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Politica domenica 24 luglio 2016 ore 12:30

"Ecco perchè ci siamo dimessi, tutta la verità"

Per la prima volta parlano gli ex assessori Eleonora Scotto Di Santolo e Emanuele Mazzei spiegando le motivazioni che li hanno portati alle dimissioni



CAMPO NELL'ELBA — Finora ambedue avete parlato con un comunicato stampa, risalente a prima dello scioglimento, che ha lasciato diverse zone d'ombra. Cos'è successo negli ultimi giorni che vi hanno portato a dimettervi? Perchè adesso sì e un mese fa no?

"E' doveroso fare una premessa: in questa vicenda non ci sono vincitori. Anche noi ne usciamo sconfitti perchè ci credevamo. Credevamo nel sindaco, credevamo nel programma, nella maggioranza. Ci abbiamo creduto tantissimo. Però effettivamente qualcosa è cambiato, anche fin dall'insediamento".

C'erano problemi fin dall'inizio?

"Sì, dobbiamo ammettere che un gruppo coeso non lo siamo mai stati, c'erano delle grosse disparità"

Ma nonostante questo siete andati avanti 26 mesi

"Qua purtroppo ci dobbiamo prendere la responsabilità di aver tenuto insieme il gruppo di maggioranza quando ci fu la grossa crisi del vice sindaco, di aver fatto da collante in quella situazione".

E' stato quello il momento in cui le cose sono precipitate?

"Quello è stato un momento di crisi politica forte. Ci siamo riuniti, abbiamo parlato molto, ma avevamo perso l'identità di lista civica. Con la nomina di De Rosas abbiamo perso completamente l'identità civica"

In quel momento l'amministrazione si è definitivamente caratterizzata per un certo colore?

"Sì e noi ci avevamo creduto nella lista civica, noi e tutte le persone che ci avevano votato. In quel momento la situazione è cambiata e non ci siamo più trovati a nostro agio in quella situazione. Non siamo mai stato un gruppo vero e proprio ma in quel momento lo stacco è diventato molto grande"

Cosa rimproveri in quel momento a Lambardi?

"Di non aver mantenuto quel patto elettorale, in quel momento il vice sindaco doveva essere dell'altra compagine"

Da questa situazione però emerge anche una colpa per Rinascita Campese

"Sì, gli errori ci sono stati da entrambe le parti, lo ammettiamo"

Però torniamo alla domanda principale: il tradimento del civismo c'è stato sei mesi fa. Da allora all'altro ieri cos'è cambiato? Spiegateci cosa non funzionava in giunta

"Non c'era più condivisione, non c'era più fiducia nei nostri confronti. Certe volte venivamo a sapere le cose direttamente in giunta al momento del voto. Noi non abbiamo mai detto no a priori, abbiamo sempre chiesto dei chiarimenti sulle decisioni che non ci venivano però mai dati"

Mi fate degli esempi?

"Uno è il cartellone degli eventi estivi, io li ho conosciuti quando mi è arrivata la brochure in negozio. In giunta mi sono trovata una proposta per un evento che secondo me aveva un costo eccessivo e quando ho chiesto spiegazioni sono stata attaccata. Oppure la promessa di uscire dalla gestione associata della polizia municipale. E' un anno che abbiamo fatto la delibera per avere un capo area a Campo. Era un impegno preso in campagna elettorale quello di portare i vigili a Marina di Campo, rendere loro dignità. Perchè abbiamo bisogno di più sorveglianza sul territorio. Ci dicevano che per le nostre proposte non c'erano mai fondi"

Se questo era il tipo di ambiente che regnava in giunta, allora perchè non dimettersi e far entrare altri due consiglieri al vostro posto? Se non credevate più nel progetto, perchè semplicemente non prendere le distanze senza far cadere tutta l'amministrazione?

"Eravamo partiti come squadra e se la squadra non funziona si cambia, non solo un paio di giocatori. I campesi avevano votato questa squadra di governo e la nostra responsabilità era verso di loro. Non è stato facile prendere questa decisione"

Quanto ci avete pensato? E avevate chiare le conseguenze di uno scioglimento del consiglio?

