Interviste Mercoledì 23 Settembre 2026 ore 09:00
Gabriele Canè: la mia Elba da salvare e amare

Scrittore e giurato del Premio Brignetti, il giornalista racconta quella che definisce l’Isola che c’è: "Tra bellezze da custodire e nodi ancora aperti"
CAPOLIVERI — Bolognese di nascita, giornalista professionista dal 1976, con una carriera che lo ha portato a dirigere "La Nazione", "Il Giorno" e "Il Resto del Carlino", Gabriele Canè da lunghi anni è editorialista del Quotidiano Nazionale e autore di narrativa con tre titoli alle spalle e un romanzo nuovo di zecca ("L'orchidea bianca" edito per i tipi di Baldini+Castoldi, ndr.) in rampa di lancio per Ottobre.
Non nasconde il forte legame che negli anni ha preso una forma tutta sua: quello con l'Elba, l’Isola che c’è, sulle cui coste ha costruito ricordi familiari profondi e dove oggi siede in giuria nel Premio Letterario Internazionale Isola d'Elba - Raffaello Brignetti. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare l'Elba con i suoi occhi.
Direttore, lei ha un legame con l'Elba che dura da una vita intera, rafforzato oggi dal suo ruolo in giuria nel Premio Isola d'Elba - Brignetti. Che cos'è per lei, oggi, questa isola?
"È un luogo del cuore nel senso pieno del termine. Perché la frequentazione si è diradata, ma non il riferimento affettivo. Elba è casa, panorami, Montecristo che appare e scompare all'orizzonte, la canoa che ti passa davanti, simile a quella che avevano i ragazzi per andare fino ai Gemini, il chiosco di Patrizia sulla spiaggia di Norsi, la farmacia del dottor Giusti a Porto Azzurro, il Castagnacciaio, Antonio Arrighi, che da ragazzo organizzava il Ferrari club e adesso immerge l'uva nel mare. Il mare, appunto, la montagna. Mille cose. E anche se si torna per un giorno, si ritrova intatto il filo dei discorsi, degli affetti. Un continente, altro che uno scoglio. Un posto in cui si viene in vacanza, ma dove si vorrebbe abitare".
Parliamo di logistica: come vive i collegamenti marittimi e i trasporti dell'isola, soprattutto nei mesi in cui il turismo si dirada?
"I traghetti sono oramai come un autobus anche fuori stagione: ce ne sono in abbondanza. Non a buon mercato, va detto. E anche un po' più lenti: la vecchia ora di navigazione è diventata un'ora e dieci. Chi va piano, va sano e spende meno, in carburante, immagino. Anche l'aeroporto ha una sua funzione positiva, ovviamente di nicchia. Resta la solita pista da allungare per ospitare aerei più capienti, ma in Toscana questo tema è tabù: Firenze aspetta da più di mezzo secolo. Speriamo arrivino presto gli aerei a decollo verticale. Così il problema è risolto".
Lei viene da una vita nel giornalismo e nell’informazione: come giudica l'offerta culturale dell'Elba, tra rassegne, premi letterari e iniziative come quella a cui partecipa?
"Anche in questo l'Elba è un continente, che non vive solo d'estate. La Fondazione Isola d'Elba svolge attività che si spalmano nell'arco dell'anno. Il Premio internazionale Brignetti, da quest'anno, in collaborazione con Banca dell'Elba, stimolerà l'attività letteraria nelle scuole. Poi siti web locali, Rotary, Lions: tutti luoghi dove si discute, dove passano personaggi. Informazione, intrattenimento e cultura. È un peccato che si sia perso nel tempo il premio dedicato a Gaspare Barbiellini Amidei, grande giornalista e scrittore, amico e maestro: ci trovavamo a Carpani, a fare la spesa dal macellaio. Insomma, l'Elba non si addormenta mai".
Quali sono, a suo avviso, le criticità più urgenti che l'isola deve affrontare?
"Credo che debba soprattutto trovare una sua identità turistica. Difficile, e forse sbagliato, essere per tutti i gusti e tutte le tasche. Poi risvegliare ulteriormente la sua vocazione industriale. Se sono nate su uno "scoglio" Locman e Acqua dell'Elba, brand oramai internazionali, vuol dire che si può fare industria di livello anche in aree decentrate e logisticamente penalizzate".
E
quali sono invece i pregi, le cose che più di ogni altra rendono lo
Scoglio speciale ai suoi occhi?
"Il pregio di essere l'Elba. Mare, montagna, pesci, funghi, castagne: tutto quello che vuoi, a ogni stagione. Mio suocero aveva un barchino con cui al tramonto andava a pescare le occhiate. Ma sul camino aveva appeso il fucile da caccia. Quindi, per cosa si era fatta la casa? Per cosa amava quest’isola?"
Da tempo si discute di Comune Unico e di estensione della Zona Economica Speciale alle isole minori per rilanciare l'Elba: che consiglio darebbe a chi la amministra oggi?
"Partiamo dalla Zes: sarebbe un'occasione straordinaria. Ne usufruiscono già le regioni del Sud, e la proposta di estenderla ulteriormente prende sempre più forza. Ma non dimentichiamo che l'Elba era associata alla Cassa del Mezzogiorno, un'opportunità che all'epoca fu sfruttata molto poco, credo. Quanto al Comune, è ovvio che in una realtà di 30mila abitanti — due caseggiati di Roma — avere sette comuni sia un assurdo amministrativo: dispersione, confusione, sette regolamenti urbanistici. Però esiste anche la storia, il campanile. Anche per come fu gestito, il referendum in materia fallì. Ma credo che si debba riprendere il discorso cercando di unificare al massimo regolamenti e servizi: l'uniformità amministrativa può anche coesistere con l'esistenza di più municipi. Ci vuole buona volontà e disponibilità a rinunciare a qualche fetta di "potere". Una ripartenza per arrivare a una conclusione logica, prima che la fusione tra piccoli comuni sia imposta per legge e non più lasciata alla libera scelta — accompagnata, tra l'altro, da una ricca dotazione economica da parte dello Stato. Un'opportunità che l'Elba non ha voluto sfruttare. Almeno per ora".
Letizia Cini
© Riproduzione riservata
Se vuoi leggere le notizie principali dell'isola d'Elba iscriviti alla Newsletter QUInews ELBA. Arriva gratis tutti i giorni alle 7:00 del mattino direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











