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mercoledì 22 maggio 2019

Attualità sabato 14 ottobre 2017 ore 12:30

Il dissalatore necessario

Un rendering diffuso dalla Autorità Idrica Toscana

L'intervento della Autorità Idrica Toscana: "Ecco la verità sull’opera che risolverà il fabbisogno idropotabile dell’Isola d’Elba"



CAPOLIVERI — L'Autorità Idrica Toscana interviene sulla questione dissalatore per fare estrema chiarezza. Un intervento necessario, visti i toni polemici assunti dalla discussione degli ultimi giorni, con delle importanti sottolineature tecniche che lasciano poco spazio a recriminazioni. 

"Sul dissalatore dell’Isola d’Elba - si legge nella nota -  serve fare chiarezza e dire davvero le cose come stanno, per evitare informazioni sbagliate, dato che nelle passate settimane si sono lette sulla stampa locale elbana affermazioni approssimative e non veritiere.

L’Elba  - ricorda l'Autorità Idrica Toscana - non ha acqua potabile a sufficienza per una sua autonomia, soprattutto in estate, quando arrivano centinaia di migliaia di turisti. Ad oggi gli acquedotti elbani distribuiscono 7 milioni e 700mila metri cubi d’acqua all’anno, di cui 4 milioni e 100mila arrivano con la condotta sottomarina e 3 milioni e 600mila da risorse e pozzi locali. Quindi, la risorsa idropotabile dell’Elba dipende per il 53% da risorse esterne, che arrivano con un tubone che corre sotto il mare, tra Piombino e Rio Marina. Si può (e l’Autorità Idrica Toscana ha già incaricato il gestore ASA) incrementare l’attivazione di pozzi e addurre acqua da alcune fonti sorgive del Monte Capanne. Ma anche questi interventi non modificherebbero di molto la situazione e l’Elba continuerebbe a dipendere dalla risorsa idropotabile che arriva dalla Val di Cornia.

Ma, se in situazione di “normalità” invernale la crisi idrica non si manifesta, cosa succede, invece, quando all’Elba ci sono circa 100mila abitanti, pur per il temporaneo periodo estivo? E cosa succede quando, come quest’anno, non piove e la siccità incombe?

Succede che tocca ridurre il flusso dell’acqua durante la notte, come il gestore ASA è stato costretto a fare quest’estate. E forse la prossima stagione estiva toccherà razionare l’acqua, con tutti i problemi che ne deriverebbero per abitazioni, uffici pubblici, palestre, bar, ristoranti, pizzerie, alberghi, B&B, impianti sportivi, strutture residenziali, stabilimenti balneari, ecc. In poche parole si creerebbe un enorme disagio per la vita sull’isola o, peggio, dovendo annunciare l’emergenza idrica a inizio stagione, si farebbe un grave danno all’economia locale.

C’è un altro problema per gli elbani: la condotta sottomarina ha più di 30 anni ormai. Ciò significa che, nonostante la manutenzione e gli ottimi materiali con cui è stata costruita, è arrivata quasi a fine vita. Sono 24 chilometri di tubo, per 40 centimetri di diametro, che corrono sotto il mare e, in certi punti, appoggiano su un fondale non omogeneo che ne accentua le oscillazioni e i rischi di rottura.

Per questi motivi serve costruire, come da progetto approvato, il dissalatore a Mola, che non sarà un brutto edificio industriale, ma una costruzione ben fatta di basso impatto ambientale e che comincerà, con i suoi 80 litri/secondo, a dare un po’ di sollievo idrico all’Elba. Il dissalatore è pure l’investimento più economico, rispetto al raddoppio della condotta sottomarina, rispetto a invasi o grandi bacini artificiali.

Si possono rassicurare gli elbani - afferma ancora l'Autorità Idrica Toscana - anche coloro che sono perplessi dell’opera o hanno interessi privati confliggenti, che non ci saranno rischi di alcuna natura.

Già molte isole dell’arcipelago toscano, non meno belle dell’Isola d’Elba, hanno un dissalatore che assicura autonomia idrica: l’Isola del Giglio, Giannutri, Capraia. Certo, occorre fare un impianto che riduca al minimo ogni tipo d’impatto e, in questo senso, l’impegno di ogni soggetto istituzionale deve essere massimo. Ma una cosa è chiara: l’Elba deve cominciare a diventare più indipendente dal punto di vista idrico".



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