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Politica Sabato 29 Agosto 2026 ore 17:52

"Portoferraio pronta a fare la sua parte"

Tiziano Nocentini, sindaco di Portoferraio

Comune unico: interviene il sindaco del "capoluogo elbano" che afferma:"Si tratta solo di scegliere il modello giusto. Lavoriamo per ottenere la ZES".



PORTOFERRAIO — "Il dibattito che si è riacceso con forza in questi giorni sulla stampa locale – stimolato dai lucidi interventi di professionisti, cittadini e osservatori politici – impone una riflessione seria e non più rimandabile. Come sindaco di Portoferraio, ma prima di tutto come cittadino ELBANO che ha a cuore il destino di questa terra, sento il dovere di intervenire. E non certo per rivendicare un primato del nostro comune".

Si apre così un intervento del sindaco di Portoferraio, Tiziano Nocentini, che entra del dibattito sul Comune unico dell'Isola d'Elba.

"Fin dal primo giorno del mio mandato elettorale - spiega Nocentini - ho creduto fermamente nella comprensorialità della politica elbana, e i miei colleghi sindaci possono darmene atto. Ho cercato di unire le posizioni e i punti di vista di tutti, dalla Gestione Associata del Turismo ai trasporti marittimi, dalla sanità ai problemi legati alla eccessiva presenza degli ungulati. Dalle battaglie per il Tribunale ed diritto alla giustizia a quelle per l’abbattimento degli svantaggi dell’insularità. Fino alle questioni legate allo sport, quando ho volutamente messo il nome di Portoferraio dietro a quello dell’Elba, al pari di tutti gli altri comuni, al momento di richiedere ed ottenere il riconoscimento di Isola Europea dello Sport per il 2027".

"L'Elba, appunto, - aggiunge il sindaco - non è un territorio come gli altri: è un’isola. Anzi, è l’isola più grande d’Italia, perché Sicilia e Sardegna sono due regioni autonome a statuto speciale. Questa nostra condizione geografica ci unisce indissolubilmente di fronte a sfide che non si fermano davanti ai cartelli stradali dei nostri sette attuali comuni. Pensiamo ai trasporti marittimi e aerei, alla gestione dei rifiuti, alla sanità, alla tutela ambientale e alla promozione turistica internazionale".

"Affrontare queste macro-questioni frammentati in sette amministrazioni diverse significa condannarsi all'inefficienza e alla debolezza politica. - continua Nocentini - Ogni decisione strategica oggi richiede complessi accordi di compromesso, col rischio concreto di veder prevalere lo "sguardo corto" del particolare rispetto all'interesse generale degli oltre 31.000 elbani. Proprio per questo, da mesi, in tempi non sospetti e lontano dal dibattito di questi giorni, ho cominciato a ripensare agli errori del passato, alla sciagurata gestione del referendum per il comune unico del 2013, parlandone anche con interlocutori politici di alto livello, di idee diverse fra loro ma comunque persone capaci di ascoltare e proporre soluzioni concrete. Si tratta solo di scegliere il modello giusto, perché non si parla di una proposta che ha un colore politico: anche gli elbani oggi (e lo dimostra il dibattito di questi giorni) capiscono che non si può andare avanti così, senza potere contrattuale, aspettando solo il contentino che arriva dall’alto".

"Il timore storico legato al Comune Unico – quello che portò alla bocciatura del referendum del 2013 – risiedeva nella paura dell’omologazione e nella centralizzazione dei servizi a Portoferraio, con il rischio di trasformare gli altri paesi in periferie trascurate. - prosegue - Oggi, però, il dibattito si muove su basi completamente diverse e mature. Sul tavolo, intanto, attualmente c’è una proposta non cancella le nostre identità, ma le valorizza attraverso l'istituzione di Municipi dotati di reale autonomia".

