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giovedì 12 dicembre 2019

Attualità venerdì 15 novembre 2019 ore 17:00

Onorato: "Una strategia per farci fallire"

Vincenzo Onorato

Il patron di Moby invia un messaggio ai suoi dipendenti e nomina due personaggi chiave che secondo lui sono collegati ad un disegno preordinato



MILANO — Vincenzo Onorato invia un messaggio ai suoi dipendenti e lo affida alla sua pagina Facebook. Onorato sottolinea che le sue aziende sono sane e ribadisce che c'è un progetto nato per far fallire le sue aziende.

"Uomini e donne di Moby,Tirrenia e Toremar, siamo quasi 6.000 e siamo tutti italiani. Siamo la prima infrastruttura del mare del Paese. - scrive Onorato - Siamo sani e non in fallimento e non lo dico io, ma lo ha decretato il tribunale di Milano".

"Esiste una strategia per mandarci tutti a casa disoccupati e farci fallire. Questa strategia - afferma Onorato - passa attraverso una banca che da due mesi sta bloccando di fatto il nostro piano industriale, con pretesti e rinviando ogni sua decisione senza consentirci di proseguire il nostro lavoro. La vendita delle due navi che la banca ha di fatto bloccato va a rimborso delle banche. Avete mai visto una banca che non vuole i soldi indietro? Per la banca è più importante farci morire per seguire una sua strategia legata a un fondo con sede alle Cayman, Sound Point, il cui rappresentante è Antonello di Meo".

In un post successivo Vincenzo Onorato però chiama in causa due persone che sarebbero collegate alle vicende che stanno mettendo Moby e Tirrenia in difficoltà.

"La vicenda che stiamo vivendo è a dir poco paradossale. Infatti dopo la chiara sentenza dello specializzato tribunale milanese - dichiara Onorato - pensavo che tutto si fosse risolto e invece per UniCredit e per Sound Point, non è così: UniCredit ha bloccato la vendita delle navi in perfetta sintonia con il fondo speculativo. Ma UniCredit e Sound Point sono guidate da uomini".

"Esaminiamo i personaggi di questa grottesca storia: Antonello Di Meo, Sound Point, - spiega Onorato - Sound Point è un fondo speculativo con sede legale alle Cayman, diretto da Londra da Antonello Di Meo. È singolare che nella primavera scorsa un nostro nemico durante la trattativa per la vendita delle navi abbia detto che i fondi e UniCredit non avrebbero mai liberato le ipoteche per gli acquirenti. Considerato che l’azione di Sound Point con la richiesta del nostro fallimento è stata depositata a settembre. Quale chiaroveggenza ha ispirato il nostro competitor-nemico a suggerire agli acquirenti quello che sarebbe successo in seguito? Sarebbe interessante che Antonello Di Meo chiarisse chi sono i finanziatori e da dove provengono i soldi che alimentano il suo fondo alle Cayman. Un fondo così arriva nel nostro Paese e con una serie di azioni corsare a mettere in crisi 5.800 posti di lavoro. È possibile che queste cose succedano solo nel nostro Paese?"

"Alfredo De Falco, UniCredit. Alfredo De Falco - spiega Onorato - è a capo del Corporate Investment Banking in Italia. Sarebbe il caso che questo signore chiarisse la natura dei rapporti con la famiglia Grimaldi in una sede opportuna".



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