Attualità Domenica 06 Settembre 2026 ore 12:00
Carla Signoris: "Il mare dell'Isola mi somiglia"

L'attrice, reduce dai successi di "Balene" e "Diamanti", si racconta tra Elba, Broncoviz, i libri e il matrimonio con Crozza
PORTOFERRAIO — Attrice, comica, scrittrice, doppiatrice — sua la voce italiana di Dory in "Alla ricerca di Nemo" — Carla Signoris è ospite dell'Elba, chiamata a fare da madrina alla serata conclusiva del Premio letterario Isola d'Elba, a Portoferraio. Chi la ama e la segue conosce bene la sua carriera, a partire dagli esordi genovesi con Broncoviz: è lei, come recita il titolo del suo libro più fortunato, la donna che sta dietro ogni uomo alzando gli occhi al cielo — e da tempo ha smesso di stare solo "dietro".
Reduce da un anno televisivo che l'ha vista passare dalla commedia di "No Activity – Nulla da segnalare" su Prime Video al dramma di "Fuochi d'artificio" su Rai1, la Signoris è una delle poche interpreti italiane capaci di muoversi con la stessa naturalezza tra risata e lacrime, tra il palcoscenico e la scrittura. Anche il 2025 è stato un anno pieno di soddisfazioni, con un doppio traguardo: su Rai1 "Balene – Amiche per sempre", la dramedy che vede Carla Signoris protagonista accanto a Veronica Pivetti, ha "chiuso in bellezza"; sul grande schermo, l'attrice genovese è nel cast corale di "Diamanti" di Ferzan Ozpetek, accanto a Luisa Ranieri, Jasmine Trinca, Stefano Accorsi e Luca Barbarossa. L'abbiamo incontrata alla Biodola, dove torna da sempre con la famiglia.
Lei è nata a Genova. Cosa ritrova del suo mare davanti a un mare come quello dell'Elba?
"Sono ventotto anni che vengo all'Elba e devo dire che il mare dell'isola mi assomiglia di più: qui si tocca a lungo, è più dolce. In Liguria è più impervio. Diciamo che questo luogo mi assomiglia e lo sento molto vicino."
Ha fondato [ insieme a Maurizio Crozza e altri compagni di strada genovesi. Cosa resta oggi, nel suo modo di lavorare, di quella scuola e di quelle origini?
"Noi non eravamo nasce al Teatro Stabile di Genova, con il teatro classico, Goldoni, Shakespeare. Ho fatto la scuola dello Stabile, e con me anche Pirovano, Cesena, Dighero e Crozza. Quando abbiamo cominciato a fare qualche spettacolo insieme abbiamo detto: perché non facciamo un gruppo? Ci siamo ritrovati con Giorgio Gaglione, che era il nostro regista, e abbiamo formato il gruppo. Quello che dico sempre ai miei figli è: cercate di lavorare in gruppo, perché porta energia tutta nella stessa direzione."
In "Balene" interpreta una donna che non ha venticinque anni, un'anomalia per la fiction italiana. Chi scrive tende a raccontare il presente in cui vive?
"Sono stata fortunata. Ho rallentato molto il lavoro quando i figli erano piccoli, accettavo un film all'anno: ho detto tanti no, forse anche esagerando. Adesso che sono grandi mi diverto di più, e vedo che sono ricercata. È vero che chi scrive racconta il presente: raramente ci sono ruoli pensati per donne non più giovanissime. Ma restare sotto esame, anche da attrice affermata, è comunque una costante — per le donne, forse, ancora di più."
I suoi libri raccontano con ironia la vita di coppia. Da dove nasce un titolo come "Ho sposato un deficiente"?
"'Deficiente' viene dal latino deficere, mancante — mio marito non si è offeso, vuole solo le royalties. Quando ho scritto il primo libro avevo i figli piccoli, frequentavo le altre mamme della scuola e dell'asilo, e vedevo tante piccole deficienze comuni. A leggere sono soprattutto le donne: quando in libreria vedevano quel titolo dicevano 'anch'io' e lo compravano."
Di cosa si lamentano di più le donne, secondo lei?
"Dell'essere multitasking, del dover fare bene tutto e sempre. Ma è anche colpa nostra: ci sobbarchiamo troppo e poi ci lamentiamo."
Cosa le ha insegnato la scrittura che la recitazione non le aveva insegnato?
"Più che della recitazione, mi ha insegnato qualcosa della vita: spesso diamo fiato alla bocca senza far passare la parola dal pensiero. La scrittura, siccome rimane, richiede una riflessione maggiore. Ed è quasi un esercizio matematico: sposti una virgola e la stessa frase non fa più ridere. È molto più facile far piangere scrivendo che far sorridere."
Il pubblico la ritroverà presto in una nuova commedia e nella seconda stagione di "Balene". Cosa può anticiparci?
"A settembre inizio una commedia per Amazon con la regia di Michela Andreozzi. Poi a marzo riparte 'Balene', questa volta cinque puntate: gireremo fino ad agosto 2027, quindi l'impegno sarà più lungo."
Con Veronica Pivetti, sul set di "Balene", che rapporto si è creato?
"Siamo la notte e il giorno, e forse è proprio per questo che ci siamo incontrate davvero. Lei è un uragano, ha sempre un'opinione su tutto; io sono quella che pondera, tendo a sedarla. Sono abituata: con Maurizio ho le spalle larghe per sopportare questi tipi."
A proposito di Maurizio: come si manda avanti un matrimonio dopo venticinque anni?
"Basta superare le crisi. Le crisi arrivano sempre, per tutti: se vale la pena, si supera."
Quando l'hanno chiamata per fare da madrina della serata conclusiva del Premio Letterario Isola d’Elba, a Portoferraio?
"Massimo De Ferrari (presidente dell’Associazione albergatori elbani, ndr) me lo chiedeva da anni, e io, che sono timida, dicevo sempre di no. L'anno scorso gli ho proposto: perché non chiami Veronica? Così è venuta lei. E dopo, ho detto: allora tocca anche a me, andiamo."
Letizia Cini
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