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sabato 14 dicembre 2019

Politica venerdì 18 ottobre 2019 ore 09:30

Variante, "Le minoranze sono state escluse"

Marina di Campo

Le minoranze del Comune di Campo nell'Elba criticano il modo di procedere dell'amministrazione Montauti riguardo allo sviluppo del territorio



CAMPO NELL'ELBA — Le minoranze consiliari compatte scrivono una lettera aperta al sindaco del Comune di Campo nell'Elba e criticano l'operato dell'amministrazione riguardo al modo di portare avanti la Variante al Piano strutturale, recentemente presentata in un incontro pubblico (leggi qui l'articolo).

Lettera aperta al Sindaco del Comune di Campo nell’Elba

"Egr. Sig. Sindaco

È con rammarico che dobbiamo constatare ancora una volta l’incapacità di svolgere il ruolo Istituzionale a cui Lei è chiamato. Il riferimento è alla 'presentazione della variante al Piano Strutturale' che in data 15 Ottobre scorso ha illustrato alla cittadinanza. Non possiamo soggiacere sul modo in cui siamo venuti a conoscenza di tale evento.

Un argomento di importanza vitale per il nostro territorio non può essere oggetto di scelte individuali, avvenute senza il coinvolgimento di tutte le rappresentanze che compongono il Consiglio ComunaleSappiamo bene che Lei e la sua amministrazione non sopporta il confronto e la discussione e non ci meravigliamo più di tanto sull’atteggiamento che per l’ennesima volta è stato assunto omettendo perfino di invitare i consiglieri al confronto pubblico per la presentazione di uno strumento importantissimo.

Non accettiamo che siano ignorate le rappresentanze d’oltre il 60% dei cittadini di questo comune. Più volte in Consiglio Comunale è stata manifestata la volontà e preso impegno da parte della maggioranza di convocare riunioni dei capigruppo consiliari che sistematicamente sono stati disattesi nei due anni trascorsi. Solo esternazioni di circostanza con parole vuote e promesse disattese.

Non crede che il ruolo che riveste, se pur rappresentando la minoranza dell’elettorato, debba essere portavoce di tutta la cittadinanza?

Non comprendiamo come possa essere entusiasta dell’affluenza di circa 40 persone (sala gremita) su un totale di circa 5000 cittadini del nostro Comune.

Siamo venuti a conoscenza che al tavolo operativo vi era la presenza del solo vicesindaco, di un consigliere e del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, oltre a Lei e ai professionisti che hanno elaborato la bozza del Piano Operativo.

Sembra quasi che Lei voglia far pesare più il suo ruolo di Architetto rispetto a quello di Sindaco.

Alcune scelte che ha evidenziato nell’articolo di stampa possono essere condivisibili mentre altre risultano non realistiche e di conseguenza improponibili.

Non possiamo comunque entrare nel merito in quanto non siamo stati messi in condizione di conoscere.

La questione possiamo dire però che evidenzia una incapacità amministrativa e scarso senso di responsabilità istituzionale. Scelte inappropriate ed inopportune possono pregiudicare il buon esito dell’iter per l’adozione in tempi brevi di questo strumento che la cittadinanza aspetta ormai da troppo tempo.

Facendo gli avvocati del diavolo, si potrebbe pensare che ciò sia studiato ad arte perché l’iter duri fino a ridosso delle prossime elezioni. Attenzione però perché il diavolo fece le pentole ma si dimenticò di fare i coperchi.

Capiamo anche la sofferenza dei consiglieri di maggioranza, che sono chiamati a ridosso di decisioni importanti senza conoscere i contenuti degli atti amministrativi su cui sono chiamati a votare. Questo è il classico atteggiamento di coloro che vogliono coinvolgere altre persone senza assumersi in pieno le proprie responsabilità.

Non possiamo dare un giudizio positivo su quanto successo e non vogliamo essere certamente coinvolti in questioni che non conosciamo. Vorremmo che le iniziative intraprese riguardanti le scelte della gestione del nostro territorio non fossero assunte da singoli soggetti o giustificate come scelte imposte da chi elabora il Piano.

La vostra amministrazione, se pur volenterosa, come qualcuno si affanna a dire, non è capace di rapportarsi né con i cittadini né, tanto meno, con gli altri organi istituzionali. Il malessere che serpeggia in giro ci spinge a chiedere che vi facciate da parte. Siete sempre in tempo.

Un vecchio detto recita: sbagliare è umano ma perseverare è diabolico".

Giancarlo Galli, Massimo Mazzei, Lorenzo Lambardi e Vai Daniele 



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