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Attualità Domenica 18 Gennaio 2026 ore 08:30

"Il Castagnacciaio, 45 anni di attività"

Foto di repertorio

A raccontare le origini della storica attività nota in tutta l'Elba è Giovanni Frangioni



PORTOFERRAIO — "Dopo un andirivieni di lavoranti non andato a buon fine, Maria, moglie di Angiolino Carmignani (soprannominato il Castagnacciaio), decide nel 1968 di intraprendere la figura di una vera talent-scout andando alle “Spianate” di Altopascio a cercare degli aiutanti per la loro attività “Mescita Pierucci Maria” nel centro storico di Portoferraio".

A raccontare le origini della storica attività nata a Portoferraio 45 anni fa è Giovanni Frangioni, appassionato di storia locale e autore di vari libri.

"Torta di ceci, qualche pizza, gelato e qualche “castagnaccino” - prosegue Frangioni - accompagnato da qualche topino due colori (rosso o bianco), fanno da apripista a quella che diventerà un’attività popolare. Alla signora Maria consigliano di andare da una famiglia di braccianti che aveva cinque figli: i Mangino. La felice scelta è verso Giuseppe (Beppe), il primo dei fratelli che, convinto dalla signora Maria, decide di venire a lavorare a Portoferraio, dal “castagnacciaio”: non se andrà più!"

"Dopo quattro anni è Antonio a raggiungere il fratello “Beppe”, ormai consumato pizzaiolo, per far parte di un trio di fratelli che di lì a poco si formerà. - aggiunge Frangioni - Difatti arriva anche Vincenzo altro fratello dei due Mangino. I tre, nel gennaio 1981, quarantacinque anni fa, diventano i titolari dell’attività che, in onore del loro datore di lavoro, decidono di chiamare “Il Castagnacciaio” e che ancora oggi gestiscono".

“Beppe”, Antonio e Vincenzo, tra il caldo profumato del forno a legna per pizze, torta di ceci e “castagnaccini” accompagnati da topini due colori, bianco e rosso, si guadagnano la “fetta”. - prosegue - “Beppe”, con la sua andatura da vero passista delle migliori tradizioni, fa lievitare, stende la pasta della pizza e la mette nelle familiari teglie che Vincenzo, munito di pala, fa “palleggiare” all’interno del forno. Antonio, dal polso “su e giù”, taglia e impiatta con velocità simile a quella della luce. Il capolavoro sta tutto qui. Non ci sono trucchi, è tutto visibile. Si usa “olio di gomito”!"

"Portoferraio ricordi, in qualche modo, questi tre giovanotti, dopo quarantacinque anni di pieno successo e affidabilità, e quelli che prima li hanno scelti e fatti crescere, anche solo per aver portato in Toscana, nel Paese e oltre i confini nazionali “Il Castagnacciaio”, conclude Frangioni.


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