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Attualità lunedì 03 aprile 2017 ore 14:00

Il canottaggio lotta per una nuova sede

I vertici dell'associazione di canottaggio longonese si dimettono per protesta, appello al prossimo sindaco per una struttura adeguata



PORTO AZZURRO — "Dopo 15 anni di impegno, fatica, duro sacrificio quotidiano durante i mesi estivi e anche invernali, dobbiamo chiudere con la nostra passione, con il nostro sport, con il nostro amore: il canottaggio". 

Con queste parole Elio Lambruschi, Andrea Ricci e Fabio Trivella danno le proprie dimissioni da allenatori dell'associazione Canottaggio Porto Azzurro, in segno di protesta per la mancanza di una sede adeguata allo sforzo e ai trofei che la realtà sportiva elbana rappresenta.

Una storia nata nel 2000 e che in breve tempo ha portato alla conquista di tre titoli italiani (Rapallo 2005, Porto Azzurro 2006 e Noli 2007) fino a raggiungere una quindicina di equipaggi fra maschili senior, junior e femminili grazie al quale sono arrivati l'oro ai C.I.A. di La Spezia, tre argenti ai Campionati Italiani e un 7° posto ai Campionati del Mondo 2011 a Bari oltre ad un oro nel senior maschile. 

La società ha presentato un progetto per una nuova sede, una struttura di circa 140 mq a Mola, che non ha passato il vaglio dei tecnici comunali: "Il nostro progetto - spiega Roberto Forti, presidente dell’asd Canottaggio Porto Azzurro - è di poter assicurare una sede che ospiti le imbarcazioni estate ed inverno e una piccola palestra dove posizionare alcuni remoergometri per gli allenamenti nei periodi in cui il mare non permette la voga

Questa sede garantirebbe una stabilità al movimento remiero di cui la nostra società è la capofila, permetterebbe inoltre alle società nazionali e straniere di poter usufruire dei nostri servizi promuovendo in tal modo un turismo ambientale sportivo che sarebbe una opportunità per Porto Azzurro e l’isola d’Elba".

Forti lancia quindi un appello sia all'amministrazione uscente che a quella che entrerà in carica dopo l'appuntamento elettorale dell'11 giugno: "Gli atleti hanno diritto di praticare lo sport con dignità e non sotto una tenda, senza servizi per cambiarsi, senza uno spazio per le attività sportive a terra, attrazione turistica la sera al rientro dell’allenamento. 

Quest’anno avremmo dovuto organizzare i Campionati Italiani a Porto Azzurro e la FICSF ha già calendarizzato questo appuntamento per il 16 e 17 settembre, confidando nella nostra esperienza maturata nel 2006 e nel 2013, ma siamo costretti ad annullare questa splendida opportunità che ci è stata offerta perché nessuna barca quest’anno scenderà in mare".


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