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Politica sabato 16 luglio 2016 ore 17:55

"Non sto sulla graticola, deluso da chi lascia"

Il sindaco Lorenzo Lambardi commenta la decisione dei due assessori di abbandonare la compagine di governo: "Nemmeno una telefonata"



CAMPO NELL'ELBA — Delusione è il sentimento che anima in queste ore il sindaco Lorenzo Lambardi, consapevole che molto probabilmente potrebbero essere le ultime con la fascia tricolore.

Una delusione prima umana che politica perchè è proprio sotto l'aspetto umano che il passo indietro dei due assessori Eleonora Scotto Di Santolo e Emanuele Mazzei lo ha colpito di più. "Ho scoperto delle loro dimissioni per puro caso - commenta - nessun confronto, nessuna telefonata o comunicazione. E' stata una vera imboscata e, sotto il profilo personale, un atto molto basso".

La consapevolezza che le speranze di rimanere alla guida del Comune sono ridotte al lumicino si affaccia fin da subito anche se Lambardi pone subito un paletto: "Giovedì 21 c'è il consiglio comunale e all'ordine del giorno c'è da tempo un atto fondamentale per il futuro non solo di Campo ma di tutta l'Elba: la variante per l'allungamento della pista dell'aeroporto. Io ho preso un impegno con i miei cittadini e così hanno fatto i due assessori, mi aspetto che tengano fede almeno ai loro elettori votando con noi".

E' quella l'eredità che Lambardi lascerà al termine dei quasi tre anni di governo del paese. Un'esperienza nata con l'impegno, a posteriori forse troppo gravoso, di tenere unite due anime che politicamente parlando sono molto distanti: "Avevamo preso un impegno e, dopo l'uscita di Danesi e Spinetti, avevamo avuto un confronto interno, ci eravamo detti che avremmo continuato per il bene del paese ma per governare ci vuole pazienza e coraggio e chi ora se ne va forse si aspettava qualcosa di diverso, non ha capito cosa vuol dire governare".

"Campo nell'Elba è un grande comune e tale rimarrà anche se non ci sarò io. Difenderò sempre l'operato della mia giunta così come ho difeso quello fatto anche dai due assessori che ora vanno via. E' una questione di rispetto, quel rispetto che mi è stato insegnato dalla mia famiglia e che ho sempre applicato anche agli avversari politici. Quel rispetto che loro non hanno ritenuto di riservare a me dopo che avevamo condiviso un impegno comune per questi due anni, anche al di fuori del lavoro, sacrificando tempo per gli affetti, per la famiglia".

Quella che è mancata, secondo Lambardi, è stata la riconoscenza: "Sono persone che ho accolto e con le quali ho condiviso molto altro oltre la politica, è questo che mi ha addolorato di più. Quello che è certo è che io non starò zitto e fermo: non so se in consiglio comunale o da semplice cittadino ma ho giurato sulla Costituzione di servire la mia comunità e lo farò in qualsiasi modo potrò, fino all'ultimo giorno".

"Se c'è un insegnamento da trarre da questa vicenda - conclude Lambardi - è che non è la politica o un partito ad aver affossato questa amministrazione ma è il personalismo che ancora regna incontrastato in questa società, ci vuole umiltà quando si fa l'amministratore, umiltà e rispetto".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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