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Politica giovedì 04 luglio 2013 ore 09:35

Abolizione delle province. Corsinovi (Pdl) Sempre contrario, anche contro il mio partito.



LIVORNO - Il consigliere provinciale Alessandro Corsinovi è da sempre contrario all'abolizione delle province in Italia. Una riforma che si farà ma che lui, esponente toscano del Pdl, ritiene un errore. E lo ribadisce con questa nota. "PDL, PD e gli altri partiti che approvarono quella decisione hanno sbagliato sulla abolizione delle Province. Sbagliarono a sostenere il Governo Monti che ci aveva provato con un decreto maldestro e incostituzionale. Ora ci proveranno di nuovo con la presentazione di un “disegno di legge costituzionale” per cancellare la parola Province dalla Costituzione. Ci vorrà però molto più tempo, passeranno parecchi mesi. Anche questa decisione sarà un altro grave errore e non ci sarà alcun risparmio di spesa. La soluzione migliore è, ancora oggi quella proposta dall’UPI, e cioè meno province con poteri più precisi e attribuendo alle province le funzioni oggi svolte da una miriade di enti, consorzi ed organismi costosi e inutili. Ricordo che già due anni fa, su questo argomento, mi trovai in rotta di collisione con il mio partito. Dissi che mi sembrava strano che il PDL e la Lega in un pomeriggio ad Arcore avessero sposato le tesi dell’Italia dei Valori e dell’UDC. Trovavo anche singolare che il presidente della Toscana Rossi del PD facesse il tifo per il Governo dell’epoca guidato da Berlusconi. Ero convinto e lo sono ancora oggi che abolire le Province e trasferire le competenze principalmente alle regioni fosse un colossale imbroglio. Dicevo NO alla demagogia e SI ad una riforma seria, da realizzarsi con meno province rispetto a quelle che ci sono adesso ma con precise funzioni deleghe e poteri. Dicevo all’epoca che n on possiamo consentire che la gestione delle scuole, della formazione professionale, del mercato del lavoro, delle strade, dei trasporti, della tutela ambientale si occupino “consigli di amministrazione” di società del sottobosco politico che verrebbero create ad hoc sotto forma di Agenzie regionali e sindaci di alcuni comuni. Questa decisione avrebbe messo fuori gioco gli amministratori eletti in libere elezioni a suffragio universale lasciando tutto in mano ad oscuri funzionari regionali e in misura minore ai comuni, mettendo tutto nella mani di strane società e agenzia costituite “ex novo” per l'occasione. Ma senza alcun significativo risparmio perché le spese di gestione dei servizi e del personale sarebbero comunque rimaste, se non addirittura cresciute. Era roba grave quella di eliminare per Decreto la elezione diretta degli amministratori provinciali. La soluzione era invece quella della proposta di Legge dell’UPI depositata in parlamento nel 2011 che puntava ad una razionalizzazione delle Province, alla istituzione delle Città metropolitane previste per legge dal 1990 e mai attuate, all’accorpamento dei Comuni e alla soppressione di enti territoriali intermedi con trasferimento delle relative funzioni alle Province. La proposta di legge puntava a sfoltire drasticamente un’ampia serie di organismi ed enti funzionali decentrati. Ciascuna Provincia e ciascun Comune devono avere una dimensione adeguata per l’esercizio delle funzioni fondamentali, procedendo all’accorpamento delle piccole Province e dei piccoli Comuni. Saranno cosi riviste le circoscrizioni provinciali, riducendo il numero complessivo delle Province. Ci sarà una revisione degli ambiti territoriali degli uffici decentrati dello Stato, operando sinergie e accorpamenti di strutture e sedi anche se non è affatto necessario chiudere Questure o Camere di Commercio laddove sono state istituite con la nascita delle nuove province. La proposta dell’ UPI prevedeva che le Province che restano possono esercitare tra loro in forma associata una o più funzioni. Vengono istituite le “ Città metropolitane ” il cui perimetro coincide con il territorio di più Province , acquisiranno tutte le funzioni delle preesistenti Provincie e le funzioni del comune capoluogo di ambito metropolitano. Alle Citta Metropolitane saranno attribuite le risorse umane, strumentali e finanziarie relative alle funzioni trasferite, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Verranno però soppressi enti intermedi, A genzie od organismi, come i Consorzi di bonifica e i Consorzi di miglioramento fondiario e le funzioni saranno attribuite alle Province . Saranno anche soppressi i Consorzi dei bacini imbriferi montani e gli “Enti Parco regionali” le cui funzioni passano alle Province che assumono direttamente anche le funzioni degli ATO acque e ATO Rifiuti. Le province che restano assumeranno le funzioni di stazione unica appaltante per la gestione dei contratti pubblici di loro competenza e di quelli dei Comuni con meno di 5.000 abitanti. Sono ancora convinto che quella dell’UPI sia ancora oggi una proposta ragionevole, e ho motivo di ritenere che il PDL e il PD abbiamo commesso un clamoroso errore abbracciando la tesi della abolizione delle province che non c’entra quasi nulla con il risparmio di spesa dello Stato. Siamo ancora in tempo per ripensarci e spero che il Governo guidato da Letta sia più saggio degli “ultras anti-province” che abbondano sia nei partiti che lo sostengono che nei partiti dell’opposizione. Alessandro Corsinovi, Vice Presidente Vicario del Consiglio alla provincia di Livorno e membro del Coordinamento regionale PDL toscana"

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