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Attualità domenica 15 novembre 2020 ore 18:00

Sanità, "assunzioni ancora insufficienti"

infermiere
Foto di repertorio

Il Coordinamento Fp-Cgil Asl nord ovest chiede di potenziare aumentare le assunzioni e di non di fermare le attività non collegate al Covid-19



LIVORNO — Le assunzioni fatte fino ad oggi nella sanità non sono sufficienti. Questa la posizione del Coordinamento Fp-Cgil Asl nord ovest che spiega quali sono le necessità reali per mettere in sicurezza la sanità.

"In relazione alle assunzioni fatte dalla regione e dall'Asl durante il periodo Covid crediamo che sia opportuno fare alcune precisazioni. - spiega il Coordinamento Fp-Cgil Asl nord ovest - L'azienda nord ovest ha fatto assunzioni, ma attualmente non risultano sufficienti ai bisogni presenti all'interno di molti servizi e delle attività che devono essere implementate. Crediamo che le tanto sbandierate 5000 unità di assunzioni fatte all'interno dalla regione necessitino alcune precisazioni. Al 1 gennaio 2020 nell'Asl nord ovest erano presenti 13.479 dipendenti, dei quali 12.776 a tempo indeterminato, 549 a tempo determinato, 53 in libera professione e 90 interinali. La situazione al 31 ottobre 2020 è di 14.057 dipendenti, quindi con un variabile di 578 unità, di cui 442 a tempo indeterminato, il resto in libera professione, interinale ed a tempo determinato". 

"Da gennaio 2020 ad oggi sono avvenute cessazioni di 738 lavoratrici/ori, inoltre le assunzioni fatte hanno in parte sopperito alle mancate sostituzione dei pensionamenti degli anni precedenti -  spiega il Coordinamento Fp-Cgil Asl nord ovest. Solo alcuni esempi di assunzioni e pensionamenti. (vedi qua sotto)

"Ricordiamo che nella 1 fase Covid vi è stata l'apertura di nuove attività come le Usca, checkpoint, pre-triage, cure intermedie ecc., ancora presenti ed il personale nuovo assunto è impegnato in questi servizi. - spiega il Coordinamento - Crediamo che sia opportuno che la Regione e l'azienda facciano nuove assunzioni di personale, infermieri, medici, oss, di tutti tecnici sanitari e, amministrativi. Oggi non è pensabile chiudere l'attività chirurgica, ridurre quella oncologica, cardiologica, come fu fatto nel primo periodo Covid. Crediamo che debba essere fatta una corretta verifica delle richieste di servizi attualmente presenti e, di quali nuovi, sia necessaria l'apertura". 

Secondo il Coordinamento "Non si può pensare solo al Covid-19, perché la salute dei cittadini deve essere assicurata tutta. Bisogna quindi potenziare i posti letto delle terapie intensive, delle degenze Covid, dei Pronto soccorso, delle attività territoriali in tutto il territorio. Doverosa poi la stabilizzazioni dei precari in tutti i reparti, non solo quelli Covid-19. In fine devono essere garantiti i tamponi antigenici a tutto il personale sanitario ogni 15 giorni. Anche l'attività di tracciamento e delle risposte dei tamponi deve essere potenziata: mancano tecnici sanitari di laboratorio ed una strumentazione adeguata. Purtroppo sono presenti molti lavoratrici/ori positivi al Covid in un numero elevato".


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