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domenica 16 giugno 2019

Attualità domenica 18 novembre 2018 ore 10:03

Reperti "archeologici" di plastica sotto le dune

Plastica nelle dune di Lacona
Foto di: Pagina Facebook di Lacona Beach Supporters

La mareggiata della fine di Ottobre colpendo le dune di Lacona ha fatto scoprire una serie di oggetti in plastica abbandonati negli anni



CAPOLIVERI — La mareggiata del 29 e 30 Ottobre scorsi ha colpito anche le dune sulla spiaggia di Lacona provocando numerosi danni. La forza del mare ha però anche aperto dei varchi che permettono di vedere in alcuni tratti alcuni rifiuti che nel tempo sono stati abbandonati nella zona.

A segnalare i ritrovamenti di oggetti di vari materiali, fra cui anche la plastica è la pagina Facebook "Lacona Beach Supporters", curata dal team dell'azienda Orti di Mare.

Fra gli oggetti in plastica ritrovati nelle dune ce n'è però uno che rende bene l'idea di come gli involucri in plastica resistano al tempo. Si tratta dell'involucro di un gelato, il "Lippo", ghiacciolo antecedente al più noto calippo, che si troverebbe  in quel luogo circa da quarant'anni.

"Il Lippo della Toseroni - si legge sulla pagina Facebook di Lacona Beack Supporters - è un gelato della fine degli anni '70, quello che venne prima del Calippo (Eldorado). Sta quindi qui sotto da una quarantina di anni".

A presentazione delle immagini sulla pagina si legge inoltre:

"Tutta questa plastica dentro le dune centrali di Lacona ci ricorda che queste piccole dune, diversamente da quelle di ponente, sono recenti, in gran parte posteriori agli anni cinquanta (probabilmente oltre). Ci si trova plastica fino a oltre un metro di profondità; dal Lippo della Toseroni a taniche con radici cresciute all'interno. Negli anni '50 e '60 la sabbia è stata prelevata con migliaia di camionate, giorno e notte e le grandi dune presenti in questa zona furono spazzate via. Negli ultimi 60-70 anni si sono formate queste piccole dune centrali. Questa plastica (e vetro e ferro, anche se meno) ce lo ricorda. La maggior parte la si trova nei primi 30-50 centimetri e si nota chiaramente che si tratta del materiale di pulizia degli arenili risalente agli ultimi 20-40 anni, ma ci sono punti in cui la si trova anche più in profondità, meno, perchè meno era la plastica dispersa che si riversava allora sulle spiagge".

"Poi, per alcuni versi, - si legge ancora nella pagina - queste immagini hanno del sorpassato, dell'archeologico del fenomeno superato in gravità, forse fra qualche decennio ci sarà meno plastica di grandi dimensioni dalle radici non spunteranno più cannucce, come vediamo in queste foto, ma saranno le radici stesse a contenere importanti quantità della micro- e della nano-plastica con cui stiamo inquinando l'ambiente".

Ricordiamo che domani, lunedì 19 Novembre, a Portoferraio, si svolgerà il convegno “Isole da salvare: azioni concrete per un arcipelago senza plastica”, dedicato proprio alle azioni da intraprendere per evitare che la plastica danneggi ulteriormente l'ambiente e queste immagini sono un potente esempio di quanto azioni spesso fatte con superficialità possano poi produrre danni irreversibili nel futuro.



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