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Politica mercoledì 25 maggio 2016 ore 09:38

"Gap democratico, valutiamo le dimissioni"

La minoranza consiliare guidata da Vanno Segnini va all'attacco dopo l'approvazione del regolamento comunale: "Regime di stampo nord coreano"



CAMPO NELL'ELBA — "Dopo un contestato confronto in commissione dei regolamenti la maggioranza ha approvato nell’ultimo consiglio comunale, con il voto contrario delle minoranze, il nuovo regolamento per il funzionamento del consiglio. Quello che la legge disciplina come un fondamentale strumento per la disciplina dello svolgimento dei lavori del consiglio comunale, viene trasformato dalla compagine del Lambardi in un mezzo per annullare la minoranza consiliare ed impedire alla stessa di svolgere correttamente il ruolo affidato.

Inoltre viene anche resa pressoché inutile anche l’unica commissione consiliare dove vengono discusse le bozze di regolamenti comunali, successivamente approvati in consiglio. Perché affermiamo quanto sopra? Cerchiamo di spiegarlo ai cittadini del comune di Campo.

Secondo quanto stabilito dal nuovo regolamento il consigliere è autorizzato a parlare nel consiglio comunale una e una sola volta per ciascun argomento e solamente per un tempo preassegnato in funzione della natura del punto all'ordine del giorno. Poi basta, silenzio assoluto. Inoltre il consigliere viene mandato a casa se si assenta per ben tre volte durante il suo mandato senza essersi giustificato. Mentre, la commissione regolamenti, nonostante esprima pareri obbligatori, diventa superflua se non risultano presenti i suoi membri. 

Di fatto non si può discutere tra maggioranza ed opposizione i punti all’ordine del giorno nel consiglio comunale e, per la commissione, se ci sono i componenti bene se no non si utilizza e va bene lo stesso. Tale assetto non esiste in nessun Comune dell’Elba, nonostante quanto affermato falsamente dal sindaco in consiglio comunale in risposta alle nostre rimostranze. 

Infatti, contrariamente a quanto raccontato in consiglio, il Comune di Portoferraio ha quattro commissioni consiliari divise per varie materie (art. 51 del loro regolamento). Almeno in consiglio è opportuno non raccontare cose non vere.

E tale assetto istituzionale esiste in quei Comuni di grandi dimensioni dove gli atti regolamentari che arrivano in consiglio hanno prima effettuato un percorso nelle commissioni e non abbisognano di particolari interventi in consiglio comunale e basta in tal caso un semplice intervento che chiarisca la posizione del gruppo medesimo.

Ma questa non è la nostra realtà, dove l’unico luogo vero di confronto democratico tra la maggioranza e l’opposizione è il consiglio comunale. Anche nel nostro statuto è prevista la costituzione di commissioni consiliari permanenti ma il nostro sindaco se ne guarda bene di costituirle, la sua preoccupazione è quella non di far partecipare i consiglieri alla vita del Comune o meglio ancora quella di tappare loro la bocca.

Gli atti vengono resi noti poco prima del consiglio comunale, con un contenuto reso il più ermetico possibile. Con questo regolamento in consiglio non si discuterà più niente, sarà concesso un solo intervento di breve durata senza la possibilità per nessuna replica a quanto sostenuto dalla maggioranza. Questa saranno le regole. E bada bene, caro consigliere, ci rivediamo tra uno o due mesi, e vedi di non assentarti perchè altrimenti ti mandiamo a casa. 

A Campo stiamo riscoprendo il ventennio o, meglio, ci adatteremo ad un regime di stampo nord coreano dove tutti saremo riverenti nei confronti del caro leader. Le promesse iniziali erano un progetto chiaro basato sulla partecipazione la trasparenza, la legalità. 

Caro sindaco, noi non ci pieghiamo a queste sue regole. Se l'obiettivo è quello di tapparci la bocca, allora scriviamolo chiaramente nel regolamento: Non è consentito ai consiglieri comunali di minoranza di interagire con le decisioni della maggioranza e la loro presenza sarà destinata ad alzare la mano o meno per le votazioni. 

Ne prenderemo atto e ce ne andremo a casa, certamente abbiamo tanta passione politica e volontà di rappresentare chi ci ha votato ma anche tanta dignità che non ci consente di subire i suoi soprusi".


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