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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità giovedì 07 marzo 2019 ore 10:20

Allarme degrado nella zona di San Giovanni

Zona di San Giovanni usata come discarica

Legambiente segnala la situazione di degrado in una delle zone vista mare di Portoferraio dove tra l'altro passa anche il "Cammino della Rada"



PORTOFERRAIO — Legambiente Arcipelago toscano segnala la situazione di degrado nel piazzale e nella zona di San Giovanni a Portoferraio e si rivolge ad amministratori e candidati chiedendo un progetto di salvaguardia e valorizzazione per l’intera costa.

Legambiente aveva già più volte denunciato negli anni scorsi il degrado dell'area comunale usata come discarica prima di residui dell'alluvione del 2002 e dei fanghi di dragaggio portuale, poi diventata ricettacolo di ogni tipo di rifiuti abbandonati.

"Ma la situazione odierna - spiegano da Legambiente - è quella di uno stato di volontario abbandono con una indecente discarica, tubi sparsi, resti di barche, cumuli di detriti edili, imbarcazioni dappertutto, quasi si volesse, con un intollerabile degrado, favorire interventi urbanistici massicci per porre 'rimedio' allo sfacelo con un bel po’ di cemento etc.". 

"Eppure - aggiungono da Legambiente - il 'piazzale del Chicchero' di San Giovani dovrebbe essere il biglietto da visita di Portoferraio: quest’area martoriata dall’incuria pubblica e dal vandalismo privato è il balcone sul mare di fronte alla Cosmopoli medicea e al porto, rappresenta il raccordo tra l’area naturalistica e turistica delle saline e terme di San Giovanni, l’omonima frazione, la splendida area archeologica della fattoria romana di San Giovanni, recentemente scoperta e dove sono in corso scavi archeologici di grande importanza, e la Villa Romana delle Grotte. Ma quel piazzale trasformato in una vergognosa discarica diffusa e in un deposito di barche è anche l’ideale raccordo tra le Zone umide di San Giovanni e di Schiopparello - Le Prade, dove in questi giorni vengono avvistati gru, fenicotteri e altri rari uccelli migratori e stanziali".

Perciò l'associazione ambientalista continua a "chiedere che il Comune di Portoferraio tuteli davvero un’area naturalistica di enorme importanza che va da Punta della Rena fino ai Magazzini, chiedendo che sia istituita una Zona di protezione speciale che salvaguardi le Zone umide costiere e le emergenze archeologiche, con la prospettiva di una loro prossima inclusione nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e la creazione di un percorso naturalistico, paesaggistico e storico/archeologico che vada da Cosmopoli fino al Volterraio".

"Perché la bellezza - conclude Legambiente - non può essere sfregiata in questo modo e perché quella bellezza è anche un’occasione economica per la Portoferraio del futuro".



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