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Attualità Sabato 29 Agosto 2026 ore 11:25

Comune Unico, l'Elba come la Svizzera

Foto di: ChatGPT

Lo propone Jacopo Bononi del Premio La Tore. "Significherebbe cercare un equilibrio tra centralizzazione dei servizi e tutela delle identità locali".



ISOLA D'ELBA — Prosegue il riacceso dibattito sul Comune unico dell'isola d'Elba e ad intervenire facendo un'analisi dei pro e dei contro, ipotizzando di prendere spunto dal modello svizzero è Jacopo Bononi, imprenditore e presidente del comitato del premio letterario La Tore.

"Il dibattito sulla fusione dei comuni dell'Isola d'Elba in un Comune Unico rispetto al mantenimento delle sette municipalità attuali può trovare un parallelo illuminante nel modello federale svizzero. - spiega Bononi - La Svizzera, infatti, riesce a coniugare un'estrema frammentazione e autonomia locale (i Cantoni e i Comuni) con una forte efficienza centrale. Nel contesto elbano, applicare la filosofia del sistema svizzero significherebbe cercare un equilibrio tra centralizzazione dei servizi e tutela delle identità locali. In Svizzera, il potere spetta ai cittadini e ai Cantoni, la Confederazione interviene solo quando i livelli inferiori non possono agire efficacemente".

Secondo Bononi "Il Comune Unico non dovrebbe cancellare le sette realtà storiche (Portoferraio, Campo nell'Elba, Capoliveri, Porto Azzurro, Rio, Marciana, Marciana Marina) e in un'ottica ‘svizzera’, queste diventerebbero municipalità o municipi con autonomia decisionale su questioni iper-locali (es. decoro urbano, feste tradizionali, gestione della micro-viabilità), lasciando al ‘Governo Centrale Elbano’ la gestione macro (es. sanità, trasporti, turismo, pianificazione urbanistica generale. A livello federale, la Svizzera protegge i Cantoni piccoli attraverso il Consiglio degli Stati (la camera alta), dove ogni Cantone ha esattamente due seggi, indipendentemente dalla popolazione. Questo evita che i Cantoni più popolosi schiaccino i più piccoli. Se si creasse un Comune Unico basato solo sul peso demografico, Portoferraio rischierebbe di dominare il Consiglio comunale e per garantire un'adeguata rappresentatività in ‘stile svizzero’, lo statuto del Comune Unico dovrebbe prevedere una ‘Consulta delle Municipalità’ o un sistema di voto ponderato nei comitati decisionali, assicurando che le comunità più piccole (come Marciana Marina) abbiano un diritto di veto o una rappresentanza minima garantita sulle scelte strategiche dell'isola".

"I Cantoni svizzeri hanno un'ampia autonomia fiscale: - aggiunge Bononi - riscuotono le proprie tasse e competono tra loro, ma esiste anche un sistema di perequazione finanziaria per aiutare i Cantoni più poveri. All’Elba i flussi turistici ed economici non sono distribuiti equamente tra i sette comuni attuali. Un modello comparabile dovrebbe prevedere che le risorse generate dalle aree a più alta densità turistica (es. le spiagge di Capoliveri o Campo) vengano in parte centralizzate e ridistribuite per garantire standard di servizi elevati e uniformi in tutta l'isola, pur lasciando alle singole municipalità una quota di bilancio da gestire in totale autonomia per le esigenze locali".

"Insomma, guardare alla Svizzera permette di capire che il Comune Unico non deve necessariamente significare ‘omologazione’. - prosegue - Il successo di una transizione elbana dipenderebbe interamente da quanto lo statuto del nuovo ente sarà capace di blindare l'autonomia e la voce delle storiche sette comunità, trasformandole da comuni separati a ‘cantoni’ cooperanti di un'unica grande isola. La legislazione italiana non prevede un sistema ‘federale’ a livello comunale, ma offre strumenti flessibili all'interno del Testo Unico degli Enti Locali per blindare l'autonomia delle vecchie municipalità in caso di fusione. In caso di fusione, lo Statuto del nuovo Comune Unico può istituire dei Municipi nei territori delle comunità originarie. Per preservare la rappresentanza iper-locale, lo Statuto può prevedere l'elezione diretta di un Pro-Sindaco (o Presidente) e di un Consiglio del Municipio. Questo replicherebbe fedelmente il legislativo locale dei micro-comuni svizzeri. Lo Statuto del Comune Unico può assegnare ai Municipi la gestione diretta di servizi di base (es. manutenzione ordinaria delle frazioni, servizi demografici di prossimità, autorizzazioni commerciali locali) e una quota fissa di bilancio. Per garantire il ‘Bicameralismo svizzero’ si può inserire nello Statuto (che richiede una maggioranza qualificata dei 2/3 per essere modificato) l'obbligo di parere vincolante del Municipio interessato per varianti urbanistiche o tasse di sbarco che colpiscono specificamente quel territorio. Infine, passare da sette politiche turistiche frammentate a una gestione unitaria ispirata alla Svizzera cambierebbe radicalmente il posizionamento globale dell'isola nel senso che oggi i sette comuni competono tra loro, frammentando le risorse in micro-campagne promozionali, mentre un unico assessorato al turismo permetterebbe di promuovere il ‘Brand Elba’ nel mondo con budget massicci e un'unica identità visiva, superando il campanilismo. Si passerebbe dal vendere i singoli paesi al vendere l'isola come un'unica grande destinazione dalle mille sfaccettature. Prendendo spunto dalle recenti strategie di ‘Svizzera Turismo’ per combattere l’overtourism’, il Comune Unico potrebbe attuare una ridistribuzione spaziale e temporale dei flussi e le risorse della tassa di sbarco centralizzata verrebbero usate per creare sistemi di mobilità integrata (es. navette elettriche uniche per tutta l'isola) e per incentivare il turismo storico nell'entroterra (ad esempio Marciana o Rio) durante la bassa stagione, decongestionando le spiagge in estate. Il rischio di un Comune Unico standard è l'omologazione (ad esempio eventi concentrati solo a Portoferraio), mentre con il modello dei ‘Municipi autonomi’ l'impatto sarebbe opposto".

"Ogni borgo manterrebbe il proprio budget per l'arredo urbano, i fiori e i mercatini tradizionali. I mercati locali e le feste identitarie (es. la Festa dell'Uva a Capoliveri) verrebbero gestiti direttamente dai Municipi, preservando l'autenticità che i turisti cercano. Inoltre un solo comune ha un peso politico ed economico enormemente superiore nei tavoli con la Regione Toscana e il Ministero per la continuità territoriale (traghetti e voli) e consentirebbe inoltre di attrarre grandi investimenti infrastrutturali (es. depuratori, portualità, piste ciclabili perimetrali), impossibili da finanziare per un singolo micro-comune. Insomma sarebbe una grande isola che, senza perdere alcuna delle sue peculiarità che l’hanno resa così desiderata nel mondo come meta turistica, saprebbe darsi una struttura tecnico-politica ed organizzativa al passo coi tempi e con una ‘schiaccia briaca’ che non abbia nulla da invidiare all’Emmenthal svizzero. Costruire un solido domani oggi significa davvero avere ‘un grande futuro dietro alle spalle’", conclude Bononi.


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