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Cronaca sabato 06 giugno 2020 ore 10:25

Tutela del patrimonio culturale, il report 2019

I carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio culturale con i reperti archeologici a Montecristo

Lo rende noto il Comando carabinieri tutela del Patrimonio culturale di Firenze. Ecco gli interventi e i beni recuperati nell'Arcipelago toscano



FIRENZE — In base ai dati diffusi dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Firenze sull'attività operativa del 2019 risulta che sono stati recuperati beni d’arte di provenienza illecita per un valore di sei milioni e cinquecentomila euro. L’analisi dei dati statistici riguardante i fenomeni criminali a del patrimonio culturale, come si legge nel resoconto, ha evidenziato nel 2019 una netta diminuzione di tali reati in Toscana. 

Infatti a fronte di 55 eventi commessi nel 2018, lo scorso anno ne sono stati registrati 38 (-30,9 per cento), in linea con il dato nazionale che ha evidenziato un diminuzione del numero dei furti di beni culturali (474 nel 2018 e 345 nel 2019). La Toscana rimane comunque un obiettivo particolarmente sensibile per la strategica posizione geografica e la capillare presenza di beni artistici diffusi sul territorio prevalentemente custoditi in edifici religiosi ricchi di oggetti facilmente commerciabili, spesso dislocati in zone periferiche o rurali. 

Le attività di contrasto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze hanno consentito il recupero di beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici di pregevole fattura ed il cui valore viene quantificato in circa sei milioni e cinquecentomila euro. Inoltre, sono state sequestrate opere d’arte contemporanee contraffatte che, qualora immesse sul mercato come autentiche, avrebbero potuto fruttare indebiti guadagni, stimati in cinquecentomila euro.

Nell’anno 2019 sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 48 persone, di cui 16 per reati in danno del paesaggio; effettuate 16 verifiche sulla sicurezza di Musei, Biblioteche e Archivi; controllati 717 beni nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti135 esercizi antiquariali e commerciali, 22 mercati e fiere del settore e recuperati 33 beni antiquariali, archivistici e librari, 41 reperti archeologici e sequestrate 14 opere contemporanee contraffatte.

Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, operando sul territorio della Toscana in sinergia con le altre componenti dell’Arma dei Carabinieri ed in particolare con il 4° Nucleo Elicotteri di Pisa, nonché con il supporto tecnico delle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio competenti per territorio, ha assolto alle funzioni di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale anche mediante il monitoraggio dei siti archeologici terrestri e marini, nonché delle aree di interesse paesaggistico e dei sette siti Unesco della regione. Nel corso delle attività sono stati controllati 35 siti tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali e 31 aree archeologiche.

In particolare dal 30 luglio al 30 ottobre 2019, nell’ambito della “Campagna a tutela del patrimonio paesaggistico e dei siti archeologici”, disposta sull’intero territorio nazionale dalla Divisione Unità Specializzate Carabinieri ed eseguita congiuntamente a militari del 4° Nucleo Carabinieri Elicotteri di Pisa, del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, del Reparto Carabinieri del Parco Nazionale “Arcipleago Toscano”, N.A.S. Livorno. N.I.L Livorno, N.I.L. Lucca e funzionari Mi.B.A.C.T. di zona e l’ausilio della motovedetta dell’Arma di Porto Santo Stefano, il Nucleo TPC ha monitorato siti archeologici terrestri, marini ed aree paesaggistiche. 

Tra le attività più significative a tutela del patrimonio culturale alcune hanno riguardato anche l'Elba e l'Arcipelago toscano.

Nel'ambito di tali attività presso l’Isola di Montecristo, in località Punta del Diavolo, sono stati recuperati sei reperti archeologici frammentati, parti di anfora di produzione gallica del II – III sec. D.C., localizzate ad una profondità compresa tra i 35 ed i quaranta metri, appartenenti ad un relitto di epoca medio-imperiale posto ad un profondità di circa 60/70 metri.

Presso l’Isola di Giannutri è stata denunciata una imprenditrice 90enne residente nella provincia di Arezzo per aver costruito nella sua proprietà, posta in area sottoposta a vincolo archeologico diretto, una terrazza, ballatoi in cemento e scale scavate nella roccia per avere accesso all’approdo sottostante.

All' Isola del Giglio sono stati denunciati due imprenditori rispettivamente di 76 e 77 anni per aver realizzato nella loro proprietà, posta in area sottoposta a vincolo paesaggistico diretto, una piscina ed una serie di manufatti in muratura.

All'Elba, a Porto Azzurro, nell’area del porto turistico, sono stati rinvenuti sul fondale marino numerosi frammenti di ceramica appartenenti sia ad anfore romane sia a suppellettili di epoca post-classica, tra cui maiolica decorata e vasellame. I reperti recuperati, il cui valore è stato quantificato in cinquemila euro, sono stati lasciati nel Comune per un primo intervento di dissalazione ed il successivo restauro da parte del funzionario Mibact presente durante tutte le operazioni svolte.



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