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Attualità giovedì 21 maggio 2020 ore 09:19

Ecoballe, Legambiente scrive ai sindaci elbani

ecoballa
Una delle ecoballe recuperate nel mare dell'Elba

Sulle ecoballe disperse a Cerboli Legambiente dichiara: "Immediato intervento su ministro dell’ambiente e governo per sbloccare la situazione".



PORTOFERRAIO — Sulle ecoballe disperse al largo dell'isolotto di Cerboli nel 2015 dalla motonave Ivy, interviene Legambiente Arcipelago toscano con una lettera indirizzata ai sindaci dell'isola d'Elba.

"Dopo i recenti interventi del sindaco di Piombino, del presidente della Regione Toscana, dell’Onorevole Fratojanni e di Legambiente Toscana e Legambiente nazionale (vedi gli articoli correlati) per chiedere al ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di sbrogliare il pasticcio burocratico che non permette di recuperare dai fondali del Canale di Piombino le ecoballe disperse in mare a poche centinaia di metri passi dall’isolotto di Cerboli (Comune di Rio) il 23 luglio 2015 dal cargo Ivy – che alzava bandiera fantasma, Legambiente Arcipelago toscano si aspettava un intervento dei 7 Sindaci dei Comuni elbani che andasse nello stesso senso, ma l’attesa dell’associazione ambientalista è passata invano".

Si apre così una nota di Legambiente Arcipelago toscano.

"Eppure – ricorda la presidente del cigno verde isolano Maria Frangioni in una lettera invaiata oggi ai sindaci -, come ha nuovamente sottolineato l’amministrazione comunale di Piombino (vedi gli articoli correlati), le 56 ecoballe - alcune delle quali sono state recuperate spiaggiate o in galleggiamento a ridosso della costa - e i 65.000 Kg di plastiche eterogenee rappresentano un rischio altissimo di inquinamento sia per le nostre coste che per i fondali marini e il Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e il Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano. Un pericolo che si è già palesato all’Elba con il vistoso inquinamento da plastiche in forte aumento sulle spiagge del Comune di Rio tra Bagnaia e Cavo, constatato nelle estati 2018 e 2019 dai volontari dell’iniziativa Vele Spiegate, e con il ritrovamento di un’ecoballa al largo delle coste dei Comuni di Capoliveri e Porto Azzurro".

Legambiente evidenzia inoltre che "questo rischio non riguarda certo i soli Comuni dell’Elba orientale, a rischio è anche il mare di Portoferraio e i Comuni dell’Elba occidentale avrebbero comunque un contraccolpo di immagine pessimo dall’aggravarsi di una situazione che, così come la descrivono il Sindaco di Piombino, la Regione e gli esperti è giunta al limite del punto di rottura".

Per questo Maria Frangioni chiede ai 7 primi cittadini elbani "un immediato intervento unitario verso il ministro dell’ambiente e il governo perché sblocchino immediatamente, e con i procedimenti necessari, il recupero delle ecoballe, per evitare ulteriori danni all’ambiente marino e non compromettere l’immagine turistica dell’Elba in un momento di così grande difficoltà".



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