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Politica sabato 16 maggio 2020 ore 19:49

Le mani sulla città e i furbetti del quartierino

veduta di Capoliveri
Il racconto immaginario di Ruggero Barbetti

Ruggero Barbetti, vicesindaco di Capoliveri, prende in prestito il titolo del celebre film di Francesco Rosi per un suo racconto immaginario.



CAPOLIVERI — Le mani sulla città è un film drammatico italiano del 1963 diretto da Francesco Rosi, un film di impegno civile, una spietata denuncia della corruzione e della speculazione edilizia dell'Italia degli anni sessanta. Significativa infatti è la didascalia del film che recita: «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce.»

Ruggero Barbetti, attualmente vicesindaco di Capoliveri ma per tanti anni alla guida del municipio, e quindi profondo conoscitore della realtà locale, prende spunto da quel film e da quel titolo per un racconto immaginario, annunciato sulla sua pagina Facebook e che riportiamo integralmente qui sotto

Ruggero Barbetti - Vicesindaco di Capoliveri

"Le Mani sulla Città: a Capoliveri c’è la mafia o ci sono i furbetti del quartierino?

Racconto immaginario

La Mafia

Le analisi moderne del fenomeno considerano la mafia, prima ancora che un'organizzazione criminale, un "sistema di potere" fondato sul consenso sociale della popolazione e sul controllo sociale che ne consegue. Questo evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nel consenso della popolazione e nelle collaborazioni con funzionari pubblici, istituzioni dello Stato e politici, e soprattutto nel supporto sociale.

I Furbetti del Quartierino

Il termine indica oggi un gruppo di persone che, in maniera spavalda e arrogante, mai ingenua, cerca di ottenere qualcosa con metodi poco leciti e in modo fraudolento violando o aggirando le difficoltà e le regole, senza curarsi della normativa legale. Per estensione, con tale espressione, nel linguaggio giornalistico si esprime la consuetudine, di alcuni personaggi spregevoli, di comportarsi in modo spregiudicato, doppio e poco trasparente, dissimulando così le proprie vere finalità, spesso con l'intenzione di conseguire un vantaggio personale o di parte.

Capoliveri

Parlare di mafia per Capoliveri sembra eccessivo ma se si legge la definizione, sopra riportata, di cosa sia la mafia vengono i brividi e si gela il sangue: “sistema di potere”, “consenso sociale della popolazione”, “controllo sociale che ne consegue”, “collaborazioni con funzionari pubblici, istituzioni dello Stato e politici”.

Gli ingredienti ci sarebbero tutti, ma vorrebbe dire che si darebbe troppa importanza a ignobili personaggi che come avvoltoi volano sul cielo di Capoliveri.

E’ preferibile allora pensare che a Capoliveri ci siano i “furbetti del quartierino”, un gruppo di squallidi personaggi, non meno pericolosi dei mafiosi, che, in maniera spavalda e arrogante, sembrando dei finti ingenui, cercano di ottenere qualcosa in modo fraudolento violando o aggirando le regole legislative.

Le mani sulla Città o le mani sul Comune?

Sì, “Furbetti del Quartierino” è il termine calzante per indicare coloro che l’amministrazione comunale si sta trovando davanti da un anno e contro i quali sta combattendo una difficile battaglia per il ripristino della legalità, da troppo tempo calpestata da costoro senza alcun rimorso o ravvedimento.

- La gente, quella che non è dalla loro parte, è quasi sempre omertosa perchè ha paura di ritorsioni e in pochi si espongono contro questo sistema, neanche in maniera riservata.

- I “furbetti del quartierino” sono rappresentati e intrecciati con i più alti vertici della politica comunale e millantano il ribaltamento del risultato elettorale, nel quale sperano profondamente, per poter finalmente mettere le mani sulla città attraverso il controllo militare dell’Ufficio tecnico.

- Millantare il ribaltamento del risultato elettorale li rende psicologicamente forti, da un anno a questa parte, nei confronti dei loro collaboratori e clienti ma soprattutto nei confronti di alcuni dipendenti comunali più esposti alle pressioni per il ruolo che ricoprono e allora c’è da verificare se in alcune indagini sui “furbetti” il tempo di risposta a favore venga velocizzato mentre il tempo di risposta contro lor signori venga rallentato. Sono stati intimoriti da “avvertimenti” più o meno velati?

- A Capoliveri i furbetti del quartierino sono così intoccabili che gli amministratori del Comune ricevono segnalazioni, foto e video di reati perpetrati in tempo reale da lor signori e alcuni VV.UU. a cui vengono rappresentate tali segnalazioni riescono magicamente a non trovare nulla, anzi viene relazionato che tutto è in regola. Cittadini esasperati hanno confidato che i furbetti del quartierino venivano e vengono avvertiti prima dei sopralluoghi, ma questo è più difficile da credere.

Tutti i cittadini onesti si augurano che si riesca a debellare questo cancro che attanaglia da troppo tempo la comunità capoliverese purtroppo schiava di miseri personaggi che hanno vissuto la loro vita sempre borderline rispetto al concetto di legalità.

Ma lo Stato, quello con la S maiuscola, non può far finta di niente e lasciare sola l’amministrazione comunale in questa battaglia di legalità per l’onestà.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale".

Ruggero Barbetti, vicesindaco di Capoliveri

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