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Attualità sabato 10 ottobre 2015 ore 10:04

Da Italia Nostra e dai ragazzi: "Grazie Elba"

​Si è conclusa ieri la campagna per gli scavi archeologici a San Giovanni, le testimonianze dell'associazione Italia Nostra e dei volontari



PORTOFERRAIO — "Che cosa spinge Italia Nostra Arcipelago Toscano a rinnovare ogni anno il proprio appoggio e collaborazione al Gruppo Aithale nei suoi vari interventi sul territorio elbano? Dedichiamo la nostra attenzione a fattori chiave, risultato dell’eccellenza delle ricerche svolte, quali, principalmente: Collaborazione e prestigio delle maggiori università e centri di ricerca toscani, collegati ad una rete internazionale di altri centri accademici che valorizzano l’Elba con i loro studi; Presenza di studiosi, giovanissimi e meno giovani, che considerano lavorare sull’Elba un privilegio, e quindi assicurano una presenza costante e ricca di personale altamente qualificato; 

Fattore del volontariato. In mancanza di adeguati fondi pubblici, questi ricercatori riescono immancabilmente a stimolare un volontariato variegato, che va dalle più conosciute associazioni culturali e ambientaliste, a una larga fascia di cittadini privati e imprenditori; Nascita spontanea di un nuovo interesse didattico per le nostre scuole, dalle elementari alle superiori, in pressoché tutti i comuni elbani, escluso solo uno. 

Hanno partecipato circa 1.500 studenti. Italia Nostra quindi riprende e amplifica il messaggio che indirettamente nasce da queste esperienze dell’archeologia, un settore che può sembrare di nicchia e per specialisti, per allargare il suo significato al futuro dell’isola. Siamo di fronte alla dimostrazione che gli elbani sono veramente interessati alla conoscenza della propria storia, alla salvaguardia dei propri beni, alla valorizzazione delle proprie tradizioni e cultura. Tutte le iniziative che mettono in luce, in maniera qualificata, la nostra storia, sono destinate a rimanere salde nel cuore di chi le recepisce, creando largo consenso e partecipazione.

Arriva, allora, dagli Scavi archeologici di San Giovanni, un messaggio chiaro che scavalca qualsiasi tavola rotonda sulla Cultura o altra dichiarazione politica di intenti, che indica la via per il nostro futuro, che mostra le potenzialità dei giovani, così pieni di energia, risorse, capacità e, non ultimo, sincero entusiasmo. Le nostre priorità sono cosi facilmente delineate, gli investimenti futuri implicitamente indicati: nascita di una scuola elbana qualificata, e ottimale gestione dei nostri beni culturali".

Ma anche i ragazzi che hanno partecipato allo scavo ci tengono a dire la loro:

"L’ultimo giorno degli scavi archeologici corre un’emozione come alla fine di una gita scolastica, si celebra una festa liberatrice dalla fatica e tensione di queste quattro settimane, non molte per uno scavo, ma abbastanza per ragazzi che dalle aule universitarie si trasferiscono tutto il giorno, 8-17, nel posto di lavoro caratterizzato da vita all’aria aperta, pale, picconi, carriole e scarponi da lavoro. È una festa anche per celebrare risultati importanti, scoperte, riconoscimenti, le tante visite di tutte le scuole elbane. Le lezioni all’università chiamano, le tesi aspettano, le ricerche invernali sono ormai prossime, la partenza è inevitabile. 

Compagni di corso provenienti da varie parti d’Italia, dalla Sicilia alla Lombardia, dalla Toscana all’Emilia, hanno vissuto giorno e notte in simbiosi, ospiti come in una foresteria. È una foresteria privata, inventata, offerta generosamente dai proprietari del terreno di scavo: un’anomalia rispetto all’accoglienza riservata a ricercatori che di solito “distruggono” giardini e terreni privati in nome di sopralluoghi archeologici. In altri luoghi limitrofi elbani tale permesso è stato infatti drasticamente negato.

Pasti in comune, offerti dal Comune di Portoferraio, hanno reso questa campagna scavi particolare, curata da cibo sostanzioso e vario. È stata una novità tra le più gradite. Mai prima si era avuto un trattamento così speciale: arrivare a pranzo affamati e stanchi, e trovare ogni giorno tutto pronto, caldo e buono. Sensibile interprete della cultura locale, un gruppo di soci dell’Università del Tempo Libero ha spesso contribuito con piatti dolci e salati, mentre ristoratori di Portoferraio e di Porto Azzurro hanno a turno offerto cene con le specialità del posto.

L’ultima sera, al termine della ormai consueta Festa del Vino, o Meditrinalia, da loro organizzata, si è conclusa davanti al tramonto sulla rada di Portoferraio, uno degli argomenti dei loro studi. Un suggestivo intreccio di scie luminose, dal rosso al rosa, al bianco e grigio argentato, su un mare completamente calmo, ha incantato i ragazzi, intenti sul lungomare a scambiarsi selfie in una specie di mal d’isola che non abbandona. Alla domanda di rito che porgo loro: - “Tornerete l’anno prossimo?” la risposta arriva corale: “Magari, speriamo, faremo il possibile. Grazie!”.



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