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Attualità venerdì 21 giugno 2019 ore 11:50

Infarto, "ecco perché l'elisoccorso non basta"

Mario Mellini

Mario Mellini, già primario di cardiologia, spiega quali azioni dovrebbero essere messe in campo per avere "un'isola completamente cardioprotetta"



RIO — Il dottor Mario Mellini, già primario di cardiologia presso l'ospedale di Pietra Ligure, interviene con una nota per spiegare quali provvedimenti dovrebbero essere presi per avere "un'isola completamente cardioprotetta" in caso di infarto e di altri problemi cardiaci.

"Dopo aver seguito il recente convegno sulla cardiologia elbana all'hotel Airone e dopo aver letto sui media locali considerazioni della Usl in merito,- spiega il dottor Mellini - devo intervenire di nuovo per precisare quanto segue, ribadendo proposte migliorative che sto facendo da alcuni anni. L’infarto del cuore è la prima causa di morte in Italia, inoltre per questa patologia è necessario intervenire subito per evitare la morte del paziente".

"Il trasporto dell’infartuato con l’elicottero invece dell’ambulanza è una cosa positiva per abbreviare quanto prima i tempi di ricovero, - prosegue Mellini - ma nella nostra isola quando le condizioni meteorologiche non lo permettono, specialmente nel periodo invernale e inoltre nel periodo estivo con circa 300.000 persone presenti all’Elba e altrettanti nel territorio continentale prossimo all’Elba come Follonica, Piombino, San Vincenzo ecc., l’impegno dell’elicottero può risultare insufficiente a coprire tutta l’assistenza urgente della nostra zona e pertanto l’Elba non è un’isola completamente "cardioprotetta' come si è affermato nell’incontro dei giorni scorsi a Portoferraio, di cui dicevo all'inizio dal titolo “Rete dell’infarto, l’Elba come 'isola cardioprotetta'.

"Il problema dell’urgenza per le cardiopatie non è solo quella dell’infarto, - aggiunge Mellini - nelle quali bisogna intervenire immediatamente, ma anche le aritmie del cuore che possono essere ipercinetiche (fibrillazione ventricolare) o ipocinetiche ( blocco atrio ventricolare), che sono al terzo posto nella statistica di mortalità in Italia dopo l’infarto e i tumori, per le quali è necessario un intervento immediato con l’impianto di un elettrostimolatore cardiaco temporaneo mediante un filo elettrico introdotto attraverso la vena del braccio fino ad arrivare all’interno del cuore e collegandolo successivamente con un elettrostimolatore cardiaco (pacemaker)."

"Intervento che qualsiasi cardiologo dell’ Unita Coronarica compie in 15 minuti - spiega Mellini - e così salva il paziente dalla morte. Qui all’Elba purtroppo non è mai stato fatto questo semplice intervento, mentre a Piombino e a Cecina, dove ci sono 7 cardiologi in ciascuno dei due nosocomi, è possibile farlo". 

"Perciò concludendo per il trattamento di questi problemi riguardanti tutte le urgenze cardiologiche, nella nostra isola, - dichiara Mellini - oltre all’elicottero è necessario avere una Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTC), con almeno 6 cardiologi che possono garantire una assistenza adeguata per tutte le 24h".

"Di ciò nessuno vuol prendere atto, -conclude Mellini - nessuno vuol agire per dotare l'ospedale di tali indispensabile servizio. Speriamo che la nuova conferenza dei sindaci riesca a risolvere tale grave lacuna che sto descrivendo da anni". 



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