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Attualità lunedì 28 dicembre 2015 ore 12:46

Con il Contributo entrerebbero 2 milioni di euro

La conferenza dei sindaci si incontrerà nei prossimi giorni per studiare le nuove prospettive che si aprono con il passaggio al contributo di sbarco



CAPOLIVERI — Con l'introduzione del contributo di sbarco che, nel collegato ambientale alla legge di stabilità, va a sostituire la tassa di sbarco, si aprono nuovi scenari per l'economia elbana.

La norma recentemente approvata permette da un lato di alzare il tetto di quanto ogni turista versa al suo approdo sulle sponde elbane dagli attuali 1,50 euro a un massimo di 2,50 euro (con la possibilità solo in casi speciali di arrivare a 5 euro) e dall'altra amplia in modo significativo il ventaglio delle possibili destinazioni dei proventi. Anche la sistemazione della norma nel collegato ambientale rende l'idea.

Lontana da essere una "ecotassa" come sperava parte dei movimenti ambientalisti, rimane comunque importante la possibilità di prevedere fra gli usi possibili tematiche come raccolta e di smaltimento dei rifiuti, interventi di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori.

Il passaggio al massimale di 2,50 euro farebbe entrare nelle casse elbane più o meno 2 milioni di euro a fronte degli 1,4 raccolti con l'attuale tassa di sbarco. Una somma ingente che potrebbe andare a rimpinguare le sofferenti finanze di alcuni comuni elbani in difficoltà economica.

Cosa decideranno di fare le amministrazioni si deciderà in una riunione della gestione associata del turismo in agenda per la seconda metà di gennaio ma non ancora convocata e che potrebbe essere anticipata appunto per fare il punto sulle novità introdotte con il contributo di sbarco.

"Nell'immediato le cose potrebbero rimanere come stanno - spiega Claudio Della Lucia, referente della Gestione Associata - ma in vista della prossima stagione turistica ci potrebbero essere dei cambiamenti. I sindaci si devono trovare e parlarne perchè la scelta su come usare i fondi che entrerebbero spetta a loro".

Eventuali cambiamenti andrebbero poi recepiti nei rispettivi consigli comunali. "Finora si era scelto di mantenere tassa di sbarco a 1,50 - continua Della Lucia - ma già in passato alcuni comuni avevano avanzato la richiesta di alzarla a 2 euro, adesso andranno vagliate tutte le istanze e i sindaci dovranno trovare un accordo".

Con le nuove destinazioni si aprono quindi scenari inediti (posto che la destinazione turistica, e quindi la promozione alla quale è destinata gran parte dell'attuale tassa di sbarco, rimane): è possibile ipotizzare un contributo maggiore a infrastrutture turistiche come l'aeroporto o un investimento comune sui servizi di trasporto, per non parlare della salvaguardia ambientale. Accanto a queste ipotesi c'è anche quella che i singoli comuni chiedano una fetta maggiore degli introiti per i servizi ai cittadini.

Insomma torna tutto in gioco anche se alzare il contributo al massimale di 2,50 euro potrebbe avere effetti controproducenti sull'affluenza: "Anche questo è un aspetto che dovremo valutare - conferma Della Lucia - così come tutti i diversi usi che se ne potrebbero fare". Una norma che va anche vista nell'ottica più ampia di una nuova e complessa legislazione sui finanziamenti che i Comuni stessi potranno attingere da Stato e Regione.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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