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Attualità martedì 06 settembre 2022 ore 17:15

Capo Poro, Montauti: "Vicenda molto grave"

Il sindaco di Campo nell'Elba spiega che tutti i permessi sono sospesi e che il proprietario deve riaprire l'accesso al sentiero



CAMPO NELL'ELBA — "Quello che sta succedendo a Capo Poro è molto grave. In questi mesi abbiamo più volte predisposto atti ufficiali con i quali si chiedeva al proprietario di riaprire il sentiero 139 e togliere una recinzione che di fatto impedisce a cittadini e turisti di accedere al faro di Capo Poro ma il proprietario ha sempre risposto con atti di prepotenza rafforzando la chiusura di tutta la zona. Oggi l’accesso è impedito addirittura dal filo spinato". 

Il sindaco di Campo nell'Elba Davide Montauti interviene per commentare la situazione nella zona di Capo Poro (vedi articoli correlati sotto) dopo un'ulteriore segnalazione da parte di Legambiente Arcipelago Toscano.

"Ho visto personalmente i cartelli posti all’inizio del sentiero con i quali si tenta di far desistere chiunque a salire fino alle postazioni militari e al faro - spiega il sindaco Montauti - ed è incredibile la modalità con la quale è stata realizzata la recinzione con i pali di ferro dentro il Parco Nazionale, la rete metallica con il filo spinato che corre per centinaia di metri lungo un perimetro che di fatto impedisce l’accesso a chiunque". 

"Gli uffici comunali - aggiunge Montauti - hanno comunicato più volte al proprietario di lasciare aperto il passaggio perché tutti i suoi permessi sono sospesi ma in questi mesi abbiamo dovuto registrare solo continui atti di diniego.
Un’escalation di interventi, spesso sanzionati dagli organi di polizia giudiziaria perpetrati a danno di un patrimonio di natura, cultura e memoria che appartiene a questa Comunità e alle generazioni che verranno. Capo Poro è un pezzo della nostra storia con la sua batteria costiera, è la memoria di chi ha sacrificato la propria vita durante la guerra. Quella recinzione che impedisce l’accesso al Faro e alle batterie dove è posta la targa in memoria dei cinque marinai morti per lo scoppio del cannone il 27 maggio del 1943 è solo una dimostrazione di forza che offende vivi e morti ed è umanamente inaccettabile". 

"È incredibile - prosegue Montauti - dover registrare che ci ritroviamo gli uffici bloccati perché basta un buon avvocato e una conoscenza delle procedure per impedire di fatto che gli atti e i provvedimenti producano effetti in tempi rapidi. E questa è una modalità che si ripropone almeno per altre due o tre situazioni.
Quanto alle capre che in questi anni si sono moltiplicate in quelle zona diventando selvatiche e dannose per tutto l’ecosistema vorrei sapere chi ne rivendica la proprietà. Non credo siano arrivate a capo Poro con un’astronave aliena".


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