dieci famiglie. All’inizio del XVIII secolo la comunità ebraica superò le 50 persone.

Con un decreto del 1702, il governatore Alessandro Del Nero istituì la realizzazione di un ghetto nella parte terminale dell’odierna Via Elbano Gasperi, nella strada che poi prese il nome di Via degli Ebrei, con lo scopo “…di far prendere abitazioni agli ebrei costì dimoranti tutti in una medesima strada a fine d’ovviare agli sconcerti che possono nascere nel coabitare coi cristiani…”.

Per la sepoltura fu autorizzato nel 1765 di circondare con un muro il campo destinato a cimitero: esso sorgeva oltre il fosso del Ponticello dietro la spiaggia delle Ghiaie, a est dell’attuale Hotel Villa Ombrosa. È ancora visibile il muro di cinta con la porta centrale murata. Fino al 1954 sopra la porta vi era la scritta ‘Cimitero Israelitico’. Nel 1964 le tombe ancora esistenti nel cimitero, circa quaranta con iscrizioni in ebraico e castigliano dal 1646 alla fine del XIX secolo, furono trasferite al cimitero ebraico nuovo di Livorno e il terreno sconsacrato e venduto dalla Comunità Ebraica di Livorno ad un confinante.


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