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Attualità sabato 23 maggio 2015 ore 12:14

L'erosione e la scomparsa delle spiagge elbane

​Erosione costiera, il Dossier Spiagge indifese di Legambiente analizza i problemi di erosione sull’Isola d’Elba, molti arenili a rischio scomparsa



PORTOFERRAIO — Il Dossier nazionale di Legambiente Spiagge indifese per la Toscana, dove i problemi di erosione anche macroscopici non mancano, prende in esame il caso dell’Isola d’Elba, la maggiore delle isole minori italiane e che quindi rappresenta un “esempio” anche per le atre isole.

Ecco cosa si legge nella scheda sull’Isola d’Elba che presenta solo alcuni dei casi di erosione più noti:

l problema dell'erosione costiera all’Isola d'Elba, sono una serie di problemi, spesso molto diversi, ma tutti riconducibili ad interventi antropici. L’Elba, la terza isola italiana per estensione territoriale è caratterizzata da quasi 200 spiagge – spesso “Poket Beach”, anche se i problemi di erosione riguardano soprattutto le spiagge turistiche più grandi e, spesso, in prossimità di aree portuali o interessate dai loro impatti. Da anni Legambiente segnala le criticità, mentre si continua con costosi ripascimenti che – salvo alcuni casi, non risolvono i problemi, perché non affrontano le cause a terra che hanno determinato l’erosione. 

PORTOFERRAIO. Il caso della Spiaggia delle Ghiaie, Cala dei Frati e Costa Bianca..Un’erosione determinata soprattutto dalla realizzazione di un grosso piazzale tra i giardini pubblici e la spiaggia e dalle struttura sportive della ex Guardia di Finanza e di quelle turistiche adiacenti al mare. Inoltre la situazione è aggravata dall’utilizzo di ruspe per “ripulire” la spiaggia dalla posidonia spiaggiata, stessa tecnica che viene utilizzata sugli altrettanto delicati ciottoli della vicina Padulella.

L’adiacente spiaggia di Cala dei Frati era prima raggiungibile anche dalle Ghiaie, ma l’erosione che ha cancellato la spiaggia sul lato occidentale, ha interrotto questo passaggio che comunque attraversava una scogliera oggi impraticabile perché in crollo. Legambiente, anche con due blitz di Goletta Verde, chiede la riapertura dell’accesso che dalla strada della Padulella portava a Cala dei Frati, oggi interrotto dalla recinzione di due ville. 

Legambiente ha chiesto un attento monitoraggio dei possibili rischi su tutta la costa ed un progetto unitario di messa in sicurezza e recupero per la “Costa Bianca”. 

I due porticcioli di Magazzini e San Giovanni sembrano essere tra le principali cause di un’erosione molto accentuata lungo tutto questo tratto di costa e che tra San Giovanni e Magazzini è arrivata ad erodere anche gli antichi muri di cinta dei vigneti costieri, ormai a contatto diretto col mare. Qui Legambiente chiede di impedire la realizzazione di un Porto Turistico a San Giovanni in un’area a forte rischio idrogeologico.

MARCIANA La spiaggia di sabbia di Procchio è una delle più grandi e frequentate dell’Isola ma è caratterizzata da un forte fenomeno erosivo, in particolare nell’area est tra Campo all’Aia e la Guardiola. L’erosione è sicuramente dovuta alla quasi totale scomparsa delle dune, cancellate da stabilimenti balneari, costruzioni, strade e dall’abbandono dell’agricoltura, che permetteva un ripascimento naturale oggi interrotto. 

Ma questi fenomeni si sono molto acuiti e velocizzati dopo la costruzione del Porto di Marciana Marina. Da anni Procchio viene sottoposta a continui ripascimenti che però non risolvono i problemi. Anche la molto più piccola, ma non meno turistica, spiaggia di Sant’Andrea, è continuamente sottoposta a costosi ripascimenti che vengono regolarmene erosi ad ogni mareggiata. Qui il problema è unicamente da attribuirsi allo sviluppo costiero avvenuto dopo gli anni ’60 e ad una piazza che è stata costruita subito a ridosso della piccola spiaggia.

