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Attualità lunedì 24 novembre 2014 ore 08:40

Le richieste dei Cer per l'ospedale

I comitati pro sanità appoggiano l'amministrazione portoferraiese nella battaglia contro il decreto regionale e stilano il loro elenco di servizi



PORTOFERRAIO — I Comitati Elbani Riuniti pro Sanità dopo la recente approvazione del Piano Socio Sanitario Integrato Regionale 2012-2015, si rivolgono alla Regione Toscana e a tutte le Istituzioni affinchè riflettano sul modello di organizzazione che vorranno dare nei prossimi anni alla sanità dell’Isola d’Elba.

Nell’ambito delle leggi nazionali la legge di riferimento attuale è il Decreto Balduzzi (cap.9.2.1: ospedale sede di Pronto Soccorso; cap. 9.2.2: presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate). Nel decreto viene posta attenzione alle zone disagiate ed in particolare in quelle insulari, per le quali valgono criteri diversi rispetto ai parametri vigenti sul continente.

Per quale motivo l’Ospedale di Portoferraio, unico Ospedale dell’isola (terza isola italiana), è stato inserito nella categoria degli ospedali di prossimità? L'isola d'Elba deve avere l’autonomia che consente di poter affrontare l'emergenza-urgenza anche nel caso in cui non ci sia la possibilità di contatto con il continente causa avversità meteo. Di conseguenza è indispensabile che parte delle equipe sia stanziale poiché, per cause avverse meteo, si può verificare l'impossibilità degli specialisti a raggiungere dal continente l'Elba, causando grave disservizio all'utenza.

Se osserviamo i parametri nazionali possiamo porci alcune domande: come mai lungo la costa tirrenica si trovano a distanza di 30 minuti di percorrenza alcuni ospedali dotati di adeguati servizi (promossi ad Ospedale di “base”), mentre sull’Isola, l’unica struttura ospedaliera è stata valutata “ospedale di prossimità” (con l’aggiunta di alcuni servizi indicati nell’Accordo 2012), ovvero con servizi ridotti rispetto al continente? 

Non solo. Potremmo anche ipotizzare che, Portoferraio, relegato ad Ospedale di prossimità, diventi nel prossimo futuro il luogo da cui “pescare” personale quando negli altri ospedali c’è carenza, sino a spolparlo. Ricordiamo che oggi, nelle zone disagiate o insulari, i servizi non devono essere calcolati, solo in base al numero dei residenti (33.000), ma il calcolo deve tenere in considerazione anche i flussi turistici (250.000-300.000), le presenze distribuite durante l’anno che si aggirano intorno a 75.000. Si registrano transiti sino a 2 milioni di persone. 

La rete integrata funziona meglio quando le distanze sono brevi cioè in continente. E’ auspicabile anche un’intercambiabilità tra i professionisti dei centri in rete di alcune specialità non ottenibili in loco, ma pensare a continue migrazioni giornaliere da e per l’Elba non garantisce sicuramente un buon livello di prestazioni sull’Isola.

I servizi devono essere presenti in Ospedale e sul territorio dell’Elba! L’invito che i Comitati Riuniti pro Sanità rivolgono a tutti, in particolare alla Regione è quello di rivedere il paragrafo Elba (6.3.4), e di riclassificare l’ospedale di Portoferraio in “Ospedale di base”, in base ai 4 attuali livelli di classificazione regionale.

Lo standard minimo delle funzioni operative da garantire: Pronto Soccorso con Breve Osservazione; Medicina interna, Chirurgia generale, Cardiologia h/24, Anestesia e Rianimazione h/24; Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Neonatologia e Pediatria, il punto nascita almeno di I livello, Oncologia secondo la programmazione regionale, Terapia sub-intensiva multidisciplinare, Radiologia, Laboratorio, Immuno-trasfusionale, Centro di Emodialisi, funzione di Endoscopia digestiva h12, Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale. Servizio di Iperbarica. Ambulatori specialistici.

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