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Attualità giovedì 20 ottobre 2016 ore 08:30

Alberghi, sfiorato il milione e mezzo di presenze

Gli albergatori confermano i numeri in crescita rispetto alla scorsa stagione ma lanciano l'allarme: "Necessario cambiare per non morire"



PORTOFERRAIO — La stagione appena trascorsa conferma la ripresa del comparto turistico alberghiero e ricettivo dell’Isola. Lo dicono i numeri dell'associazione albergatori che vengono presentati questa mattina nell'assemblea annuale presso la galleria Demidoff nella villa di San Martino.

"Per il 2016 stimiamo infatti un incremento complessivo delle presenze stimato tra il 2 ed il 3% e del 2 % negli arrivi - si legge nella relazione del presidente De Ferrari - benché non si siano ancora recuperati i livelli del 2001, l’Elba mostra ancora di possedere una certa competitività sul mercato turistico europeo. 

Le presenze estere sono aumentate soprattutto grazie al mercato tedesco e svizzero. Anche la componente italiana ha avuto, nel 2016, un recupero rispetto agli anni precedenti stimato intorno al 2,5%, anche se la propensione alla spesa degli italiani resta ancora debole a causa della sfavorevole congiuntura economica che da anni investe senza tregua l’intero Paese".

I dati contenuti nel documento mostrano una discesa continua fino al 2012 quando è stato toccato il minimo delle presenze alberghiere con 1.372.444 ospiti registrati. Da là in poi la crescita è stata costante: 1.431.037 nel 2013, 1.417.050 nel 2014, 1.466.102 nel 2015 e 1.497.385 stimato per il 2016.

"E’ evidente come - continua De Ferrari - in questi ultimi cinque anni, si sia assistito ad un incremento della presenza estera a discapito di quella italiana che, dal 2006 al 2012 ha subito una costante contrazione. Tra il 2013 ed il 2015 la domanda italiana era pressoché stabile. Solo nel 2016 sembra riattivarsi ed invertire tendenza".

Non solo le presenze hanno consolidato la crescita ma anche il fatturato è incrementato, almeno quello alberghiero. Da un'indagine svolta, infatti, su un campione di oltre 50 aziende, rappresentanti circa 6.000 posti letto, è emerso che oltre il 69% degli intervistati ha avuto un incremento tra l’1 ed il 5%, mentre soltanto il 20,4% ha dichiarato di aver subito un decremento rispetto al 2015. Il 10,2% ha invece avuto un fatturato pressoché uguale a quello registrato nella stagione 2015.

Incrementato anche il tasso di occupazione delle camere su base annua, passato dal 23,7 del 2012 al 26,59 del 2016.

Le cause di questa crescita sono, secondo il presidente degli albergatori, sia endogene che esogene: "Occorre tener presente che i risultati raggiunti nel 2016 sono anche effetto di una serie di fattori a noi favorevoli: le condizioni meteo stabili da giugno in poi, l’uscita dal mercato turistico dei Paesi del nord Africa, la percezione di tranquillità e serenità in Italia e all’Elba in particolare per l’assenza di attentati, la campagna promozionale condotta dalla nostra associazione sui mercati esteri".

Le presenze totali, anche questa una stima, comprendenti non solo gli alberghi ma anche le altre strutture ricettive, sono in crescita: "La serie storica evidenzia la maturità raggiunta dal nostro prodotto, che si è stabilizzato da oltre 20 anni tra i 2,5 milioni di presenze e i 3 milioni. 

Ovviamente presenta delle oscillazioni nel breve periodo e non riesce a rilanciarsi stabilmente. Crediamo con convinzione che non riusciremo a rilanciarci se non allarghiamo la nostra offerta, in modo sistematico, al turismo sportivo, culturale, naturalistico ed enogastronomico".

Da qui parte il ragionamento degli albergatori secondo cui è necessario un cambio di offerta per rimanere competitivi e non perdere l'inerzia conquistata in questi anni: "Il solo mare non basta più. Il turismo è cambiato. Occorre investire in infrastrutture ed allargare la nostra offerta, presentarci in Europa con una veste nuova, più dinamica ed attenta alle nuove richieste ed esigenze del turista.

E’ però altrettanto essenziale e fondamentale che tutti gli attori del turismo, tutti coloro che hanno una ingerenza nell’economia del turismo (Stato, Regione, Comuni, Associazioni Imprenditoriali, imprese pubbliche e private direttamente o indirettamente coinvolte in questo settore) collaborino per un obiettivo comune che è quello di sviluppare il comparto produttivo nell’interesse dell’intera collettività".



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