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Politica lunedì 07 settembre 2015 ore 16:39

Alessi, ecco la "memoria difensiva" su Bagnaia

L'ex sindaco, con lunga e articolata nota, difende il suo operato e quello della sua amministrazione dopo la scoperta della nota dell'Anticorruzione



RIO ELBA — In termini processuali sarebbe quella che viene chiamata "memoria difensiva", cioè un atto spontaneo in difesa delle proprie ragioni che, in questo caso, sono per l'ex sindaco di Rio Elba Danilo Alessi, la reputazione e l'operato della sua amministrazione dopo la scoperta, e la diffusione, di un documento redatto nell'aprile 2013 da quella che è ora l'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) sui lavori a Nisporto e Bagnaia.

Alessi nega qualsiasi addebito: la relazione del funzionario era - secondo lui - conoscibile e conosciuta, non ci sarebbero indagini in corso e sarebbe significativo che, dati gli anni trascorsi, nessuna autorità pubblica si sia mossa in giudizio per la questione.

Ricordando che un'indagine in corso c'è, come confermato a più riprese dal sindaco Claudio De Santi, diamo pieno spazio all'esposizione di Alessi in merito che si conclude (scusate lo spoiler, ndr) con l'annuncio dell'ex sindaco di volersi avvalere di un legale: 

"In merito al contenuto della delibera n° 74 del 28/8/2015 assunta dalla Giunta del Comune di Rio nell’Elba sulla vicenda del Fosso di Bagnaia, pubblicata e commentata con evidenza dalla stampa locale, ritengo necessario, limitandomi a considerare solo ciò che attiene all’Amministrazione da me presieduta, precisare quanto segue.

1) L’audizione a Roma con i funzionari dell’Avcp, a cui io stesso partecipai unitamente al segretario e al tecnico comunale, avvenne a seguito della denuncia, trasmessa anche alla Corte dei Conti e ad altre Istituzioni pubbliche, da parte del capogruppo di minoranza, al quale, non casualmente, l’Avcp trasmise copia della relazione inviata all’Amministrazione comunale, così come si evince dall’allegato alla delibera di Giunta sopra citata. 

Per quel che ricordo tale relazione, redatta dall’Ing. Carlo Cresta dell’Avcp, venne regolarmente protocollata e trasmessa in posta certificata a tutti gli uffici interni competenti, fra cui il responsabile dell’area tecnica Arch. Luca Tordelli, che, per suo conto e propria competenza, aveva già a sua volta trasmesso gli atti in possesso dell’Avpc alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno e alla Regione Toscana, ed aveva altresì provveduto alla messa in mora di tutti i soggetti coinvolti allo scopo di tutelare gli interessi della Amministrazione. 

Ciò appare chiaro comunque ad una lettura non superficiale e non volutamente “distorta” della relazione dell’Ing. Cresta allorquando si invita la Stazione appaltante, e cioè il Comune, a prenderne atto, “anche a seguito della messa in mora dei soggetti ritenuti responsabili e della denuncia alla competente Corte dei Conti” a cui, evidentemente, l’Amministrazione aveva già formalmente provveduto.

Ciò premesso appare evidente:

- che la relazione dell’Avcp era facilmente rintracciabile al protocollo e negli archivi degli uffici comunali competenti e non c’era alcun motivo che qualcuno la nascondesse chissà dove e perché, tanto più che era anche ufficialmente in possesso del capogruppo di minoranza. 

Pertanto grave non è il fatto, come ha dichiarato il sindaco De Santi, che solo ora tale documento sia stato rintracciato, ma grave è che si insinui il sospetto che qualcuno della precedente Amministrazione lo abbia volutamente nascosto; 

- che dalla stessa dichiarazione dell’Avcp risulta che l’Amministrazione aveva già provveduto alla messa in mora e alla denuncia alla Corte dei Conti, alla quale, tra l’altro, la minoranza e il responsabile dell’area tecnica avevano precedentemente inviato tutta la relativa documentazione;

- che a tutt’oggi, per quel che si sa, la Corte dei Conti non ha ritenuto opportuno avviare alcuna indagine ispettiva, ad eccezione di una verifica su tutt’altra questione, tra l’altro marginale, in merito all’incarico affidato ad un professionista esterno per il collaudo dei lavori eseguiti sul fosso di Nisporto. 

Sarebbe pertanto corretto che il Sindaco non si limitasse a parlare di non meglio precisate indagini della Magistratura contabile ma che coinvolgesse, laddove ve ne siano fondati motivi, i precedenti Amministratori per gli opportuni chiarimenti. Nel merito, tra l’altro, viene da chiedersi quali siano “gli inquirenti” citati dal Sindaco che attualmente svolgono le indagini, giacché non risulta che siano stati inviati dalla Corte dei Conti o dalla Regione Toscana, che concesse i finanziamenti, e tanto meno dalla Procura della Repubblica.