"Questo significa che ogni comunità manterrebbe un proprio consiglio municipale e un coordinatore locale per dare risposte immediate ai bisogni quotidiani dei residenti, la gestione diretta del territorio dei municipi, del decoro urbano e delle tradizioni storiche che rendono uniche le nostre comunità, un budget dedicato per preservare l'autenticità e la cura del territorio in modo continuo, senza disparità tra un versante e l'altro dell'isola. - aggiunge Nocentini - Ma c’è dell’altro: pare che la Regione Toscana stia lavorando per perfezionare quello strumento legislativo in maniera da mettere a disposizione una serie di bonus a sei zeri (decine di milioni di euro spalmati in diversi anni) per accompagnare la necessaria transizione. Un intervento di questo genere permetterebbe di intervenire da subito con risorse importanti sulle criticità più evidenti, come ad esempio una rete di piste ciclabili per salvaguardare il turismo su due ruote, un intervento condiviso sul decoro pubblico, un’azione decisa e altrettanto condivisa sulla questione aeroporto: tutti fattori in grado di contribuire velocemente ad aumentare il valore dei nostri territori".

"C'è poi un tema economico e strategico imminente che dimostra in modo inequivocabile quanto la frammentazione ci danneggi: l'istituzione della ZES Unica (Zona Economica Speciale) delle Isole Minori. - spiega il sindaco - Insieme all'ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), ente in cui credo fermamente, le cui capacità possono accompagnarci in questo delicato momento, stiamo portando avanti una battaglia politica durissima per porre fine all'incomprensibile esclusione dei comuni delle isole del Centro-Nord ( i sette comuni elbani, Giglio e Capraia per la Toscana, Ponza e Ventotene per il Lazio, Portovenere con l’Isola Palmaria per la Liguria) dai benefici fiscali e amministrativi di cui già godono altre realtà insulari. Anche su questo argomento – come per altri, del resto – abbiamo avuto più incontri a livello parlamentare rimasti fino ad oggi senza esito".

"Ottenere la ZES per l'Elba significherebbe abbattere i costi della continuità territoriale, - spiega ancora il sindaco - azzerare gli svantaggi della logistica, dare un credito d'imposta reale alle nostre imprese e contrastare la fuga dei nostri giovani. Ma come possiamo essere credibili e incisivi sui tavoli ministeriali a Roma se ci presentiamo divisi in sette fazioni? I singoli consigli comunali elbani stanno approvando mozioni identiche, il che è un ottimo segnale, ma la burocrazia statale richiede interlocutori unici e masse critiche. Un Comune Unico dell'Elba darebbe alla nostra rivendicazione sulla ZES una forza contrattuale travolgente, trasformando l'intera isola in un polo d'attrazione economico omogeneo e tutelato".

"Il resto sono cose che tutti sanno, se ne rendono conto anche i nostri giovani. Unirsi non significa perdere la propria storia, ma acquisire la forza necessaria per difenderla. Un unico ente che rappresenta l'intera isola ha un peso contrattuale enormemente superiore nei confronti dei grandi gestori di servizi e delle istituzioni. Solo con una sola voce istituzionale solida possiamo pretendere risposte concrete sulla sanità, sbloccare i finanziamenti per grandi infrastrutture e far valere a pieno i principi della Carta dell'Elba per l'insularità firmata proprio qui a Portoferraio. Investimenti strutturali e riforme di questa portata sono semplicemente impossibili da sostenere o attrarre restando confinati nei nostri rispettivi piccoli recinti municipali", aggiunge il sindaco.

"Portoferraio è pronta a fare la sua parte, non come baricentro assorbente, ma come partner paritario di un progetto collettivo. Non si tratta di cedere alle nostalgie o di sposare astratte idee centraliste, ma di pragmatismo economico e amministrativo. Il dibattito di questi giorni dimostra che la comunità elbana è pronta a discutere di futuro con maturità. Sfruttiamo gli strumenti di partecipazione, il confronto e la trasparenza per dare all'Elba la struttura organizzativa che merita. Superiamo i vecchi campanilismi: uniti conteremo di più, proteggeremo meglio la nostra terra e offriremo alle prossime generazioni un'isola più forte, moderna e coesa", conclude il sindaco.


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