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sabato 20 aprile 2019

Attualità martedì 13 novembre 2018 ore 08:04

Ripiantati centocinquanta bulbi di gigli di mare

Foto di: Lacona beach supporters pagina facebook

L'iniziativa è stata promossa dai volontari del gruppo Lacona beach supporters in collaborazione con il Parco nazionale Arcipelago toscano



CAPOLIVERI — Fra le zone maggiormente colpite dalla forte mareggiata della fine di Ottobre scorso anche la spiaggia di Lacona con le sue dune. L’erosione delle dune aveva infatti sradicato numerose piante. Nei giorni delle mareggiate sono stati salvati i bulbi di giglio marino presenti sull’arenile che la risacca stava facendo definitivamente sparire. 

"Abbiamo in seguito raccolto quelli presenti - spiegano di volontari del gruppo Lacona beach supporters -  nella spiaggia per evitare che il moto ondoso li portasse definitivamente in mare. Si tratta di alcune centinaia (non li abbiamo ancora contati) di bulbi che abbiamo posto in 8 cassette e conservato presso Orti di Mare".

"Il 4 Novembre - spiegano i volontari - abbiamo informato il Pnat e giovedì 8 abbiamo incontrato sulle dune di Lacona un referente ed esperto del Parco con cui abbiamo fatto un sopralluogo e concordato il da farsi. Inizialmente si era pensato di collocare i bulbi nella parte rimasta nuda di vegetazione ai piedi delle dune fronte-mare ma, in considerazione dell’inverno e della primavera alle porte (con relative mareggiate) si è pensato non fosse il caso; finirebbero in mare alla prossima mareggiata. Si è quindi convenuto di insabbiare parzialmente i bulbi lungo gli ex stradelli che fino a due anni fa attraversavano le dune, ad una distanza utile da altra vegetazione. In questo modo non disturberemo altra vegetazione, intervenendo su una sabbia ancora sostanzialmente nuda".

Sono così stati riposizionati i primi 150 gigli di mare nella sabbia, nei prossimi giorni ne verranno inseriti altri.

"I bulbi sono stati insabbiati a 15-25 centimetri, - spiegano ancora - ritenendo non fosse opportuno spingersi oltre; fino a quella profondità non abbiamo incontrato radici di altre piante; più sotto il materiale era più compatto. I bulbi con radici sono stati interrati alla stessa profondità, disponendo le radici a raggiera attorno al bulbo; gruppi di bulbi con radici intrecciate sono stati insabbiati senza separazione, in gruppo; così com’erano in natura".



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