2) Sulla forma e sul contenuto della delibera della Giunta, da cui emerge chiaramente la finalità di sollevare un polverone mediatico a copertura, forse, delle attuali difficoltà amministrative o di altre ragioni a me ignote, ci sarebbero molte cose da dire. Mi limito a rilevare:

- che per un atto di tale delicatezza ed esposizione mediatica pare almeno singolare che il Sindaco non abbia ritenuto essere presente alla riunione della Giunta; 

- che il Segretario comunale ha espresso “parere non favorevole” all’approvazione della proposta di delibera in quanto la stessa a suo giudizio non aveva natura di atto di indirizzo e pertanto doveva essere corredata dai necessari pareri di regolarità tecnica e contabile;

- che l’Amministrazione da me presieduta, considerato che erano trascorsi quattro anni dalla data dell’incarico affidato all’Ing.Fernando Muccetti (novembre 2007) alla data della relazione dell’Ing.Cresta (febbraio 2012); tenuto conto del lavoro di studio e progettazione nel frattempo svolto dal professionista, che comunque avrebbe dovuto essere riconosciuto e quindi liquidato e pagato con aggravio del bilancio comunale; ed infine valutati i tempi non brevi che certamente sarebbero stati necessari per la scelta di un altro professionista, la stesura di un nuovo progetto e l’acquisizione dei pareri obbligatori per legge ( Autorità di bacino e Soprintendenza ), ritenne di non procedere all’annullamento dell’incarico professionale affidato nel 2007 dalla precedente Amministrazione;

- che nella relazione dell’Ing.Cresta, pur chiara ed apprezzabile, e anche nel testo della delibera n°74 della Giunta riese, si tralascia di rammentare che, secondo un principio ampiamente consolidato nella giurisprudenza amministrativa, per l’annullamento di un atto amministrativo non è sufficiente il puro e semplice ripristino della legalità violata, ma occorre anche dar conto della sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione dell’atto; 

così come non si cita che tale principio è stato recepito dal legislatore con l’art.21nonies della legge n°241 del 1990, secondo cui “ il provvedimento amministrativo illegittimo ……può essere annullato sussistendone le ragioni di interesse pubblico….”. 

- che sul bacino di Bagnaia comunque, come già ricordato, sono state fatte denunce alla Magistratura ordinaria e alla Corte dei Conti sia dalla Amministrazione sia dalla minoranza consiliare. 

Tant’è che sui lavori di costruzione della passerella c’è stata anche una indagine della Procura della Repubblica del Tribunale di Livorno ( erano coinvolti il Vice Sindaco della Amministrazione Schezzini, Luigi Paoli e l’allora Responsabile dell’Ufficio Tecnico Arch.Dario Gaballo ), indagine che lo stesso Pubblico ministero decise di archiviare in fase istruttoria;

- che appare del tutto fuorviante ed errato quanto scritto al punto n°1 della parte dispositiva della delibera laddove si afferma che “la precedente Amministrazione, nell’inerzia, non ha instaurato apposito giudizio dinanzi alla Corte dei Conti”.

Non mi risulta, infatti, che le Amministrazioni comunali possano “instaurare appositi giudizi”. E’ vero invece il contrario, perché è la Corte che, a seguito di denunce ricevute e di indagini effettuate, avvia eventualmente un giudizio. 

Le segnalazioni e le denunce sul Bacino di Bagnaia, la Corte le ha ricevute in abbondanza, ma sono passati diversi anni ed è perlomeno significativo che nessuna indagine sia stata sino ad oggi disposta.

- che a distanza ora di quasi otto anni anziché lanciare accuse e sollevare pretestuose polemiche sarebbe forse il caso di procedere all’appalto dei lavori per la sistemazione idraulica del fosso di Bagnaia sulla base del progetto esecutivo redatto durante la mia Amministrazione ed approvato da tutte le competenti Autorità, così come del resto promesso dallo stesso Sindaco in una nota inviata nei giorni scorsi all’Associazione “Amici di Bagnaia”:

3) Considerato, infine, che l’Amministrazione da me presieduta dal giugno del 2009 al maggio del 2014 viene più volte chiamata in causa con sospetti, illazioni e fornitura di notizie difformi dalla realtà ( come quella secondo cui per l’esecuzione dei lavori sul Bacino di Bagnaia sarebbero ad oggi disponibili poco più di 350 mila euro, mentre la disponibilità risultante in bilancio ammonta a 871 mila euro), ritengo doveroso, mio malgrado e per la prima volta nella mia lunga attività amministrativa, di dovermi avvalere di una consulenza legale al fine di tutelare la mia onorabilità e quella dei miei collaboratori".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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