"L'alternativa era permettere che l'amministrazione stesse là inerme, a produrre poco, come stava accadendo. Ci siamo presi la responsabilità di dare un taglio netto per il bene del paese"

Quindi ora commissariamento

"Sì ma ci teniamo a precisare che non è la tragedia che è stata dipinta. Questo terrorismo è sbagliato: ci sono tanti esempi, dalle città grandi alle realtà piccole, in cui il commissario ha operato bene e nell'interesse del paese. Prima di decidere ci siamo informati bene e deve essere chiaro che i poteri di un commissario sono in tutto e per tutto uguali a quelli del sindaco sia in materia ordinaria che straordinaria. I bandi, i lavori, le scuole, tutto quello che ci vogliono far credere che si ferma per due anni, vanno avanti. Questa estate, quel poco che è stato programmato, verrà effettuato. Poi, di cosa dobbiamo avere paura: che con il commissario i bidoni da puliti diventino sporchi? E' già così, che la strada si riempia di buche? E' già così. Purtroppo atti di gestione di questo tipo ne abbiamo fatti pochi: noi ci prendiamo le nostre responsabilità ma che se le prendano anche gli altri"

Prima parlavate di un rapporto diverso che aveva Lambardi con voi rispetto a quello che poi succedeva in giunta. Cosa vuol dire?

"Purtroppo è così. Vuol dire che ogni volta che parlavamo con Lorenzo, perchè parlavamo spesso, appoggiava le nostre proposte ma quando le portavamo in giunta cambiava tutto"

Gli imputate di non aver difeso il vostro lavoro quindi?

"Sì, è così".

Lambardi ha parlato di imboscata. Perchè non vi siete confrontati prima di dimettervi?

"Ci sono stati molti momenti in cui abbiamo manifestato il nostro dissenso verso le scelte che stava compiendo questa amministrazione, l'ennesima riunione con le ennesime rassicurazioni non sarebbe servita a nulla"

Perchè allora non accettare un confronto pubblico in consiglio comunale in cui spiegare la situazione ai cittadini?

"C'era un forte imbarazzo in alcuni consiglieri che erano molto pressati da persone vicine alla giunta per fare da stampella, abbiamo deciso di dare un taglio netto a quella situazione che metteva molti a disagio. Ai campesi lo spieghiamo ogni giorno incontrandoli di persona"

Un'accusa che vi è stata mossa è quella che queste dimissioni, e lo scioglimento del consiglio, sia stata un'operazione ideata e condotta fuori dal municipio, con persone che non sono all'interno dell'amministrazione

"Respingiamo del tutto queste accuse: dietro non abbiamo nessuno, è una nostra scelta e chi ci conosce sa bene che non rispondiamo a altri. Abbiamo rotto con l'associazione Rinascita Campese proprio per liberi anche dal sospetto di influenze"

Come avete vissuto questa vicenda il giorno dopo? Che tipo di reazioni avete avuto?

"Messaggi e chiamate di appoggio da chi ci sosteneva"

Ma erano gli stessi che però criticavano fino al giorno prima

"Le critiche che ci arrivavano era per l'immobilismo dell'amministrazione: che non facevamo nulla, che tutto quello che era stato promesso non era stato mantenuto"

Per esempio?

"Il famoso palazzo di cristallo. I cittadini venivano spesso ricevuti dal sindaco, questo è giusto riconoscerlo a Lorenzo che non si è mai tirato indietro, ma poi nei fatti le cose non cambiavano"

Quindi cosa riconoscete e cosa imputate a Lambardi?

"Gli riconosciamo un grande impegno, passava davvero dieci ore al giorno in municipio a lavorare ma di tutto questo lavoro non si vedevano i risultati. E poi la gestione del gruppo di maggioranza"

Col senno di poi: è stato un errore provare quell'esperimento di lista civica con due gruppi così distanti? Quello di Lambardi era un progetto che non poteva funzionare o avrebbe potuto funzionare in altre circostanze?

"Difficile dirlo adesso ma pensiamo che mettere insieme due anime così diverse sia stato un errore fin da subito. Ai campesi vogliamo dire che ci dispiace per la situazione che si è venuta a creare ma quello che è successo non causerà problemi a Campo: il commissariamento non è una tragedia. Ci assumiamo tutte le nostre responsabilità ma era necessario cambiare direzione per il bene del paese. Ci teniamo a ringraziare davvero di cuore tutti i dipendenti comunali che hanno sempre lavorato anche dopo l'orario e che ogni giorno mettono il cuore per Campo"

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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