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lunedì 11 novembre 2019

Politica venerdì 23 settembre 2016 ore 17:00

"La rieducazione dei detenuti obiettivo primario"

La commissione regionale Sanità ha visitato oggi il carcere elbano. Anselmi: "Valorizzare i progetti di inserimento lavorativi come a Pianosa"



PORTO AZZURRO — È iniziata con il cordoglio per i drammatici episodi di Grosseto e Lucca la visita della commissione regionale Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli alla casa di reclusione Pasquale De Santis di Porto Azzurro. 

Con il presidente erano presenti i commissari Enrico Sostegni e Nicola Ciolini a cui si è unito anche Gianni Anselmi, presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale. 

"Con questa visita è partita la verifica delle condizioni di vita dei reclusi nelle strutture penitenziarie toscane - ha spiegato Scaramelli - l’invito a partecipare a queste visite, esteso a tutti i commissari, è volto a constatare in prima persona lo stato di salute, le condizioni sanitarie, i processi rieducativi e i percorsi formativi intrapresi o meno nelle carceri toscane per migliorare la qualità della vita di queste persone.

La rieducazione dei condannati - ha proseguito Scaramelli - deve essere l’obiettivo, e l’ossessione, di una regione come la nostra, la Toscana, baluardo nel mondo e nella storia dei diritti civili e umani".

Nella casa di reclusione di Porto Azzurro, i consiglieri regionali hanno visitato la struttura e analizzato caratteristiche e criticità con il direttore Francesco D’Anselmo, il dirigente sanitario Giovanni Martini e il Garante dei detenuti Nunzio Mariotti.

La casa di reclusione attualmente conta 233 detenuti (dato al 31 agosto), su una capienza di 300 persone, con un'età media di 45 anni.

A spiegare come vivono i detenuti al carcere di Porto Azzurro è D’Anselmo: "Il primo e il secondo reparto sono aperti. Ogni detenuto di questi reparti vive in un carcere aperto, cioè può lavorare. Il terzo reparto è di osservazione, ovvero in una situazione atta alla valutazione della capacità di ogni soggetto di integrarsi e convivere con gli altri.

Ogni detenuto del primo e secondo reparto - continua D’Anselmo - per il pernottamento ha una cella propria di nove metri quadri con doccia interna. Non la totalità delle celle ha questa dotazione, ecco perché parte dei 4 milioni di euro stanziati dal Ministero saranno destinati anche all’adeguamento delle aree di pernottamento".

Sul fronte sanitario si contano 21 operatori, tra medici e infermieri, attivi alla casa di reclusione di Porto Azzurro, consulenza psicologica per 60 ore e psichiatrica per 3 giorni a settimana. Sull’aspetto sociale è intervenuto Nunzio Mariotti, Garante dei detenuti di Porto Azzurro. Mariotti ha chiesto di "sostenere questo carcere perché qui ci sono molte possibilità di realizzare azioni volte alla formazione e al lavoro".

Dell'importanza di formazione e lavoro ha parlato anche il presidente Gianni Anselmi: "La condizione carceraria improntata al reinserimento nella società, si realizza attraverso azioni di promozione della formazione professionale e con la pratica, durante la detenzione, di esperienze lavorative. 

L’obiettivo è la rieducazione dei carcerati. In questo senso è molto interessante, e da valorizzare, il progetto di lavoro che alcuni detenuti di Porto Azzurro portano avanti sull’isola di Pianosa. Vi rientrano i corsi di formazione per la pratica agraria, che fa eco al progetto che a breve potrebbe essere realizzato sulla formazione per potatori e per i lavori in vigna".



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