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Attualità giovedì 24 novembre 2016 ore 10:21

Detenuti a Roma per la fine del Giubileo

Quattordici detenuti della casa di reclusione elbana sono stati accompagnati a Roma per assistere alla chiusura della Porta Santa



PORTO AZZURRO — Dal carcere di Porto Azzurro a Roma, quattordici detenuti, qualche volontario, Barbara l’educatrice e il cappellano don Francesco, hanno partecipato a Roma alla chiusura della Porta Santa che ha posto fine all'anno del Giubileo della Misericordia.

"Traghetto, pullman e piazza San Pietro - racconta Licia Baldi, volontaria dell'associazione Dialogo - qui alcuni parenti aspettavano i loro cari per vivere insieme l’eccezionale evento. Ci raggiunge anche l’educatore Paolo che ci fa da guida. Ci mettiamo in cammino verso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini per le confessioni e la preparazione nella preghiera. 

Dopo, attraversate e fotografate alcune meraviglie della città eterna,come piazza Navona e Castel sant’Angelo, ci disponiamo pellegrini dietro la croce di legno portata da Nino. Andiamo, guidati da don Francesco e, dopo alcune tappe di raccoglimento e di preghiera, siamo alla Porta Santa. 

C’è F. che dice di aver provato un’emozione forte e vera nel passare dalla Porta Santa, svuotato di tanti pesi. C’è chi si è sentito più sereno e in pace con se stesso. N., il più giovane, dice di voler riassumere il suo pensiero e la sua esperienza in una sola parola: bellissimo. 

A qualcuno tremavano le gambe, mentre il pensiero andava alle famiglie che soffrono tanto per chi è dentro. M. afferma che poche sono state le giornate così belle e pulite nella sua vita. Dopo la cena e il riposo, domenica mattina prima delle nove siamo già in San Pietro; si ascoltano testimonianze, si prega. 

Alle dieci papa Francesco celebra la S.Messa, preceduto nel tragitto verso l’altare da uno stuolo di sacerdoti e cappellani delle carceri. Insistito e ripetuto è l’invito alla speranza, sempre, concetto ripreso al momento dell’Angelus, quando il papa chiede alle autorità civili un atto di clemenza, di fronte a una piazza gremita di fedeli e di ombrelli che si aprono sotto una pioggia discreta.

Poi la gente, tanta, composta, variopinta, comincia a sfollare. Illuminati, un po’ forse pure frastornati anche noi usciamo dalle transenne. In queste due giornate straordinarie siamo stati bene, in amicizia, in spirito di fraternità. 

Grazie in primis a don Francesco, grazie a Barbara, con lui infaticabile organizzatrice e guida, così come a Paolo e a Nunzio, il garante dei diritti dei detenuti di Porto Azzurro, che ci ha raggiunto a Roma domenica mattina, grazie a Massimiliano, l’autista del nostro pullman, che è stato al nostro fianco nel condividere la bella esperienza e un caloroso ringraziamento agli amici del Rinnovamento nello Spirito, che non solo hanno provveduto a nutrirci durante il viaggio di andata, ma che ci hanno accompagnato anche da casa dall’Elba con la preghiera nel corso di tutto il nostro pellegrinaggio.

Da parte mia, e in maniera speciale e personale, grazie ai 14 ragazzi (non importa se qualcuno ha sessant’anni) che mi hanno fatto sentire il loro affetto e circondato di attenzioni e cortesia". 


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