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Attualità martedì 20 gennaio 2015 ore 17:08

I lavoratori Toremar si appellano a Renzi

Dopo Rossi, i lavoratori marittimi scrivono direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi per rassicurazioni sul futuro dell'azienda



PORTOFERRAIO — Nonostante le rassicurazioni ricevute dall'armatore sardo Franco Del Giudice, a cui la sentenza del Consiglio di Stato ha affidato il pacchetto di quote di Toremar, i lavoratori marittimi puntano in alto e chiedono sul tema un intervento del Presidente del Consiglio. Ecco il testo della lettera:

"Gentile Signor Presidente del Consiglio,

i lavoratori del mare Toremar M/T Aethalia si rivolgono direttamente a Lei per manifestare le proprie preoccupazioni e timori in merito alle conseguenze che potrebbe comportare la recente sentenza del Consiglio di Stato con la quale è stato accolto il ricorso della Toscana Navigazione Srl contro la Regione Toscana e Moby Spa per la privatizzazione della nostra Compagnia Toremar. 

Le varie tematiche esaustivamente esposte nelle precedenti comunicazioni dai singoli equipaggi e dai lavoratori tutti alla Stampa, alla Regione Toscana ed ai passeggeri saranno senza dubbio già a sua conoscenza e ne esprimiamo la nostra piena condivisione. E’ nostro scopo invece con questa nostra lettera esternarLe quanto segue:

Dopo un primo momento di dubbi, accompagnato a speranze di riuscita, che al momento del passaggio della nostra Compagnia al Gruppo Onorato abbiamo a suo tempo dovuto affrontare, siamo ora in grado di esprimere pienamente la nostra soddisfazione in relazione agli obbiettivi sino ad oggi raggiunti avendo l'attuale gestione creato i presupposti per poter svolgere le nostre mansioni di gente di mare con serenità, entusiasmo e rinnovata professionalità. Non c'è dubbio, quindi, che la nuova Toremar sia divenuta una bella realtà nel mondo delle Aziende che creano crescita e quindi occupazione

A tale proposito, vogliamo ricordarLe una Sua frase che ci ha molto colpito e che recitava così: "C'è l'Italia critica che si alza al mattino, schiaffeggia le nuvole e mette il broncio all'arcobaleno a chi non va bene nulla, c'è poi un'altra Italia che vuole uscire dalla crisi smettendo il coro di lamentele e delle litanie".

Ebbene, noi - col passaggio al Gruppo Moby - apparteniamo ora a quest'ultima Italia e visto che siamo "alla via" (come ci esprimiamo noi marittimi), perché rovinare tutto?

Signor Presidente, sappiamo bene che le nostre buone intenzioni sono poca cosa rispetto alle grandi e complesse decisioni che dovranno essere prese in merito di occupazione e più specificatamente quella del lavoro del mare in Toremar, ma con tutto ciò e nonostante ciò, vogliamo auspicare un suo personale intervento per una giusta soluzione dell'attuale stato di controversia tenendo presente le numerose ed univoche conferme sulla garanzia, efficienza e serietà dell'attuale gestione Toremar sia nell'ambito dell'economia Elbana che di tutta la nostra Toscana. Noi ne siamo consapevoli".



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