MARCIANA MARINA Il prolungamento del Porto di Marciana Marina, risalente agli anni ’80 e nemmeno testato in vasca, ha innescato un forte fenomeno erosivo che ha interessato addirittura la spiaggia di Procchio, a circa 5 Km in linea d’aria, ma ha soprattutto svuotato il lato orientale della spiaggia urbana di ghiaie della Marina, facendo migrare dentro l’area portuale oltre il Moletto del Pesce prima tutta la sabbia del fondale antistante la spiaggia della Marina, che ha così costituito un piccolo arenile. 

I fenomeni erosivi trentennali sembrano arrivati ad un punto di non ritorno, che richiederebbero un progetto di recupero che tenga conto delle particolarità storico/paesaggistiche della più grossa spiaggia di Marciana Marina. Secondo Legambiente in questi anni si è assistito ad una artificializzazione e banalizzazione di una spiaggia urbana unica, che avrebbe meritato ben altra cura ed attenzione. 

CAMPO NELL’ELBA Nel Comune di Campo nell’Elba, che da solo ospita più di un terzo del turismo elbano, i fenomeni erosivi sono molto diffusi, con continui ripascimenti delle spiagge di Cavoli – l’arenile “Vip dell’Elba” e Seccheto, resi necessari dai fenomeni erosivi innescati da opere a terra (strade, parcheggi, costruzioni costiere) che hanno alterato il ripascimento naturale delle spiagge. 

Comunque la spiaggia nella quale il fenomeno erosivo è più evidente ed imponente è quella del capoluogo del comune di Marina di Campo. I ripascimenti sono continui, ma è chiaro che bisognerebbe attuare con interventi di rinaturalizzazione, anche con radicali operazioni di abbattimento o arretramento di alcune infrastrutture pubbliche e private esistenti. Invece in questi anni si è assistito ad una continua privatizzazione della spiaggia che ha teso a consolidare l’esistente invece che alla mitigazione dei rischi ed alla resilienza verso gli imponenti fenomeni erosivi.

La spiaggia di Galenzana è stata inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e Legambiente sta lottando per mantenere aperta la strada costiera “storica” che portava alla scogliera ed alla spiaggia di Galenzana ed alle spiaggette dei Salandri.

CAPOLIVERI A Lacona, una delle spiagge più frequentate dell’Elba, i fenomeni erosivi sono stati innescati dalla costruzione di strutture turistiche costiere e dal progressivo deterioramento delle Dune di Lacona, l’ultimo sistema dunale ancora in parte integro dell’Arcipelago Toscano. Ora il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha acquistato Dune ed ex-discoteca, che verrà trasformata in un centro di educazione ambientale, ed ha avvitato un progetto di protezione, recupero e valorizzazione delle Dune.

RIO MARINA La costa di Cavo, la più grossa frazione di Rio Marina, è caratterizzata da un’estesa erosione costiera innescata ed acuita dalla costruzione di strade lungo l’intera costa e dalla realizzazione ed ampliamento di un porto. Negli anni passati venne effettuato un disastroso ripascimento della parte di arenile prospicente il Paese. Vennero utilizzati materiali provenienti dalle miniere di ferro che risultarono non congrui con la spiaggia ed i fondali e provocarono estesi fenomeni di intorbidamento delle acque. 

Si è accentuata l’erosione della vicina Cala delle Alghe, che occupa l’estrema punta a nord-est dell’Elba, ed è una delle più belle calette dell’isola che guarda ad est il canale di Piombino. L’erosione la sta inesorabilmente cancellando, aiutata da scelte sbagliate, che invece di essere riviste vengono riproposte.



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