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Attualità mercoledì 13 luglio 2022 ore 17:00

Cinghiali, "numero incompatibile con agricoltura"

Coldiretti: "Ora è necessario fare presto per mettere in campo strumenti per la riduzione del numero", sottolineando rischi anche per la biodiversità



ISOLA D'ELBA — L’isola d’Elba potrà diventare area non vocata ai cinghiali come più volte chiesto e sollecitato dagli agricoltori. 

“Con l’approvazione della proposta da parte della giunta regionale di revoca dell’area vocata su tutta l’Isola in seguito all’esplosione della popolazione di cinghiali che danneggiano le colture e rappresentano una minaccia per la sicurezza di cittadini e dei tanti turisti, arriva finalmente a conclusione un percorso lungo e non certo privo di ostacoli che ha visto partecipare insieme cittadini, agricoltori, le amministrazioni locali, la provincia, l’Atc e la comunità del Parco”.

Ad esprimere soddisfazione per l’approvazione da parte della giunta regionale della proposta, attesa ora al vaglio del Consiglio regionale, di rivedere le norme sulle aree vocate al cinghiali e al muflone, è Coldiretti Livorno che più volte aveva denunciato, durante i tanti incontri, i momenti di confronto pubblici e sui media in questi anni, l’incompatibilità del territorio elbano con la presenza ormai fuori controllo degli ungulati. 

“Diamo atto al vicepresidente, Stefania Saccardi, e alla giunta regionale, di aver mantenuto l’impegno con il mondo agricolo costretto in questi anni a subire inerme le devastazioni dei cinghiali protetti dal regime di territorio a vocazione. E’ un primo formale passo verso la soluzione di una problematica che è sicuramente tra le cause dell’abbandono di molte aree marginali e della chiusura delle aziende anche sull’Isola. – spiega Simone Ferri Graziani, presidente Coldiretti Livorno Ora si faccia presto per mettere in campo gli strumenti previsti per ridurre la popolazione dei cinghiali e tutelare al contempo la straordinaria biodiversità dell’isola, la sua fauna e la sua flora”. 

Ad aggravare una situazione già molto pesante è arrivata anche la siccità che spinge i cinghiali verso i centri abitati in estate affollati dai turisti, sottolineano da Coldiretti.

La mancanza di pioggia, con precipitazioni dimezzate nel 2022, e il caldo record hanno fatto seccare i raccolti e reso asciutti i torrenti portando i branchi sempre più verso i centri urbani e i litorali a caccia di cibo e di acqua. 

L’invasione dei cinghiali viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%), secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali.


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