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Attualità sabato 16 maggio 2020 ore 12:09

"L'Arcipelago toscano sia area marina protetta"

Foto di Adriano Locci

La petizione online, lanciata da Legambiente, guide subacquee e altre associazioni, in due giorni ha raccolto oltre duemila firme



PORTOFERRAIO — "Un successo di questo tipo non se lo aspettavano nemmeno i promotori della petizione 'Area Marina Protetta Arcipelago Toscano: un mare di opportunità': in due giorni la richiesta a Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, presidente della Regione Toscana, sindaci dell'Arcipelago toscano, Parco nazionale dell'Arcipelago toscano di istituire – a 38 anni dalla sua previsione nella legge per la protezione del mare del 1982 - l’Area Marina Protetta dell’Arcipelago Toscano ha raggiunto e superato le 2.000 firme e si avvia verso le 2.500".

Lo rende noto Legambiente Arcipelago toscano  che spiega che si tratta di "una petizione rivolta alle istituzioni, ma che ha già riaperto un acceso dibattito, che denota nuovamente una carenza di informazioni e conoscenza (ma anche di voluta disinformazione e fake news) abbastanza preoccupante, che non spetterà certo ai promotori della petizione - Guide Subacquee del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, Ced- Associazione Centri Elbani Diving, Legambiente Arcipelago Toscano e Asd Diversamente Marinai – portare avanti, ma alle Istituzioni chiamate in causa che dovranno, come fatto a Capraia, concertare con gli stakeholder di ogni isola abitata forme di protezione e gestione ad hoc".

"I promotori dell’iniziativa - si legge nella nota - partono da una convinzione comune: il mare lo gestisce chi ci vive, vogliamo tutelare prima di tutto la piccola pesca, i diving center, gli operatori turistici e il diporto sostenibile. Per farlo bisogna salvare la maggiore risorsa della nostra economia: il mare. Le migliaia di firme a sostegno della petizione vengono in particolare dagli affezionati ospiti dell’Arcipelago, da chi è rimasto incantato dalle isole, dai subacquei innamorati del mare dell’Elba e del Giglio e rimasti folgorati da quello protetto di Pianosa, Capraia e Giannutri e che magari, con le nuove regolamentazioni dell’Area marina protetta, che sostituirebbero i vincoli risalenti al DPR istitutivo del Parco del 1996, potrebbero accedere anche a piccole aree entry e no-touch a Gorgona e Montecristo, per ora inaccessibili".

"Ma quello che incoraggia di più i promotori dell’iniziativa - si legge ancora nella nota - è il sostegno di centinaia di cittadini dell’Arcipelago Toscano, di operatori turistici ed esponenti della società civile che sanno bene che quello che abbiamo di fronte è un mondo nuovo, dove si cerca un ambiente salubre e il più intatto possibile, dove si torna alle cose autentiche, al pesce pescato dal pescatore locale, a un mare senza plastica, all’incanto delle balene in migrazione, dove una biodiversità e un territorio marino ben gestiti e difesi saranno un vantaggio economico in più per isole che vivono di turismo e di ambiente". 

"Un’AMP dove, come a Capraia, nessuno vuole impedire di pescare, di totanare, - conclude Legambiente - ma dove le regole che già ci sono andranno rispettate e dove la tradizione della pesca, del guzzo, della totanaia, della polpaia e del palamito, continui ad essere quella che era e che ci è stata tramandata dai nostri anziani: rispetto per il mare, le sue creature, le sue risorse e per la sua potente bellezza".

Il testo completo della petizione è disponibile a questo link.



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