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Aree marine protette,"uno sguardo al lavoro fatto"

Pietro Paolo d'Errico, già, presidente della Comunità del Parco, interviene nel dibattito sottolineando il percorso già fatto nel passato



PORTOFERRAIO — Nel dibattito sull'istituzione dell'area marina protetta all'Elba interviene Pietro Paolo d'Errico, già presidente della Comunità del Parco.

"Intervengo nella discussione, in atto sul tema dell'Area Marina Protetta, con l'intento di portare un contributo. - spiega D'Errico - Ho presieduto la Comunità del Pnat dall’anno 2004 all’anno 2009. Mi sono quindi occupato di Amp, dedicando tempo ed energie per raggiungere l'obiettivo di una proposta di Amp il più possibile condivisa dal territorio. L'obiettivo fu raggiunto e la proposta fu presentata formalmente al Ministero dell'Ambiente, presenti tutti i membri della Comunità del Parco (Sindaci dell’intero Arcipelago, C.M. dell’Elba e Capraia, Province di Livorno e Grosseto, Regione Toscana, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano) durante l’incontro avvenuto a Roma il 29 novembre 2007."

"Credo che quei documenti, contenenti un pezzo di storia recente e penso ancora attuali, possano costituire un elemento di nuova discussione in vista di una proposta, ancora una volta condivisa dal territorio. - prosegue D'Errico - L'attuale presidente della Comunità del Pnat, il sindaco Angelo Zini ne è a conoscenza e la documentazione è agli atti del Pnat. Da parte mia, sono comunque a disposizione per fornire dettagli e particolari, qualora se ne ravvisi l’utilità". 

"Per facilitare la comprensione del lavoro fatto oltre dieci anni fa, - aggiunge D'Errico - non entrando al momento nel merito del progetto (regole, zonizzazione), progetto al quale parteciparono oltre che le istituzioni locali anche le categorie economiche ed associazioni, anche ambientali, ricordo due elementi: 1. La proposta, redatta con il contributo di tutti i sindaci dell’Isola d’Elba, del presidente della Comunità Montana dell’Arcipelago Toscano, e dagli stessi condivisa, precisava i contenuti del dibattito che si sviluppò nel territorio sul tema, ed il rappresentante del Ministero dell’Ambiente, direttore generale per la protezione della natura, dott. Aldo Cosentino, che presiedeva l’incontro del 29 novembre 2007, apprezzando il percorso seguito ed il valore delle idee proposte, si riservò di far seguire un’istruttoria tecnica al termine della quale avrebbe fatto conoscere gli orientamenti del Ministero sui quesiti posti e sulle proposte prodotte dalla Comunità, che contenevano le regole per un modello di Amp ritagliata su misura per l’isola d’Elba".

"Da quel momento, a seguito di vicende politiche quali elezioni, rinnovo delle amministrazioni, cambi di governo, l'iter non ha avuto seguito. - prosegue D'Errico - 2. Resta comunque l'importante lavoro del territorio che registrò la convergenza di tutte le amministrazioni pubbliche (Comuni, Comunità Montana dell’Elba e Capraia, Provincia di Livorno, Regione Toscana, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano), sul principio che l’istituzione dell’area marina protetta è necessaria e che dovrà essere elemento di valorizzazione e qualificazione delle attività socio-economiche, convenendo che la fissazione dei vincoli debba essere concordata ed accettata pienamente dalle singole istituzioni locali".

"Insomma, poche regole, improntate alla chiarezza e semplicità, e controlli adeguati", ha concluso D'Errico.



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