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Attualità mercoledì 06 luglio 2016 ore 15:46

Lettera al ministero per fermare il porto

Lista civica Insieme, Legambiente, Italia Nostra e Comitato cittadino scrivono al ministro Franceschini per fermare il progetto del porto



MARCIANA MARINA — "Come oramai noto, anche alla luce della rilevanza assunta sui media nazionali, regionali e locali, l’amministrazione comunale di Marciana Marina, ha approvato, a maggioranza, il 17 marzo 2016, il Piano Regolatore Portuale e la variante al Regolamento urbanistico per la cosiddetta riqualificazione del porto turistico di Marciana Marina.

Tale unilaterale approvazione, oltre ad avere ricevuto inascoltata opposizione nel consiglio comunale, è stata immediatamente criticata, nei contenuti, da larghissima parte della cittadinanza (mai adeguatamente informata e coinvolta), dal locale Comitato per il Porto, dalle categorie economiche, da associazioni ambientaliste e culturali.

A tale proposito, e con esclusivo riferimento alla documentazione ufficiale pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Marciana Marina, riteniamo necessario chiedere chiarimenti ed interpretazioni sulle posizioni realmente assunte degli enti in indirizzo. Nel documento Valutazione Ambientale Strategica - Rapporto Ambientale e Relazione di Incidenza Ambientale, a pagina 142 si legge testualmente, quale indicazione da seguire, da parte di codesto Ministero e di codesta Soprintendenza: 'Si fa, comunque, presente, a solo titolo informativo, che questa Soprintendenza ritiene di poter esprimere sin d'ora il suo dissenso alla realizzazione di opere in cemento a mare, che dovranno, invece, essere realizzati utilizzando solo grossi massi naturali della zona, in modo che rispondano ai requisiti funzionali di sicurezza e di aspetto estetico e paesaggistico idoneo all'ambiente marino protetto. 

Questo ufficio esprime, inoltre, il suo dissenso anche per la realizzazione di opere in cemento e in muratura in corrispondenza della spiaggia, dell'area demaniale e della costa, che dovranno, invece, avere le caratteristiche naturali e di reversibilità e quindi prevedendo l'utilizzo solo di materiale naturale (pietra del luogo naturale, legno marino ecc.), evitando perciò le gettate che non garantiscono la conservazione della naturale immagine della zona'. 

Nel progetto approvato a maggioranza dall'amministrazione comunale sono previste, al contrario, opere a mare in cemento, per una superficie complessiva di oltre 3.000 metri quadrati, praticamente mezzo campo di calcio nel bel mezzo di una delle più belle rade del Mediterraneo, oltre ad edificazioni sulla testata dei nuovi moli ed a pesanti scavi e dragaggi proprio sotto il monumento simbolo del paese, la Torre, per sistemarvi improbabili gru a scomparsa. 

Come è possibile che il procedimento di adozione e di successiva approvazione del Piano Regolatore del porto, abbia, invece, potuto proseguire indisturbato il proprio cammino? La Soprintendenza, in particolare, è stata informata sul fatto che il progetto non stava tenendo in alcun conto delle sue indicazioni? ovvero ha accettato il mancato rispetto di tali indicazioni? Ci chiediamo se non sia proprio questo un caso emblematico di tutela del paesaggio italiano, ed elbano in particolare, missione riconosciuta di una Soprintendenza sempre meritoriamente attenta a tale aspetto. 

Tutto ciò premesso, chiediamo un pronunciamento chiaro del Ministero e della Soprintendenza e, pur nel rispetto dei ruoli istituzionali di tutti gli enti coinvolti, un deciso intervento per evitare un vero e proprio scandalo paesaggistico, prima che i danni maturino irrevocabilmente".



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